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Criscitiello: "Obiettivo salvezza in C. Dedico tutto a mio padre"

Criscitiello: "Obiettivo salvezza in C. Dedico tutto a mio padre"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 15:30Primo piano
di Raffaella Bon

Dopo la promozione con l'Unione Sportiva Folgore Caratese, il Presidente del club - atipico dalla sua profsssione al fatto di non avere né dg né ds - Michele Criscitiello ha risposto ad alcune nostre domande.

Presidente che emozione ha provato al fischio finale che ha sancito la storica salita in serie C della Folgore Caratese?

"Sicuramente l'emozione è stata grande, perché ho visto ripercorrere anni di sacrifici ma soprattutto allo stesso tempo vedevo un obiettivo, che era molto complicato da raggiungere cioè la vittoria del campionato di serie D. Vincere la serie D per me è molto complicato, lo dimostrano tante squadre tante Big tipo la Pistoiese, la Reggina, l‘Ancona, piazze serie consolidate anche con società molto blasonate".

Quanto pesa il traguardo raggiunto, anche alla luce dell'organizzazione societaria?

"Se consideriamo solo la Caratese manca da 78 anni, mentre la Folgore fondamentalmente non c'è mai stata tra i professionisti, è una grande novità per noi una grande novità per la città ma abbiamo avuto questa e con la grandissima forza il grandissimo merito che in due anni abbiamo fatto il cambio generazionale. Avevamo lo stadio senza neanche un seggiolino al mio arrivo e avevamo un bacino di utenza di 26 anziani over 80, oggi abbiamo famiglie ultras che stanno aumentando di partita in partita giovani e ragazzini e questa è una grandissima soddisfazione e questa è più importante della vittoria del campionato".

A chi dedica per primo questa promozione?

"Ovviamente la dedica è a mio padre e i motivi li conoscete, perché questa mia intervista di fine partita è diventata anche un pò virale".

Qual è stato il momento chiave della stagione in cui ha capito che la serie C si poteva raggiungere?

"Ovviamente a Verona perché c'è stato un periodo dove loro erano arrivati a -5 poi la domenica prima di Chievo Folgore Caratese arriviamo +8 perché loro perdono a Caldiero, noi vinciamo con il Pavia andiamo lì e nella mia testa si poteva anche pareggiare per restare a +8: non vinciamo, ma stravinciamo 4-1 e andiamo a +11 grande festa negli spogliatoi li ho capito che c'era la possibilità del concreta il +11 di vincere il campionato".

Qual è stata la difficoltà più grande di questa stagione e come l’avete superata?

"Ci sono stagioni dove ci sono alti e bassi, arriva sempre il periodo negativo. Noi il periodo nero non l'abbiamo mai avuto quando dovevi o potevi perdere non le hai perse, ma le ha pareggiate e quei punto ti sono serviti tantissimo. Certo all'andata alla quinta sesta e settima di campionato facciamo due partite in casa Chievo Verona e Milan Futuro e facciamo zero punti, però meritavamo almeno col Chievo minimo un punto perché avevamo giocato bene. Poi la gara a Bergamo è stata quella della svolta, con una vittoria arrivata negli ultimi minuti del match". 

La Serie C è sostenibile?

"In Serie C si spende troppo assolutamente, i costi sono troppo alti e gli introiti sono troppo pochi. Il vero problema è che non si parla di 60 presidenti deficienti, ma di imprenditori importanti. Poi invece nel calcio sembrano tutti stupidi. il problema è che se guadagni e ne spendi almeno il doppio il sistema  non sta in piedi, soprattutto per la società che non hanno il botteghino e quelle che hanno pochi sponsor, perché il territorio molte volte non risponde e questo riguarda soprattutto il Nord. Una soluzione bisogna trovarla perché ogni anno dobbiamo evitare questi problemi, sicuramente non si possono condizionare i campionati per colpa di alcuni”.

Quanta programmazione c'è dietro una vittoria così?

"Tutto questo non è un risultato frutto del caso dove prendi un jackpot e spendi due milioni di euro. Noi siamo arrivati alla promozione tramite un percorso, prima con il centro sportivo, il settore giovanile, strutture, ristoranti.. noi abbiamo lo chef per la prima squadra, abbiamo quattro fisioterapisti ho fatto una sala massaggi nello spogliatoio della prima squadra abbiamo costruito lo stadio mentre la squadra si allenava preparavamo lo stadio per la serie C. Questa cosa è complicata perché molti vincono il campionato, ma poi non sanno come l'hanno vinto e devono andare in giro per gli stadi. Noi invece già abbiamo avuto due collaudi dalla Lega Pro. Io ho sempre avuto un business plan, per la serie D investo ma non di più poi se con quei soldi riesco ad arrivare sesto quinto quarto. Se arrivo primo sono stato bravo, se arrivo nono-decimo o undicesimo-dodicesimo è un problema. Ho sempre detto a tutte le mie squadre io devo stare tra le prime 5 per una questione di immagine, poi se arriviamo primi facciamo lo show se arriviamo quinti va bene se arriviamo sotto sesto settimo ottavo incomincio ad avere dei problemi perché poi il lo scarso risultato si ripercuote ovviamente anche sulla mia immagine giornalistica".

