Il fatto della settimana - Due facce dello stesso dramma: il reset totale della Ternana e il colpo di reni chirurgico del Catania

Il fatto della settimana - Due facce dello stesso dramma: il reset totale della Ternana e il colpo di reni chirurgico del CataniaTMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom
Oggi alle 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

Questa settimana l’abbiamo passata a commentare esoneri. Due, pesantissimi, nello stesso giorno. E con due filosofie diametralmente opposte.

Lunedì mattina, ore 10 circa. In casa Ternana esce il comunicato ufficiale con la solita formula di circostanza: «Sollevato dall’incarico Fabio Liverani e il suo staff». Fatale la sconfitta di Pesaro (1-0, rosso a Dubickas al 29’), ma in realtà era nell’aria da settimane. Le Fere erano decime nel Girone B (la classifica avulsa con Gubbio e Vis Pesaro le condannava all'ultimo posto dei playoff) e quest’anno si aspettavano di più. Risultato? Via il tecnico romano, staff al completo e – colpo di grazia poche ore dopo – anche il direttore tecnico Diego Foresti. Al posto di Liverani, ad interim, Pasquale “Lito” Fazio, l’allenatore della Under 17. Non un vice di esperienza, non un nome di serie, ma il ragazzo che fino a ieri allenava i classe 2009. E nel frattempo la società ha praticamente azzerato l’intero comparto tecnico-dirigenziale. Un reset da codice rosso, da “ricominciamo da zero e vediamo che succede”. Coraggioso? Folle? Il debutto ha regalato un pari contro la Sambenedettese e la classifica è rimasta identica a sé stessa. Di certo è il segnale più chiaro che a Terni non si scherza più: o si risale subito o si cambia tutto, panchina, ds e probabilmente mentalità.

Stessa mattina, ma in Sicilia. Il Catania, reduce dalla vittoria di Altamura (quella del gol all’ultimo respiro), comunica l’esonero di Domenico Toscano e del suo vice Michele Napoli. Secondo posto nel Girone C, dodici punti dalla vetta, sei giornate alla fine, playoff praticamente certi… eppure qualcosa si era rotto e quindi l'addio. Non un “grazie per tutto”, ma un taglio netto. E qui arriva la differenza abissale rispetto a Ternana: il successore è già pronto, annunciato e atterrato in città la sera stessa. Si chiama William Viali, contratto fino al 30 giugno 2027 (con prolungamento automatico in caso di promozione), ex miracolo Cosenza e ultima esperienza Reggiana. Il Catania non ha perso tempo a cercare “un nome”: ha scelto l’uomo che deve dare la sterzata decisiva per provare ancora una volta l’assalto al Benevento (come detto, dodici i punti di distacco) e soprattutto per arrivare ai playoff con un’altra faccia. Difesa a quattro, 4-3-3 o 4-2-3-1, ambizione dichiarata. Non un interim, non un “vediamo”. Un progetto.

Ecco, questa è la settimana in sintesi: da una parte una big che brucia tutto (allenatore, ds, continuità) e affida la barca a un giovanissimo in attesa di capire che direzione prendere. Dall’altra una big che brucia l’allenatore ma ha già la nuova rotta, il nuovo capitano e la destinazione segnata sul GPS.

In Serie C succede sempre così, ma mai così netto nello stesso lunedì.

Da una parte la paura di non farcela più (Ternana), dall’altra la paura di accontentarsi del “quasi” (Catania). Una sceglie la rivoluzione interna, l’altra l’innesto esterno di esperienza. Entrambe hanno ragione e torto allo stesso tempo, perché in questa categoria la pazienza è morta da un pezzo e l’aspettativa è sempre una promozione o quantomeno i playoff da protagonisti.

Ora tocca al campo. Fazio riuscirà a dare un’identità alla Ternana in poche partite? Viali riuscirà a far sognare di nuovo il 'Massimino' e a trasformare il “secondo posto” in qualcosa di più ambizioso?

La Serie C, ancora una volta, ci ha regalato il suo spettacolo preferito: non i gol, ma le panchine che saltano. E noi, da bravi appassionati, ci siamo goduti il doppio spettacolo.