Il fatto della settimana - Ternana, forse non è ancora finita: la seconda asta come ultima spiaggia. Tre scenari per il futuro delle Fere, il ruolo di Bandecchi

Il fatto della settimana - Ternana, forse non è ancora finita: la seconda asta come ultima spiaggia. Tre scenari per il futuro delle Fere, il ruolo di BandecchiTMW/TuttoC.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Oggi alle 00:00Il Punto
di Redazione TC

La Ternana vive un momento di estrema incertezza, il destino delle Fere è appeso a un filo sempre più sottile che rischia di spezzarsi in modo definitivo nei prossimi giorni. La seconda asta indetta per venerdì 22 maggio è l'ultima speranza per evitare la scomparsa dal calcio professionistico, ma il clima è teso e la tifoseria profondamente divisa. Il sindaco (nonché ex presidente) Stefano Bandecchi avrebbe raggiunto un accordo di massima per acquistare il ttolo dell'Orvietana e far ripartire il club dalla D, evitando l'onta della discesa in Eccellenza, ma la Curva Nord si oppone fermamente a questa soluzione, accusandolo di essere uno dei responsabili del fallimento della società. Dal canto loro, anche i tifosi biancorossi sono contrari a questa ipotesi ritenuta lesiva di una tradizione ultracentenaria e promettono battaglia, per vedere tutelata la propria storia da quella che viene vista come una sorta di svendita.

Ma come si è arrivati alla possibilità di una seconda asta, dopo che la prima è andata deserta e la strada verso il fallimento sembrava ormai tracciata? Ciò è stato possibile grazie alla rinuncia da parte della quasi totalità dei tesserati (giocatori, dirigenti e dipendenti) a stipendi e crediti vantati nei confronti della società in modo da alleggerire di almeno un paio di milioni il carico da sostenere per chi vorrà salvare il ramo sportivo, accollandosi il peso comunque non indifferente della montagna di debiti accumulati dalle disastrose gestioni precedenti (Guida, D'Alessandro e Rizzo, nel post Bandecchi). Per tirare una riga sistemando le pendenze servirebbe un investimento notevole, difficilmente giustificabile al di là del blasone della piazza. Forse non è ancora detta l'ultima parola, ma il problema principale rimane quello di trovare un acquirente credibile, con validi argomenti economici, in tempi che si fanno sempre più stretti.