Benevento, da dicembre sei la migliore d’Italia (e d’Europa). Pro Patria, sei stata la peggiore ma sei ancora viva

Benevento, da dicembre sei la migliore d’Italia (e d’Europa). Pro Patria, sei stata la peggiore ma sei ancora viva
Oggi alle 00:00Il Punto
di Sebastian Donzella

Testacoda Nord-Sud nell’editoriale odierno. Partiamo da un Benevento formato schiacciasassi, con un Re Mida di nome Antonio e dal doppio cognome, come i veri nobili, Floro Flores. L’ex attaccante, catapultato dall’Under 17 all’esordio da tecnico tra i professionisti, ha fatto il vuoto. Vittoria al debutto col Monopoli, KO col Cosenza e poi dieci vittorie, intervallate esattamente a metà dal pari con la Casertana. Il Benevento, da inizio dicembre a oggi, è semplicemente la miglior squadra d’Italia (e d’Europa): dieci vittorie e un segno X, 31 punti conquistati su 33 disponibili. Numeri assurdi, migliori anche di quelli del Vicenza che sta disintegrando il Girone A. Una striscia iniziata con il 5-1 alla Salernitana, la gara simbolo che ha innescato questo straordinario sprint fino ai 5 gol, seppur con valenza diversa, appena rifilati al Trapani. Chissà fino a quando questa striscia andrà avanti, ricordando che, ancora nessuno è riuscito a violare il “Vigorito”.

Trasferiamoci più su geograficamente ma scendiamo più giù in classifica. La Pro Patria, dopo nove sconfitte di fila, è riuscita a pareggiare con l’Albinoleffe nel weekend e, in questo turno infrasettimanale, è arrivata l’insperata vittoria contro un ben più quotato Cittadella. Da fine novembre a inizio febbraio, i bustocchi hanno vissuto mesi da incubo, con metà partite perse di misura per dettagli e altrettante finite con risultati più rotondi e anche goleade altrui. I lombardi, però, non si sono arresi e, complice la disperata situazione della Triestina, hanno ancora la possibilità di agguantare la salvezza ai playout: dodici i punti dal quintultimo posto, ancora facilmente riducibili a otto. Per riuscirci, però, bisognerà lasciarsi alle spalle il filotto terribile ed evitare di attendere mesi per il prossimo acuto.