Calcagno: "Auspicio è modifica protocollo e rivedere gente negli stadi"

02.08.2020 21:30 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Umberto Calcagno
Umberto Calcagno

Il Vicepresidente Vicario AIC Umberto Calcagno, intervenuto a “90’ minuto” su Rai 2, ha sottolineato che “essere riusciti a portare a compimento la stagione, in un momento così complicato, è motivo di grande orgoglio per tutto il sistema. I calciatori hanno dimostrato grande professionalità e, a livello federale, pensando a quello che abbiamo vissuto in questi mesi e durante il lockdown, abbiamo ottenuto un grande risultato”. “Siamo stai i primi a dire che dovevamo fermarci” - ha aggiunto - “ma poi siamo stati i primi a metterci al lavoro per poter ripartire in sicurezza, sempre avendo come primo obiettivo la salute di tutti i soggetti coinvolti”.

Finito il campionato già si pensa a come ripartire con il prossimo: “Parlare oggi di playoff e playout è prematuro” - ha commentato Calcagno. “Bisognerà tenere presente i tanti impegni della prossima stagione che porterà al campionato europeo: la coperta è corta e dobbiamo capire se la ripartenza potrà essere il 12 o il 19 settembre basandoci anche sull’esigenza di far riposare i calciatori che hanno lavorato molto durante questo periodo con gare ogni tre giorni. E per alcuni di loro, impegnati nelle coppe e nei playoff della B, la stagione non è ancora finita”.

Riguardo la possibile modifica del protocollo per la prossima stagione, il Vicepresidente AIC ha ribadito che “è un auspicio, ma dobbiamo continuare a confrontarci con il Comitato Tecnico Scientifico per capire cosa si può migliorare senza perdere di vista la salute di chi va in campo. Ci sono milioni di tesserati a livello dilettantistico che abbiamo la responsabilità di dover far ripartire in sicurezza e dobbiamo continuare, anche in questo mese di agosto, a lavorare con attenzione proseguendo la strada tracciata fino ad oggi”. 

Calcagno ha commentato anche la scelta del calciatore Alessandro Spanò che, dopo aver portato da capitano la Reggio Audace in Serie B, ha scelto di lasciare il calcio giocato per proseguire gli studi con un master in economia all’estero: “Una scelta molto coraggiosa, anch’io ho studiato durante la carriera e sinceramente mai avrei avuto il coraggio di lasciare lo sport che amavo. Una decisione tra l’altro in controtendenza rispetto a quanto avviene oggi: come AIC stiamo puntando molto sui corsi di formazione proprio per dare la possibilità ad un giovane di continuare gli studi parallelamente alla carriera. Soprattutto in Lega Pro abbiamo creato, in questi ultimi anni, un percorso virtuoso che ora potrebbe essere vanificato dall’ipotesi di una reintroduzione delle liste chiuse con l’obbligo di schierare i giovani di determinate età. Sarebbe fare un passo indietro di sette-otto anni; noi siamo per la meritocrazia dettata dal campo, dobbiamo continuare a investire sui giovani e non certo tornare su norme vecchie di anni inserendo le liste che finirebbero per penalizzare i giovani stessi”.

Infine un commento sulla prossima candidatura alla presidenza AIC: “Credo che il lavoro fatto in Associazione in questi anni abbia grande valore, e abbiamo ancora tanto da lavorare per far riprendere la prossima stagione nel migliore dei modi. Da settembre in poi ci dedicheremo alla campagna elettorale, ma prima dobbiamo pensare a come far ricominciare i campionati”. Magari con gli stadi aperti: “Le emozioni che riescono a trasmettere i tifosi sono la cosa più bella per un calciatore, e uno dei tanti sforzi fatti dai giocatori in questo periodo è stato quello di giocare senza pubblico, perché è molto differente disputare una partita in stadi vuoti. L’auspicio naturalmente è quello di rivedere la gente negli stadi quanto prima, ma il primo obiettivo deve sempre essere la tutela della salute”.