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Lerda: "Longo non ha tempo, in certe piazze devi ambire subito a vincere"

Lerda: "Longo non ha tempo, in certe piazze devi ambire subito a vincere"TMW/TuttoC.com
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di Matteo Ferri

L'ex tecnico, tra le altre, di Potenza e Vicenza, Franco Lerda, è stato ospite di TMW Radio nel corso di A Tutta C alla vigilia del turno preliminare di Coppa Italia Frecciarossa, che vedrà in campo quattro squadre reduci dalla scorsa Serie C: "Come è stato detto, è calcio d'agosto. Le squadre devono ancora essere completate, la condizione fisica è quella che è, perché ognuna fa un tipo di preparazione diverso: capita spesso, nelle prime gare di Coppa Italia e anche di campionato, di trovare squadre con condizioni atletiche differenti. Poi, man mano, le forze si equilibrano e i veri valori vengono fuori. Il Potenza è detentore della Coppa Italia di Serie C, che sappiamo non avere lo stesso valore del campionato, ma resta comunque una vetrina importante all'inizio: dà coraggio e offre parametri di valutazione per il lavoro svolto e per quello che c'è ancora da fare".

Il Catania, invece, riparte da zero dopo una rivoluzione totale della rosa, in un girone C dal tasso tecnico elevato. C'è quasi l'obbligo di vincere?
"Quando alleni in certe piazze, lo so per esperienza diretta, non esiste il fattore tempo: c'è molta meno pazienza. Quando sei a Catania devi ambire a vincere, puoi anche ripartire da zero e lavorare più anni sugli stessi giocatori, ma il risultato finale che ti viene chiesto resta sempre quello. Piazze come Bari, Catania e Salerno partono sempre con quell'obiettivo, e per questo il tempo diventa tiranno: devi fare bene, e subito".

Il problema è che di posti buoni ce n'è uno solo, al massimo due contando i playoff, e i pretendenti - Catania, Bari, Salernitana - sono già tre.
"Succede sempre così, a tutti i livelli e in tutte le categorie: ne vince una sola. È vero che c'è la finestra dei playoff, ma resta comunque una porta secondaria, anche se un piazzamento importante permette comunque di arrivarci carichi e con credenziali forti, non solo per l'organico ma anche per la posizione in classifica. Queste squadre cercheranno il massimo, e per me sono tra le tre con più potenzialità, non solo economiche ma anche di città e di tifoseria".

Nel girone A, invece, l'Union Brescia sembra senza rivali per la promozione diretta, nonostante la delusione della finale playoff persa contro l'Ascoli.
"Quando perdi una finale c'è sempre del rammarico, ma il Brescia in questo momento della sua storia vive una fase particolare: una società nuova, entusiasta, forte, con giocatori arrivati per la maggior parte l'anno scorso dopo il cambio di titolo sportivo tra Feralpisalò e Brescia. Credo che alla fine rappresenti davvero la squadra da battere, perché a differenza degli altri anni, quando c'erano piazze importanti come Trieste o Vicenza, quest'anno da quel lato il Brescia non ha rivali storici. Vincere resta sempre difficile e complesso, ma vedo poche squadre in grado di competere con loro per il campionato: strada facendo ci saranno sviluppi, magari anche importanti, ma a priori vedo il Brescia nettamente favorito".

Lei conosce bene, anche indirettamente, gli anni d'oro del Perugia di Gaucci. Come giudica il ritorno di Alessandro Gaucci, stavolta alla presidenza?
"Mi sembra una cosa positiva, perché il Perugia veniva da annate poco brillanti, non solo dal punto di vista del campo ma anche societario: non si percepiva chiarezza, solidità, forza. Il ritorno di Gaucci, insieme agli investitori di cui ho letto ma che non conosco, mi sembra portare una ventata importante non solo di novità ma anche di solidità. Credo che il Perugia, nonostante l'avvio in ritardo nella costruzione della squadra, possa essere una mina vagante di un girone molto difficile e complesso".