Cuoghi: "Immaginavo un Vicenza protagonista ma non così dominante"
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, Stefano Cuoghi ha analizzato il momento dei tre gironi di Serie C, soffermandosi sulla corsa al vertice e sulle situazioni più delicate.
Mister Cuoghi, partiamo dal girone A: si aspettava un Vicenza così dominante?
"Così evidente no, dico la verità. Ero convinto che, per la serietà della società, per la tifoseria e per le ambizioni fosse protagonista, ma un campionato con 16 punti di vantaggio è qualcosa di straordinario. Ha fatto le cose in grande e questo gli permette già di programmare il prossimo anno con mesi di vantaggio sulle altre".
Tra le inseguitrici c'è anche una sua ex squadra come il Lecco: è la sorpresa?
"In maniera positiva sì, sta facendo un ottimo campionato. È una società ambiziosa ma non è mai semplice restare lassù. Trovarsi terza significa aver lavorato bene. Davanti ha due corazzate come Vicenza e Brescia, quindi competere non è facile".
Da chi si aspettava qualcosa in più?
"Dal Cittadella forse sì, ma dopo una retrocessione non è semplice ripartire subito per vincere. Anche il Trento sta facendo bene, il resto direi che è in linea con le aspettative".
Nel girone B, l'Arezzo ha preso il largo. Campionato già chiuso?
"Ci sono sette punti, ma con una partita in meno. Se fossero solo sette sarebbe diverso, così diventa difficile. L'Arezzo ha fatto tutto nella maniera giusta: società solida, ottimo allenatore, mercato importante. È stata in testa dall'inizio e non ha mai avuto pause".
L'Ascoli poteva tenere più aperta la corsa?
"Ha avuto un periodo complicato, ora si è ripreso. È una piazza che pensa sempre di poter vincere, ma l'Arezzo è stato più continuo. Anche il Ravenna, ripescato, sta facendo qualcosa di notevole ma il merito dell'Arezzo resta grande".
Nel girone C, Benevento-Catania potrebbe riaprire i giochi?
"Per il Catania è l'ultima occasione. Solo vincendo può riaprire il campionato, altrimenti il Benevento lo avrà praticamente vinto. Tanto di cappello a Floro Flores, da quando è arrivato sta facendo un percorso straordinario. Non si è sentita la differenza con un tecnico esperto come Auteri".
La delusione è la Salernitana, che idea si è fatto?
"Salerno è una piazza difficilissima. Dà tantissimo ma pretende tantissimo. Non è solo una questione tecnica, è una questione ambientale. In certe piazze servono uomini abituati a lottare per vincere. Non basta aver fatto bene altrove, bisogna essere pronti a reggere la pressione. La distanza dalla vetta è troppo ampia per parlare solo di episodi".
Da ex centrocampista, c'è un giocatore che l'ha colpita in questa Serie C?
"Ce ne sono tanti interessanti, ma per dare un giudizio su un singolo bisogna vederlo spesso e anche in allenamento. Io guardo tantissime partite, ma magari vedo una squadra due o tre volte in tutto. Preferisco parlare del rendimento delle squadre, sui singoli servono continuità e conferme".
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