Playoff lunghissimi e divertentissimi. Ma, alla fine, su 28 son rimaste comunque le 4 favorite
Il format attuale dei playoff di Serie C regala una marea di emozioni. Può suonare come una frase fatta, e in effetti lo è. Ma è vera, indiscutibilmente. Sin dalle primissime battute, infatti, abbiamo assistito a continui ribaltoni, sorprese ed eliminazioni di peso. Eppure, arrivati alla fase finale, c'è poco da girarci intorno: sono rimaste le quattro favorite per la promozione. Su 28 club, insomma, zero novità. A contendersi l'ultimo posto disponibile in Serie B sono le tre seconde classificate (Union Brescia, Ascoli e Catania) e la terza col budget più alto (Salernitana).
Di quarte, quinte, seste e così via, nemmeno l'ombra. Ci ha provato il Casarano, bistrattato a domicilio dai lombardi. Ma già nella fase precedente, oltre alla sorpresissima pugliese, ad andare avanti erano state comunque le migliori del lotto, ovvero le terze (Lecco, Ravenna e, appunto, Salernitana). I pronostici, insomma, sono stati praticamente sempre rispettati. E così la domanda torna a essere sempre la stessa: vale la pena avere una coda playoff così lunga?
Se si guarda allo spettacolo la risposta è indubbiamente sì. E anche, se vogliamo, se si guarda alla meritocrazia. La formula attuale, con gare d'andata e ritorno nelle fasi nazionali, riduce la possibilità di vedere schegge impazzite quando Nord, Centro e Sud si uniscono. A maggior ragione se, come quest'anno, agli spareggi promozione partecipano corazzate che in B ci starebbero benissimo. E le più piccole? I playoff sono comunque un motivo di festa: partecipare significa regalare ai propri tifosi un'emozione in più, oltre a un traguardo niente male da vantare nel palmares.
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