Ostiamare, D'Antoni attacca il FVS: "Guardano immagini sbagliate, così sistema perde significato"
Dopo il successo di Gubbio, l'Ostiamare prosegue con un pari in casa contro il Forlì, con l'1-1 giunto a cinque minuti dal termine. In sala stampa è quindi giunta la disamina di mister David D'Antoni.
Mister, che valore ha questo pareggio?
"Siamo soddisfatti del risultato perché lo abbiamo raggiunto nel finale, con carattere e, secondo me, anche con merito. È vero che nel primo tempo abbiamo sofferto a tratti, ma abbiamo avuto anche noi occasioni importanti: quella di D'Andrea è clamorosa, così come quella di Vittorio (Parigini, ndr). Nel secondo tempo, invece, la squadra è rientrata in campo con una grande voglia di non perdere. Credo che un mese fa una partita del genere probabilmente l'avremmo persa. Oggi, invece, abbiamo compiuto un altro passo avanti nel nostro percorso di crescita. Rispetto alla gara di Gubbio abbiamo fatto una prestazione tecnicamente inferiore, ma abbiamo mostrato carattere e abbiamo avuto risposte importanti da chi è entrato dalla panchina. I cambi ci hanno aiutato e hanno dimostrato che possiamo cambiare l'inerzia delle partite. Per noi è un ulteriore step: è arrivato il primo punto casalingo contro una squadra ostica e lo abbiamo conquistato con voglia, determinazione e spirito di sacrificio. Eravamo stanchi nel finale, ma abbiamo dato tutto e volevamo vincere, rischiando perfino di perderla. Sotto l'aspetto emotivo, però, i ragazzi mi sono piaciuti molto".
Che bilancio fa di questo avvio di stagione?
"Il bilancio è positivo. Questa è una squadra con tanti giocatori nuovi, per molti è una categoria nuova e stiamo cercando di costruire la nostra identità. Anche il rapporto con lo stadio e l'ambiente richiede tempo. Bisogna viverlo per sentirlo davvero proprio. Mi è piaciuto molto il calore percepito dopo il pareggio: abbiamo sentito il sostegno della gente e questo è importante. Dobbiamo crescere e migliorare, perché il campionato è molto difficile e il percorso sarà lungo. Però ogni settimana vedo un piccolo passo avanti. Nel primo tempo siamo stati un po' sotto ritmo e probabilmente troppo timidi. Nel secondo, invece, abbiamo giocato una partita diversa sia dal punto di vista tecnico sia nella gestione della gara".
Come sta il giocatore coinvolto nel duro scontro di gioco?
"Ha riportato una ferita piuttosto profonda e credo siano stati necessari alcuni punti di sutura. Non conosco ancora con precisione l'entità del problema, ma il taglio era evidente".
È sembrato piuttosto contrariato dalla gestione delle revisioni arbitrali. Cosa è successo?
"Credo che a questo punto sarebbe quasi meglio non utilizzare più questo sistema, perché il problema non è l'arbitraggio in sé. Io non mi sono lamentato degli arbitri e non lo faccio nemmeno oggi. Quello che contesto è la gestione delle revisioni. In occasione del gol avversario avevamo notato un possibile fallo di mano nella seconda palla recuperata prima dell'azione decisiva. Ho chiesto al quarto uomo di verificare quell'episodio, ma continuavano a mostrarmi un'altra immagine, riferita a un contrasto successivo. Ho provato a spiegare che stavo parlando di un episodio diverso, ma hanno continuato a controllare la stessa azione. Ho avuto la sensazione che non ci fosse la volontà di tornare indietro per verificare realmente ciò che stavo segnalando. Può darsi che il pallone sia stato toccato con la spalla e non con il braccio, ma almeno va rivisto l'episodio corretto. Se stiamo guardando immagini diverse, allora è difficile comunicare. La mia impressione è che, troppo spesso, una volta presa una decisione non si torni più indietro. A quel punto tanto vale lasciare decidere tutto all'arbitro senza revisioni, perché così perde significato anche lo strumento stesso".
Come valuta l'apporto dei giocatori entrati dalla panchina?
"Non abbiamo coppie fisse e nemmeno gerarchie rigide nei ruoli offensivi. Abbiamo tanti giocatori validi con caratteristiche diverse. Oggi siamo partiti con D'Andrea e Vittorio, che avevano fatto molto bene anche a Gubbio. Poi la partita ci ha portato a cambiare. È entrato Tonin, che è un giocatore importante per noi, poi Isma (Badje, ndr) ci ha dato una grossa mano e infine abbiamo inserito anche Ibra (Wade, ndr), che alla sua prima apparizione con noi ha fatto molto bene. Sono particolarmente contento del contributo di chi è subentrato. Tutti devono sentirsi importanti e trovare spazio in base alle caratteristiche dell'avversario e alle esigenze della partita".
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