Ds Pescara: "Buscè a rischio? Non è soltanto una questione legata al tecnico"

Ds Pescara: "Buscè a rischio? Non è soltanto una questione legata al tecnico"TMW/TuttoC.com
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Ieri alle 23:50Primo piano
di Valeria Debbia

Pasquale Foggia, direttore sportivo del Pescara, è intervenuto ai microfoni di Rete 8 al termine del ko casalingo ad opera dello Spezia.

Direttore, che lettura dà di questa sconfitta contro lo Spezia?

"Lo Spezia è apparso più forte, più organizzato e ha meritato la vittoria. Ha messo in campo qualcosa in più rispetto a noi e bisogna riconoscerne i meriti.

Allo stesso tempo, però, dobbiamo guardarci dentro e fare un'analisi profonda di quello che è successo. Era una partita molto importante, non decisiva, ma una gara che poteva permetterci di rientrare pienamente nella corsa per gli obiettivi che ci siamo prefissati. Invece stiamo commentando una sconfitta.

Se andiamo nel concreto, credo che il problema sia stato soprattutto l'atteggiamento. Non parlo di tattica o di sistemi di gioco, ma dell'approccio individuale di ogni singolo calciatore. È giusto che le responsabilità ricadano anche su di me e sull'allenatore, ma ciascuno deve assumersi le proprie.

Tutti dicono che il Pescara è una squadra forte. Bene, allora bisogna dimostrarlo sul campo. Guardiamo lo Spezia: ha giocatori importanti, faccio i complimenti ad Angelozzi per il lavoro svolto, eppure molti di quei ragazzi fino all'anno scorso non giocavano in piazze così importanti. Oggi però stanno dimostrando grande personalità e sono primi con pieno merito."

Lo Spezia ha dato la sensazione di essere una squadra con un'identità molto definita. Il Pescara, invece, è sembrato più intermittente. È una lettura che condivide?

"Lo Spezia ha un'idea di calcio diversa dalla nostra e oggi ha disputato una grande partita. Per questo faccio loro i complimenti.

Detto questo, in questo momento dobbiamo concentrarci esclusivamente su noi stessi. Le responsabilità sono di tutti: dal sottoscritto fino all'ultimo componente del gruppo."

Quando dice che "siamo tutti in discussione", cosa intende esattamente?

"Non c'è nulla da interpretare. Credo che tutti dobbiamo fare delle riflessioni.

Non sto parlando soltanto dell'allenatore, ma dell'intero blocco squadra e di tutte le persone che fanno parte del Pescara. Non è giusto affrontare partite di questo livello con questo tipo di interpretazione.

Nei momenti difficili bisogna tirare fuori qualcosa in più. È troppo facile fermarsi all'allenatore o al modulo. Guardiamo i giocatori che scendono in campo: sono giocatori forti sulla carta, ma poi devono dimostrarlo con i fatti.

Quando perdi partite concedendo situazioni che non puoi concedere, è normale che ti arrabbi. E ci si arrabbia ancora di più quando si regalano opportunità che non dovrebbero esistere a questi livelli."

Quindi Buscè rischia la panchina oppure no?

"Secondo me bisogna andare più a fondo di così. Non è soltanto una questione legata all'allenatore.

È giusto fare tutte le valutazioni del caso, ma sarebbe troppo semplice scaricare tutto su chi guida la squadra. Bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Se prepari una partita in un certo modo e riesci anche a stare dentro la gara nonostante la qualità dell'avversario, poi non puoi concedere occasioni per disattenzioni o perché qualcuno non fa quel metro in più che serve. Non puoi facilitare smarcamenti o conclusioni in porta a questo livello."

Secondo lei manca cattiveria e determinazione a questa squadra?

"Hai interpretato perfettamente il senso delle mie parole.

Quando parlo di riflessioni mi riferisco esattamente a questo. Devono farle tutti, singolarmente. Non è possibile prendere gol come il secondo di oggi senza metterci tutto quello che serve per evitarlo.

Ci sono situazioni che dipendono dall'interpretazione della partita, dalla fame e dalla cattiveria che metti in campo. In quelle circostanze dobbiamo tutti alzare la mano e ammettere di aver fatto qualcosa in meno del necessario.

I giocatori in campo devono capire l'importanza della partita e del campionato che stiamo affrontando. E noi, come società e staff tecnico, dobbiamo essere ancora più bravi a trasmettere questo concetto."

All'atto pratico possono esserci dei provvedimenti?

"Quello che sto dicendo a voi l'ho detto prima ai giocatori. Non sono venuto qui a scaricare responsabilità su qualcuno. Io non l'ho mai fatto e non inizierò certo oggi.

Sono rimasto con la squadra e ho spiegato chiaramente il mio pensiero. I giocatori devono capire che indossano una maglia che tanti vorrebbero vestire e che quindi devono dare qualcosa in più.

Poi è chiaro che allenatore e direttore sono le figure più facili da cambiare. Non si cambiano venti giocatori da un giorno all'altro. Però quei venti giocatori devono mettersi in discussione e capire che il peso della maglia del Pescara esiste.

Se uno non riesce a convivere con questa responsabilità, allora probabilmente deve andare in una piazza dove può vivere il calcio con meno pressioni. Qui non è così."