Di Napoli: "Ho perso due anni della mia vita per una supposizione"

12.06.2018 23:10 di Nunzio Danilo Ferraioli Twitter:   articolo letto 2394 volte
Di Napoli, foto archivio
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Di Napoli, foto archivio

E' stato prosciolto da qualsiasi accusa dell’operazione “Dirty Soccer”. Parliamo di Arturo Di Napoli (in foto), che ha detto la sua in merito a pianetaserieb. Queste le sue parole: "Sono venuto fuori da questo vortice in maniera sana e pulita: mai mi sono permesso di comprare o vendere una partita. Adesso in Lega faremo la revisione del processo, perché voglio essere totalmente riabilitato in questo mondo, che mi appartiene. Ho dimostrato di aver sempre lavorato nelle regole e sfido chiunque a sostenere il contrario. Sono ormai fuori da qualche anno e ciò mi causa molta sofferenza, anche perché a Messina stavo lavorando bene ed ero già in contatto con alcuni club di B. Io posso essere accusato di molte cose: non ho mai fatto tanti sacrifici, ho corso poco e sono uscito tanto quando giocavo a calcio, ma sono sempre stato leale. Lo dirò sempre, perché non ho paura di essere smentito. Credo che la Giustizia Sportiva vada cambiata: una condanna per illecito sportivo è paragonabile ad un ergastolo per chi vive di questo e non la si può dare senza certezza di colpevolezza. La formula “chi sbaglia paga” è sacrosanta, ma non bastano due mesi per accertare i fatti. Non si può rovinare la vita alle persone per incertezze o dubbi, sarebbe necessaria l’inconfutabilità delle prove. Risulta agli atti che il PM al processo non mi ha fatto neanche aprire bocca e mi ha liquidato in cinque minuti con l’assoluzione: ma di cosa stiamo parlando? Secondo te è possibile subire tutto questo? Ho perso due anni della mia vita per una supposizione, ho sopportato in silenzio fino ad adesso, ma ora voglio togliermi questa macchia ingombrante. Io ho in mente l’intervista di Conte, che solo ora capisco fino in fondo, perché mi ci rivedo. Lui non stava soltanto denunciando, ma avvertendo ognuno di noi: per me da quel momento ha acquisito uno spessore umano enorme. Il suo messaggio è chiarissimo ed attuale, non possiamo abbassare la testa, perché se non si riforma il sistema quello che ieri è capitato a lui e oggi a me può accadere a chiunque. Detto tutto ciò, io continuo ad aver fiducia nella Giustizia Sportiva e sono certo che la mia richiesta di reintegro sarà accolta”.