INTERVISTA TC - Sassarini: "Bari favorita d'obbligo, Siena sorpresa"

03.07.2020 12:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
© foto di Andrea Rosito
INTERVISTA TC - Sassarini: "Bari favorita d'obbligo, Siena sorpresa"

David Sassarini, ex allenatore di Vis Pesaro e Gozzano, parla ai microfoni di TuttoC.com deI playoff iniziati martedì, ma anche del suo futuro e del libro scritto in questi mesi.

Favorita e possibile sorpresa di questi playoff?
"La favorita d'obbligo è il Bari. E se devo trovare un giocatore che nei playoff si è rivelato decisivo dico Costantino. Ha fame. E cattiveria è in questo tipo di partite si è dimostrato funzionale. La sorpresa potrebbe essere il Siena che ha un idea di gioco che si sposa benissimo per il grande caldo ed il periodo  Le squadre meno indicate per giocare i playoff attuali sono quelle disabituate ad avere la palla e lasciarla agli avversari significherà anche dover correre molto e di energie in questo momento ce ne sono poche".

Come valuta l'esperienza al Gozzano?
"A Gozzano sono stato bene. Società ed organizzazione curata pur essendo una piccola realtà. Per quanto riguarda la mia gestione in 25 anni di calcio ho sempre ritenuto che gli episodi si compensassero ma cosi non è stato. I 3 rigori decisivi sbagliati e le 5 volte ripresi da vantaggio a pareggio negli ultimi 5 minuti di gara hanno pesato tantissimo sulla classifica. Il resto non lo posso valutare perché non c ero più e mi dispiace solo che la società sia finita all ultimo posto proprio nella settimana della sospensione del torneo. Una valutazione post campionato che faccio è che i 5 cambi sono un vantaggio per le squadre più blasonate ma un grande handicap per le piccole".

Cosa c'è nel suo futuro?
"Qualcosa si sta muovendo e sono molto carico ma non ho la bramosia di affrettare scelte che in passato si sono dimostrate sbagliate. Cerco una squadra seria e un direttore visionario e con la voglia di emergere quanto me".

In questi mesi si è dedicato anche alla scrittura...
"Sì, ho scritto un libro nel periodo di inattività e lockdown. Riprendo una piccola parte della mia introduzione al libro per far capire che cosa mi ha spinto a scriverlo per instradare giovani allenatori a costruirsi idee proprie e metodo personale e non basato su inappropriati copia e incolla su esercitazioni o altro.  Ho la sensazione che nell'ultimo decennio si sia assistito a un cam- bio epocale nel mondo del calcio, un po’come era accaduto intorno alla metà degli anni ottanta con la rivoluzione della“zona” che ha avuto in Arrigo Sacchi la sua migliore espressione. Come l’apprendimento avviene“per salti” e non con una graduale crescita, anche le (ri)evoluzioni calcistiche sono improvvise e totalizzanti ed è per questo che, se poniamo a confronto una partita di 10-12 anni fa con una attuale, la differenza salta immediatamente all’occhio".

Quali sono le differenze maggiori?
"Mentre fino al decennio scorso, al centro di tutto vi era l’aspetto tattico, oserei dire quasi meccanico, ora al centro del gioco c’è il giocatore stesso e la sua capacità di scegliere,poiché ogni sua singola decisione può davvero modificare il corso dell’azione successiva. Per questo noi allenatori abbiamo il compito di abituarli a scegliere correttamente e in autonomia:possiamo mostrare loro una traccia da seguire, ma la scrittura del tema sarà compito dei giocatori, non sarà più un“dettato”dell’allenatore. Credo che a questa libertà e autonomia, che significa anche responsabilità, I giocatori debbano essere ducati sin da piccoli: non possono arrivare in prima squadra soliti eseguire compiti meccanici e ad avere qualcun'altro,ovvero l’allenatore, che decida sempre al posto loro, poiché, altrimenti, il salto sarà troppo grande e finiranno inevitabilmente per“perdersi” e far perdere anche l allenatore e la squadra per cui giocano".