Il fatto della settimana - Il Bari è retrocesso: dopo quattro anni di cadetteria, ecco la caduta che cambierà anche il volto della Serie C
Per capire davvero il peso di una retrocessione bisogna guardare oltre il tabellino. Ci sono piazze che scendono di categoria e altre che, semplicemente, spostano gli equilibri del campionato in cui arrivano. Il Bari appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
La settimana che accompagna la Serie C verso le semifinali playoff si chiude infatti con un verdetto destinato a lasciare un segno profondo sulla prossima stagione: il Bari è retrocesso in Serie C dopo il doppio playout contro il Südtirol. Due partite, due pareggi senza reti, un equilibrio che però ha premiato gli altoatesini grazie al miglior piazzamento in classifica. Al Druso è finita ancora 0-0, proprio come all’andata del San Nicola: abbastanza per salvare la squadra di Castori, non per evitare ai pugliesi una delle pagine più amare della loro storia recente.
La fotografia del verdetto è quasi paradossale: il Bari retrocede senza perdere il doppio confronto, ma pagando una stagione vissuta costantemente in affanno e chiusa alle spalle del Südtirol in regular season. Nel ritorno del playout i biancorossi avevano bisogno di una vittoria, senza mai riuscire davvero a dare la sensazione di poterla trovare, mentre dall’altra parte il Südtirol ha interpretato la sfida con la lucidità di chi sapeva di avere due risultati su tre. Quindi non si tratta di una retrocessione maturata in una singola serata, ma il punto d’arrivo di un campionato passato sempre sul filo dell’emergenza, fino all’ultimo, decisivo passaggio.
Il Bari chiude così nel modo peggiore un’annata complicata, segnata da continui cambi di rotta e da una squadra mai davvero capace di trovare continuità. Dalla panchina sono passati più allenatori nel corso della stagione (da Caserta a Vivarini e doppio ritorno fino a Longo), segnale evidente di una squadra che non ha mai trovato una fisionomia stabile. Anche per questo la retrocessione non arriva come un episodio isolato, ma come la fotografia di un campionato logorato passo dopo passo, fino all’epilogo di Bolzano.
Per la Serie C si tratta di una notizia enorme. Non soltanto per il blasone della piazza o per il peso storico del club, ma perché il Bari porta inevitabilmente con sé aspettative, pressione e centralità mediatica. Una realtà capace di riempire il San Nicola, di mobilitare una tifoseria tra le più seguite del panorama italiano e che appena pochi anni fa (stagione 2022/23) aveva sfiorato la Serie A nella finale playoff persa contro il Cagliari. Oggi, invece, il viaggio riparte dal terzo livello del calcio italiano.
Il “fatto della settimana”, dunque, non può che essere questo: mentre la Serie C si prepara a scoprire chi salirà in B attraverso i playoff, ha già accolto una delle sue prossime protagoniste più ingombranti. Il Bari torna dove in pochi, appena qualche stagione fa (l'ultima volta erano quattro anni fa, stagione 2021/22), avrebbero immaginato di rivederlo. E adesso toccherà alla categoria fare i conti con una nuova grande incompiuta, chiamata a trasformare una ferita sportiva in occasione di rilancio.
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