INTERVISTA TC - L’artista Stifanic: "Vi racconto le Ragazze del Cuore, la collezione NFT di Lega Pro"

27.05.2022 21:30 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - L’artista Stifanic: "Vi racconto le Ragazze del Cuore, la collezione NFT di Lega Pro"

Un pezzo di storia dell'arte, sui campi della Serie C: “Le ragazze del Cuore". Si intitola così la collezione di NFT realizzata per le Final Four da Lega Pro, che di recente ha debuttato nel mercato dei non-fungible token in collaborazione con DaChain, uno dei principali marketplace del settore. La collezione vede protagoniste le quattro squadre impegnate nelle Final Four dei playoff - Catanzaro, Palermo, Feralpisalò e Padova - e porta la prestigiosa firma di Cristina Stifanic, visual artist torinese di origini croate, di base a Milano. Con una formazione universitaria informatica, e un trascorso da manager di società hi-tech, è diventata una delle artiste più note nel settore per aver contaminato l'arte digitale col fumetto: le sue opere si basano infatti sugli storici personaggi delle quarte di copertina di Diabolik: "Quando ho iniziato il mio percorso artistico - racconta a TuttoC ripercorrendo la sua carriera - mancava un mercato per esprimere un'arte digitale. Io ho più familiarità con un software che con una tela vuota: quando sono finalmente arrivati gli NFT e la tecnologia Blockchain, che avevo studiato all'università, ho potuto finalmente esprimere la mia vena artistica. Quanto ai personaggi, mi hanno sempre affascinato quelli del retro copertina: è come dare una seconda possibilità a protagonisti secondari delle storie del fumetto più famoso d'Italia. E poi c'è il tema della maschera: nulla vieta che dietro quei volti in realtà vi siano Diabolik ed Eva Kant".

Com'è nata questa collaborazione con Lega Pro?


"Sono stata contattata da Marcel Vulpis (vicepresidente vicario di Lega Pro, ndr), che è un collezionista e s'interessa d'arte: mi ha proposto questa sfida. Io, lo dico sinceramente, non sono una grande intenditrice di calcio: seguo i Mondiali, ma non le altre competizioni. Per questo, avevo il dubbio su come potessi interpretare la passione e l'amore che i tifosi hanno per la propria squadra: ho pensato di giocare con il tema delle ragazze del cuore. La propria squadra del resto è un po' come la donna della propria vita: si sceglie da bambini e poi le si resta fedeli per tutta la vita".

Il tema femminile unisce i due mondi: sia calcio che arte sono settori molto maschilisti, anche se qualcosa sta cambiando. E poi c'è l'altro tema, il territorio.

"Sì, i colori predominanti sono quelli dei club, poi ho cercato di inserire degli elementi che ricordassero le rispettive città, che ho visitato tutte. Del resto, penso che nella Serie C questo attaccamento al territorio, alla comunità, sia molto marcato, molto più forte che in Serie A. Volevo trasmettere questo legame con la propria terra, che invece viene a dissolversi quando si arriva al calcio internazionale e subentrano fondi finanziari, grandi holding e simili. Quindi ho cercato, attraverso il linguaggio dell'arte contemporanea, di fondere questi elementi".

La reazione dei club?

"Entusiasta. Nel momento in cui ho presentato queste opere alla Lega Pro, mi è stata chiesta la possibilità di inserire lo stemma ufficiale dei singoli club: quando hanno visto le opere, pare si siano innamorati. Hanno voluto a tutti i costi far inserire all'interno i loro simboli".

Il futuro? Sono in programma altre collaborazioni con Lega Pro o nel calcio?


"Deciderà Lega Pro, mi sembra siano tutti contenti delle opere realizzate, tutti entusiasti. Intanto, sono molto contenta di questa collezione: penso che sia un esperimento più unico che raro, c'è una contaminazione incredibile fra un'artista donna, un tema femminile, l'arte, il calcio. Credo che sia qualcosa di incredibile da questo punto di vista".