Potenza, De Giorgio: "Attraverso uno dei periodi più difficili della mia carriera"

Potenza, De Giorgio: "Attraverso uno dei periodi più difficili della mia carriera"TMW/TuttoC.com
Pietro De Giorgio
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di Valeria Debbia

Dopo la vittoria nella semifinale di andata di Coppa Italia Serie C Regionale di Trenitalia, il tecnico del Potenza, mister Pietro De Giorgio, è intervenuto in conferenza stampa per presentare l'impegno contro la Casertana. Si parte dall'esultanza sotto la curva dei tifosi rossoblù in occasione del gol di Murano a Terni: "Sì, è stata una partita complicata per me. È un mese che siamo in difficoltà numerica. In questo momento sto attraversando uno dei periodi più difficili della mia carriera: sono sempre lì a pensare come sistemare la squadra, chi far giocare. Da un mese e mezzo siamo in piena emergenza, continuiamo a perdere giocatori per infortunio. La fortuna non ci sta aiutando. Sapevo che per vincere a Terni serviva una partita perfetta da parte di tutti, uno sforzo fisico enorme, perché abbiamo affrontato una squadra molto più forte di noi: giocatori che vengono dalla retrocessione dalla Serie B, con qualità fisica superiore. Per vincere serviva una prestazione massimale da tutti i 15 giocatori in campo, e c’è stata. Felippe non ha mai fatto più di 12 km in vita sua; Ghisolfi ha tenuto 20 minuti di fisicità mai avuta in carriera. Ho apprezzato tantissimo lo sforzo dei ragazzi. Con un pizzico di fortuna abbiamo portato via un risultato importantissimo. A fine partita ho voluto condividere quel momento con i tifosi che ci seguono ovunque: era un mercoledì, a tanti chilometri da Potenza, con tante bandiere nella nostra curva prima della partita. È stata un’unione di sforzi da parte nostra e dei nostri tifosi. Era giusto condividere con loro quella grande gioia per un risultato storico che ci rende particolarmente entusiasti".

L’interesse prioritario resta e deve restare il campionato, dove ora il Potenza troverà forse l’avversario peggiore: la squadra che ha fatto più punti in trasferta, viaggia sull’entusiasmo e su una classifica che presto potrebbe essere rivista. Se venisse escluso il Trapani, sarebbe l’unica squadra a non perdere punti e potenzialmente seconda in classifica. "L’attenzione al campionato l’abbiamo sempre avuta. È ovvio che, vincendo e passando il turno, la Coppa Italia è diventata un obiettivo importante: è un evento storico. Abbiamo percepito che i nostri tifosi e la città ci tengono tantissimo, e non l’abbiamo mai trascurata. Abbiamo fatto in modo che diventasse una partita importante quanto quelle di campionato. Il problema arriva quando hai tante partite rispetto agli altri e la coperta è corta per il numero di giocatori. Stamattina ci alleniamo in 13: la coperta diventa corta. Non sarebbe stato giusto sottovalutare la Coppa Italia: sarebbe stata una mancanza di rispetto verso la società, i tifosi e noi stessi, dopo il percorso fatto (eliminati Cerignola, Monopoli a Monopoli, Crotone in casa). La Coppa Italia ha la stessa importanza del campionato, ma comporta un dispendio maggiore. Arriviamo a questa partita con la Casertana con pochissimo tempo per prepararla. È una squadra forte, in un momento di grande entusiasmo, fatta di giocatori di categoria, esperti, furbi, bravi individualmente, pericolosi in ripartenza. Ti fa sentire forte ma ti colpisce al primo affondo. È un avversario molto forte, ma noi ce la giocheremo con tutte le forze che abbiamo. Devo valutare se far riposare qualcuno: in questi 10 giorni dell’anno nuovo abbiamo già fatto tre partite, ne avremo altre tre altrettanto importanti dopo Caserta. In questo momento siamo un po’ sfavoriti, ma chi gioca farà bene: sono molto sereno. Dobbiamo far giocare chi ha bisogno di minuti e non rischiare infortuni, perché perdere altri giocatori è l’unica cosa che non possiamo permetterci. Sull’aggiornamento della classifica senza il Trapani: come l’anno scorso saremmo penalizzati pesantemente. Il Trapani ha fatto tanti punti, noi siamo stati una delle poche a batterlo. Senza i loro punti saremmo a cinque punti dalla sesta e a tre dalle zone calde. Cambierebbe l’obiettivo: dovremmo guardare alla zona playout con un po’ di paura, puntare prima alla salvezza e poi guardare avanti. Non va bene: è il secondo anno consecutivo che succede una cosa del genere. Se accadrà sarebbe un dispiacere per tutti. Evidentemente il sistema non funziona: non si può arrivare a febbraio e stravolgere piani societari e classifiche per il secondo anno di fila".

Inevitabile parlare di mercato: "La società sa le nostre difficoltà, sa tutto. Sono a piena conoscenza di quello che stiamo vivendo. Ci giochiamo tanto in questo mese. Io sono il primo a voler dare il massimo: voglio arrivare in fondo in Coppa Italia e continuare a fare bene in campionato. È ovvio che qualcosa va fatto. Dobbiamo stare attenti anche perché abbiamo tanti giocatori a scadenza e non perdere i nostri per richieste da altre società. Abbiamo parecchie situazioni aperte: con la società stiamo lavorando per fare il meglio possibile per il Potenza".

Contro la Casertana sarebbe bello prendersi una rivincita rispetto all’andata, dove il Potenza fece una grande prestazione ma perse clamorosamente senza meritarlo: "Sì, è quello che cercheremo di fare. È la squadra più esperta del campionato, con giocatori navigati. Ha fatto un girone d’andata importante, è cinica, compatta in difesa. Dall’andata hanno cambiato assetto tecnico-tattico e trovato un difensore subentrato che ha fatto gol decisivi su palle inattive: è un loro punto forte. Dobbiamo giocare bene come all’andata, ma sbagliare molto meno: pagammo caro gli errori. Attenzione: ti fa sentire forte ma ti colpisce in ripartenza. Da Terni dobbiamo trasferire che per vincere serve la prestazione di tutti, grande attenzione e corsa. Lo sforzo deve diventare una costante, non un peso. Soprattutto l’attenzione difensiva: quando l’alziamo facciamo partite come Catania o Trapani (40 cross subiti, zero gol presi); quando cala, come a Cerignola, prendiamo gol su quattro cross".