Tesser: "Ai playoff sono rimaste le più forti. Hanno rose profonde, occhio alle riserve"
Il tecnico Attilio Tesser quest'oggi è intervenuto a TMW Radio, analizzando i playoff di Serie C ma anche lo spareggio playout di Serie B che decreterà quale club retrocederà in Lega Pro.
In semifinale le tre seconde e una terza. È andato tutto secondo le previsioni?
“Sì, direi di sì. Sono arrivate le quattro squadre più forti, con rose ampie e piazze molto importanti. I pronostici, alla fine, sono stati rispettati”.
Cosa conta di più adesso?
“Le motivazioni sono altissime per tutti, perché il salto di categoria è il sogno di ogni squadra quando parte il campionato. La condizione atletica conta tantissimo: arrivare bene fisicamente e giocare con intensità è fondamentale. Però la testa comanda su tutto, anche sulle gambe. Bisogna evitare di bruciare energie nervose che poi diventano energie fisiche. La gestione mentale sarà decisiva. Le quattro semifinaliste hanno rose profonde e importanti, quindi anche le rotazioni possono incidere”.
Fra i tecnici tanta esperienza ma anche un mister come Francesco Tomei, che sembra all’anno della consacrazione.
“Tomei è sicuramente la novità rispetto agli altri. Toscano, anche se non ha allenato in Serie A, è uno che ha vinto tantissimo in Serie C ed è ormai una certezza, così come Corini e Cosmi. Tomei invece ha dato una bella identità tecnica e tattica all’Ascoli. All’inizio la squadra aveva sofferto un po’, ma poi è venuta fuori molto bene. La cosa più importante è stata la capacità di reagire e arrivare fino all’ultima partita a giocarsela con l’Arezzo. Gli altri sono allenatori navigati, abituati a queste pressioni”.
Restando sul tema allenatori: questa Serie C ha mostrato tanti tecnici emergenti interessanti. Quale le piace di più?
“Ce ne sono tanti. Tanti allenatori, con squadre magari meno conosciute, hanno proposto bel gioco. Conosco meglio Tabbiani, perché ci ho giocato contro negli ultimi anni: lo stimo molto sia come tecnico che come persona. Ho visto anche le squadre di Tisci e Birindelli giocare bene. Sono allenatori che hanno dato identità alle loro squadre. Poi chiaramente serve continuità e tempo per confermarsi, ma sono convinto che sentiremo parlare ancora di loro”.
Domani si gioca il ritorno del playout di Serie B tra Südtirol e Bari dopo lo 0-0 dell’andata. Che gara si aspetta?
“Il pareggio del San Nicola obbliga il Bari a vincere. La squadra di Longo ha qualità importanti, ma il Südtirol di Castori è una squadra strutturata, forte fisicamente e con due risultati su tre a disposizione. Anche qui conterà tantissimo l’aspetto mentale. All’andata si è vista una partita molto tattica e poco spettacolare sotto il profilo tecnico. Credo che anche al ritorno sarà una sfida molto equilibrata, in cui peseranno soprattutto i primi e gli ultimi minuti”.
Infine: quando la rivedremo in panchina?
“Spero presto. Ho ancora tantissimo entusiasmo e voglia di allenare, mi piacerebbe ripartire dall’inizio della stagione e portare la mia esperienza. Negli ultimi anni a Trieste ho vissuto situazioni complicate: in tre stagioni sono riuscito a terminarne solo una. Però alla Triestina auguro sempre il meglio, perché è una grande piazza. Mi auguro soltanto che nel calcio non si vedano più società in difficoltà come quelle che abbiamo visto negli ultimi anni”.
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