Ghirelli: "Poco pubblico negli stadi? La media è del 34%"

28.11.2021 21:30 di Giacomo Principato   vedi letture
Ghirelli: "Poco pubblico negli stadi? La media è del 34%"
TMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

PNRR, stadio come nuova centralità urbana e sostenibilità dei club: questi alcuni temi trattati dal presidente Giuseppe Pasini con il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ospite ieri sul Garda per un incontro istituzionale. Questo un estratto delle dichiarazioni di Ghirelli:

"Sono stato ospite a Salò. Ho assistito ad una partita dominata dai verdeblu. Una bella società, la Feralpisalò. Sono stato felice di aver passato la giornata con il Presidente Pasini e altri membri del club. Abbiamo parlato col Presidente, che ricordo è consigliere federale quindi un dirigente di livello nazionale non solo nell'industria ma anche nel calcio, di come utilizzare i fondi previsti dal Pnnr per lo stadio: un’idea che c’è da tempo, quella di rinnovare il Turina, di misurarsi con un progetto di sviluppo.

La Lega ha costruito il progetto che vede gli stadi come nuova centralità urbana utilizzando un’occasione irripetibile da progettare entro il 2022, entro il marzo 2023 il progetto esecutivo, entro il 2025 la realizzazione e nel 2026 la rendicontazione all’Ue. Una bella occasione, ne parlerà col sindaco e poi ci incontreremo.

Il 2 ci sarà l’assemblea di bilancio e i dati, nonostante il momento di grande sofferenza, sono abbastanza positivi. Il nostro obiettivo è lavorare sulla sostenibilità dei club. Pasini è un presidente che nel settore industriale ha fatto moltissimo, abbiamo bisogno di uomini, manager e imprenditori come lui perché la Lega deve diventare sempre più a servizio degli associati e costruire una Lega dei servizi per progettare e portare un contributo per la sostenibilità dei club.

La formazione e la qualità dei dirigenti è la priorità assoluta e l'impegno primario della Lega Pro per fornire gli strumenti per farlo. Ancora poco pubblico negli stadi? Siamo nella media del 34%. Sono cambiati i riti nelle famiglie e nei gruppi.

E’ cambiato il modo di stare insieme, e lo stadio non offrendo opportunità - per la logica con cui è stato concepito - ad oggi è limitante. Inoltre tutti i riti che si svolgono allo stadio (abbracciarsi, saltare etc) sono tutte cose che con la pandemia sono compromesse. Quindi c’è paura. Bisogna lavorarci, come fa Feralpisalò anche con creatività, per instaurare un nuovo rapporto con i tifosi”.