INTERVISTA TC - Serafini: "Da anni ormai si ripete la stessa storia"

14.11.2019 07:30 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
Matteo Serafini
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
Matteo Serafini

Matteo Serafini classe '78 lo scorso anno ha chiuso la propria carriera agonistica siglando 161 reti in 567 distribuite nelle varie serie. Spiccano le sei stagioni con la maglia della Pro Patria. In esclusiva ai microfoni di Tuttoc.com ha parlato a tutto tondo dell'attuale stato di salute della terza serie.

Una volta chiusa la parentesi di calciatore come vive le sue giornate?

"Ho iniziato l'avventura di allenatore nel Calvina, squadra del girone D di serie D dove ho giocato l'ultimo anno. Sono stato esonerato dopo cinque giornate, adesso mi aggiorno, vedendo almeno 3-4 partite a settimana".

Facendo un breve flash-back all'esperienza alla Pro Patria come la definisce?

"Si è trattato di una parentesi importante della mia carriera, non a caso è stato il posto dove sono rimasto più a lungo. Una città e una piazza davvero stimolante, dove i tifosi erano e sono molto calorosi. Io e la mia famiglia ci siamo trovati molto bene a Bustro Arsizio, certo ci sono state delle difficoltà, soprattutto all'inizio, purtroppo ci sono vicissitudini durante le stagioni che si sono susseguite, con penalizzazioni e la retrocessione nell'ultimo campionato. Peccato sarei potuto rimanere in caso di salvezza, ma sono legato a quella realtà".

Adesso segue l'andamento del girone A, quali sono le sue impressioni?

"Il Monza è la grande favorita per la promozione in serie B,  per forza economica e potenziale è nettamente superiore rispetto a tutte le altre. Anzi mi sento di dire che c'entra poco con la serie C. Per il resto mi sta favorevolmente impressionando l'Alessandria, mentre il Renate sta cercando di farsi spazio fra le prime posizioni, riuscendoci al meglio. La Pro Patria ha un progetto interessante, una guida tecnica di valore con Javorcic, al momento però staziona nella parte centrale della graduatoria, ma può migliorare in considerazione che in estate ha cambiato molto".

Anche in questa stagione stanno affiorando problemi societari di alcuni club che faticano a rispettare i propri impegni, come se ne esce da queste situazioni?

" Purtroppo in questo periodo ogni anno vengono fuori queste situazioni, bisognerebbe mettere dei paletti, spesso si avvicina al calcio personaggi che non hanno interesse alla singola piazza, ma solo nel migliore dei casi, affari personali. Altri, invece di passare la mano vogliono andare comunque avanti e il risultato, è quello che vediamo in maniera sistematica da alcune stagioni".

Altro tema caldo è quello inerente gli Under, è giusto secondo lei far giocare i giovani oppure è legittimo impiegare chi realmente se lo merita?

" E' uno dei quesiti che ci facciamo in ogni anno, le regole del passato hanno indotto le società con meno risorse a fare ricorso ad elementi giovani per avere i contributi della Lega, il risultato è che non tutti meritavano di giocare abbassando il livello tecnico dei campionati. Adesso sono state eliminate le liste, a mio avviso la soluzione è trovare un mix fra giocatori giovani ed esperti".