Staff molto giovane ma competente per un campionato di Serie D.

"Anche questa è una cosa importante, la scommessa o l'azzardo sullo staff tecnico. Innanzitutto io ho preso Belmonte ma lo staff tecnico l'ho costruito come società. Quindi anche questo è una cosa che tra virgolette ho copiato dai primi anni a Udine, con l'Udinese di Pozzo: lo staff tecnico della società preparatore dei portieri, preparatori atletici ne abbiamo due, tutta la parte sanitaria ne abbiamo quattro, il collaboratore tecnico che comunque è una figura molto importante per noi che Gianluca della Rocca. Il mister ha voluto il match analyst. Prendere Belmonte in quel momento, quando era sconosciuto. Era difficile andare a prendere l'allenatore del Cosenza per la primavera e portarlo in serie D senza neanche una presenza. Questa è stata una grandissima mossa anche perché lui ha risposto alla grande e credo che comunque lui abbia anche quel carattere compatibile col mio che anche nei miei momenti bui e nei suoi momenti bui non riuscivamo a compensare".

Quanto è pesato il carattere?

"In questa è la dimostrazione di quello che abbiamo fatto quest'anno. Forse ho avuto anche squadre più forti di questa sicuramente, ma non ho mai avuto un gruppo così forte e non ho mai avuto ragazzi così per bene. A loro ho sempre detto ragazzi non possiamo arrivare punto a punto, perché lo perdiamo, per vincere questo campionato per fare  punti lo dobbiamo ammazzare, perché questi ragazzi sono bravi sono buoni e non c'è non c'è un *figlio di pu**ana “in questo gruppo. Quindi io avevo paura di arrivare punto a punto per vincere il campionato e infatti così non è stato perché sono stati bravissimi a regalarmi prima di Pasqua quello che gli avevo chiesto. Servivano tre vittorie e le abbiamo conquistate per la matematica vittoria del campionato".

L'obiettivo sarà la salvezza?

"Assolutamente: l'obiettivo è il mantenimento della categoria. Non crediamo che siccome sulle maglie c'è scritto Sportitalia, siccome è Criscitiello presidente che fa un po di immagine possiamo pensare di di avere qualcosina in più. Noi ci presentiamo alla serie C con la stessa umiltà, da matricola, è come se arriva in Sestri Levante come arriva il Bra come l'Ospitaletto rispetto a queste squadre abbiamo soltanto i fari addosso. Abbiamo una struttura importante vero da mantenere ma non possiamo pensare di essere così ridicoli da poter ambire a qualcosa di più prestigioso non esiste proprio. Noi dobbiamo puntare alla salvezza, dobbiamo puntare al mantenimento della categoria, alla valorizzazione di alcuni giovani e al rilancio di alcuni esperti, che comunque nell'ultimo anno non hanno fatto bene. La nostra strategia è chiara e delineata e se qualcuno pensa che noi spendiamo soldi.. non abbiamo speso soldi in serie D ma ci siamo arrivati con il lavoro. La stessa cosa faremo in serie C quindi questa roba è subito da mettere in chiaro perché io i soldi nella mia vita li ho sempre investiti e mai buttati figurati se butto in serie C".

Avete già delle idee chiare?

"Bisogna sistemare un po il settore giovanile e alzare la qualità e mi serve a livello tecnico un altro segretario per intenderci oltre quello che è in società. Ampliare un po il parco dirigenti ma come ho sempre detto non ci sarà la figura del classico direttore sportivo,  la figura del classico direttore generale perché quelle figure le ricopro io"

I tifosi dal sindaco ai tifosi l‘hanno sempre sostenuto?

"Il sindaco di Carate Brianza è vero mi ha sempre sostenuto, il territorio non proprio perché quando sono arrivato era come se fosse arrivato il terrone in Brianza e molti erano scettici. Molti dicevano dove vuoi che vada, molti insultavano e criticavano. Il territorio all'inizio non mi ha accolto come quello che era da lanciare in cielo per festeggiare assolutamente. Il sindaco di Carate invece mi ha sempre dato una grande fiducia, perché sapeva le mie ambizioni e la mia serietà imprenditoriale Io credo che il sindaco debba fare politica e l'imprenditore debba fare l'imprenditore: il sindaco deve mettere in condizione l'imprenditore di svolgere un buon lavoro se l'imprenditore è serio sostenterlo. Noi abbiamo creato una bella collaborazione infatti l'abbraccio i baci che c'è a fine partita tra il sindaco e il presidente credo che sia la dimostrazione più bella di quello che ci deve essere tra sindaco e presidente di una società di calcio Il territorio oggi mi sostiene ma, come dicevo, all'inizio ovviamente erano molto scettici".