Catania, ci risiamo. Bari, il mondo va verso la multiproprietà ma non è questo il punto

Catania, ci risiamo. Bari, il mondo va verso la multiproprietà ma non è questo il puntoTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Ivan Cardia

Problemi sulla fideiussione, rischio penalizzazione. Sembra il 2024, ma due anni dopo a Catania si ripresenta lo stesso identico problema. Non abbiamo dubbi sulla solidità a lungo termine della società etnea, per carità, però francamente la domanda sorge abbastanza spontanea: perché ripetere questioni già viste? Perché mettersi - piccolo o grande che sia - il bastone tra le ruote da soli? Misteri del calcio italiano…

Restiamo al Sud: a Bari la questione multiproprietà tiene banco sempre e comunque. La squadra biancorossa, nell’immediato, ha l’obbligo morale di vincere il campionato. Sì, esatto: non lo diremmo per nessun’altra squadra, nel calcio esiste l’obbligo di provarci e non quello di vincere. Però una società che ha tradito la fiducia - mal riposta dall’inizio - di una città non merita attenuanti di alcun tipo. Quanto al resto, il mondo va verso le multiproprietà, è vero. In Italia ci riproverà Claudio Lotito, che ha acquistato la Reggina per motivazioni elettorali ma ci proverà lo stesso. Chi scrive è contrario alla multiproprietà, se poi spuntano come funghi gruppi internazionali che la rendono realtà ai massimi livelli, ci adegueremo.

Quanto al Bari, però, il tema mi pare altro: non c’è mai stata l’intenzione di sfidare le regole, né di fare altro che non sia vivacchiare. La promozione sfumata all’ultimo, e sarebbe stata quasi casuale rispetto alla squadra costruita quell’anno, ha illuso tutti, la verità è che negli anni il Bari è servito come ancella del Napoli, e a volte nemmeno quello.