Ds Barletta: "La svolta col cambio di allenatore, Paci resterà anche in C"
Ospite di A Tutta C, su TMW Radio, il direttore sportivo del Barletta Vincenzo De Santis ha parlato della trionfale stagione della formazione pugliese, tornata in Serie C dopo 11 anni di attesa: "E' ancora più bello quando è difficoltoso il tragitto, quando arrivi a meta poi insomma diventa tutto più più bello e soddisfacente. E' stato duro ma altrettanto bello".
Qual è stato il momento chiave?
"Io onestamente ero già l'anno scorso a Barletta, vincendo il campionato di Eccellenza perché avevamo programmato col presidente Romani di portare quanto prima la squadra nei professionisti. Poi per una questione societaria, per un ingresso nuovo dei soci che poi sono diventati i soci di minoranza di Romano ho preferito insomma allentare un po' perché c'erano delle condizioni per quanto riguardava l'area tecnica. Poi nella prima parte c'era un altro direttore sportivo che è stato esonerato e sono stato richiamato. Da quel momento in poi insomma ho dovuto fare mercato a modo mio per come la intendo io e siamo arrivati poi a completare la rosa e ad avere degli alti e basi con il vecchio allenatore. La svolta sicuramente è stata quella della scelta del cambio d'allenatore ma soprattutto poi la coscienza piena e la forza di questo gruppo l'abbiamo avuta quando abbiamo vinto a Pagani perché lì insomma abbiamo dimostrato di essere la più forte perché in quel momento la Paganese era in testa e siamo andati a Pagani e abbiamo vinto 2-0 meritando e a tratti anche dominando".
Cosa è stato dato in più dal nuovo allenatore?
"Vedute diverso ovviamente perché è anche giusto così ogni allenatore ha un modo di vedere le cose, Pizzulli amava più la costruzione dal basso non che Paci non lo voglia però avevamo sempre gli attaccanti molto distanti dalla porta e con quel potenziale in avanza sfruttavamo molto poco le qualità di questi giocatori là dove serviva cioè negli ultimi 20 metri. Paci non ha fatto altro che alzare il baricentro della squadra e portare gli attaccanti più vicino alla porta e soprattutto poi ricostruire mentalmente alcuni giocatori che non riuscivano ad esprimersi al massimo e che erano decantati inizialmente che non riuscivano a dare il loro apporto a questa squadra e poi sono diventate le armi migliori di questo Barletto e dico da Silva, Laringe, questi giocatori qui".
12 vittorie con Paci...
"Sì, da quando arrivato il mister abbiamo fatto 12 vittorie, un pareggio con Martina e ripeto non abbiamo mai mollato niente anche quando abbiamo giocato con le squadre che erano nei bassi fondi della classifica abbiamo approcciato e affrontato le gare come se fossero sempre tutte sopra di noi al primo posto".
Verrà confermato anche in C?
"La scelta di Paci è stata fatta proprio per questo motivo. Abbiamo deciso di prendere un allenatore che venisse già da esperienze di categorie superiori proprio per avere un progetto a lungo e mezzo termine anche a livello tecnico e non prendere la persona per poter vincere il campionato e poi ricambiare di nuovo. Dunque ovviamente con il mister dobbiamo risederci per una questione puramente contrattuale ma diciamo che in linea di massima abbiamo tutta la volontà e l'unità d'intenti tra le parti per continuare a dirlo".
Rimarà anche lei?
"Sì, nel calcio mai direi mai, però insomma credo innanzitutto di meritarlo perché due due stagioni così due vittorie una attaccata all'altra e aver dimostrato di saperci fare avendo già fatto la C pure poi con i rapporti che si sono creati anche con il presidente romano abbiamo deciso di continuare sto matrimonio. Poi nel calcio mai dire mai perché insomma ci sono continue evoluzioni.
Cosa serve per affrontare un campionato di serie C?
"Anche qui la scelta fatta sui giocatori che sono scesi di categoria dalla C alla D per vincere il campionato era sempre per lo stesso discorso come in molti mandare su profili già che hanno calcato questo tipo di palcoscenico. Diciamo che uno zoccolo duro ce l'abbiamo, anche di giocatori che arrivano dai pro e che hanno sposato il nostro progetto. Lì sicuramente interveremo su tutti i reparti facendo un mix di giocatori importanti affermati nella categoria e giovani di grandi prospettive. Insomma, stiamo lavorando anche sotto questo punto di vista stiamo già da tempo guardando con la rete scouting che ho io personalmente una serie di giovani interessanti da poter portare avanti e valorizzare".
Un derby col Bari non sarebbe male?
"Conosco il sindaco ed è una persona a modo e perbene, io credo che abbia voluto dire un'altra cosa e ha sbagliato la forma: lui dice che per noi tifosi barlettani è un onore a fare un derby con il Bari perché potrebbe capitare questo visto come sta andando il Bari, non perché voglia che il Bari retroceda però è chiaro che se qualora il Bari dovesse retrocedere per il Barletta e il popolo barlettano sarebbe un onore affrontare un derby del genere. Io mi auguro di no dire la verità, perché sono anche tifoso del Bari e mi auguro di no mi auguro di no per il Bari perché una piazza del genere non meriterebbe di fare la C, già non merita di fare la B figuriamoci la C. Qualora si dovesse prospettare questa questa cosa saremo onorati di fare un derby con il Bari. Il sindaco sicuramente è un tifosissimo del Barletta però ripeto il senso di quello che voleva di la forma è sbagliata ma il senso era tutt'altro è chiaro che eletta così sentirla così farebbe storcere il naso a chiunque però conoscendo conoscendo il sindaco, ripeto non devo difendere nessuno, perché l'ha detta ma non non voleva dire quello voleva dire altro e ci saremmo onorati di fare questo derby. Speriamo di no è chiaro però ormai la frittata è fatta e c'ha le spalle larghe si potrà difendere da solo".
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