Playoff al giro di boa, si comincia a fare sul serio. La maledizione del secondo posto colpirà ancora?

Playoff al giro di boa, si comincia a fare sul serio. La maledizione del secondo posto colpirà ancora?
Oggi alle 00:00Il Punto
di Marco Pieracci

53 gol segnati in 20 partite giocate, un solo 0-0 e il fattore campo non così determinante come si potrebbe pensare (appena 4 vittorie casalinghe a fronte delle 7 esterne e di ben 9 pareggi). A cavallo tra i due turni della fase nazionale è tempo di prime considerazioni su ciò a cui stiamo assistendo in questi playoff, giunti ormai alla decima edizione con la formula allargata a 28 partecipanti. Pochi tatticismi, la voglia di imporsi sull’avversario senza fare troppi calcoli, aspettando l’ingresso in scena delle tre grandi favorite o presunte tali sono queste le cose che colpiscono maggiormente.

Il pregio principale del format esteso è indubbiamente quello di mantenere vivo il campionato fino all’ultima giornata, evitando gare povere di contenuti fra squadre demotivate perché rimaste prive di obiettivi concreti da inseguire, anche se qualche correttivo potrebbe forse essere apportato per ridurre i tempi d’attesa di chi conclude al secondo posto, spesso dopo un logorante duello per il primato, mai poi deve attendere quasi un mese prima di poter rigiocare.

L’eterno dibattito su questo punto resta aperto: sono più i vantaggi derivanti da un riposo così lungo, perché consente di recuperare preziose energie fisiche e mentali disseminate lungo una stagione massacrante, con limitate possibilità di tirare il fiato lungo il percorso, o gli svantaggi connessi alla lunga inattività e la disabitudine alla gara ufficiale? Situazione che potrebbe essere pagata a caro prezzo in una competizione dal margine d’errore esiguo, che non ammette o quasi prove d’appello.

Per quanto possano contare i paragoni con annate diverse fra loro, a giudicare dal recente passato Union Brescia, Ascoli e Catania dovrebbero fare gli scongiuri visto che negli ultimi quattro anni ad avere la meglio sono state nell’ordine Palermo, Lecco, Cararese e Pescara piazzatesi in terza o addirittura in quarta posizione ma capaci di sfruttare l’abbrivio giusto per arrivare al traguardo con gli argomenti giusti.

Il dato va maneggiato con cura, ma impone una riflessione. Vero che chi si guadagna la piazza d’onore durante la regular season è abbastanza tutelato, ma trovare una maniera efficace per accorciare lo svolgimento sarebbe una soluzione di buon senso. Un esempio pratico? Anticipando, se possibile, di qualche giorno l’inizio e introducendo il doppio confronto di andata e ritorno soltanto a partire dai quarti se non addirittura direttamente dalla Final Four.