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Lerda: "Vicenza, promozione meritata ma le rivali non si sono viste"

Lerda: "Vicenza, promozione meritata ma le rivali non si sono viste"TMW/TuttoC.com
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di Matteo Ferri

Ospite della trasmissione A Tutta C, su TMW Radio, il tecnico Franco Lerda analizza la situazione in Serie C, partendo dalla promozione del Vicenza.

Dal suo punto di vista dall'esterno qual è l'aspetto di questa cavalcata che spicca maggiormente il lavoro di Gallo, il gruppo, l'ambiente, la società? 
"Come hai detto te, tutte le componenti. La società è una società molto importante che non c'entra niente con la Serie C e neanche con la Serie B, perché è una società fortissima e ci sono pochissimi imprenditori italiani che hanno le capacità di Renzo Rosso e questo è importante, fondamentale. La piazza è una piazza che ti lascia lavorare in maniera tranquilla e serena e quindi questi due componenti qui sono fondamentali, perché avere la forza dopo 3-4 anni di tentarci ancora vuol dire che vuol dire che hai capacità e hai risorse. Questo è un dato di fatto. L'altra cosa non da scartare è chiaramente il lavoro del gruppo, dello staff tecnico di Gallo e di tutti i suoi uomini. Questo è fuori di dubbio. E poi aggiungerei un'altra cosa, che è quella che comunque non guasta, perché Cittadella e Brescia non hanno mai impensierito il Vicenza e quindi non hanno mai avuto pressione. Diciamo che è stato un girone meno competitivo rispetto al girone B e C, tutto insieme questo ha inciso. Parlavate prima di del Catania. Toscano ha fatto una media di quasi due punti a partita, però non è bastato. Io ricordo quando ero Crotone, fui esonerato a 11 della fine, con una media di 2,25. Però il Catanzaro, fece il record di punti. Ci vuole anche quella componente, insomma. È chiaro che Vicenza non si può dire che ha beneficiato solo di quello, però quello ha inciso. Perché squadre come Cittadella, che retrocedono, che hanno organici importanti, o come il Brescia, che comunque è una piazza storica e importantissima, con una società, una proprietà fortissima, non solo non ha mantenuto il ritmo del Vicenza, ma non ha mai messo in discussione il primato".

La fortuna del Vicenza è quella di aver vinto con largo anticipo il campionato e di poter programmare fin da ora la Serie B. Cosa manca ai biancorossi per poter essere una squadra credibile nella categoria superiore?
"La Serie B è un altro campionato, lo ha dimostrato più volte, la Serie B è cresciuta molto negli ultimi anni, gli investimenti sono cresciuti molto, è chiaro però quando hai un gruppo un gruppo forte sotto l'aspetto dello spogliatoio, della compattezza, dell'unione di intenti hai già fatto tanto. Sicuramente sia Zamuner che la società interverranno per cercare di puntellare quest'ottima squadra e questo grandissimo gruppo, perché chiaramente la Serie B è un altro tipo di campionato, però hanno come hai detto te, tutto il tempo la forza economica e la piazza che è super appetibile, non solo in C, ma in B assolutamente e quindi i calciatori vanno volentieri a giocare a Vicenza". 

Nel girone B continua il testa a testa tra Arezzo e Ascoli. Chi la spunterà?
"Diciamo che l'Ascoli ha rimesso in piedi un campionato nel momento più importante, cioè quando mancano una manciata di domeniche Questo è importante, arrivare al rush finale, avere una condizione psicofisica notevole come ce l'ha l'Ascoli è un fattore importante, però chiaramente davanti c'è sempre l'Arezzo e quindi il destino se lo giocherà l'Arezzo, perché l'Arezzo è davanti ed ha una partita in meno, potenzialmente potrebbe essere a più cinque se non sbaglio, quindi non è poco. Non conosco a fondo il calendario di entrambi, però c'è lo scontro diretto ed è chiaro che l'Arezzo a questo punto deve presentarsi alla partita più importante del campionato a più cinque e non sarà facile perché comunque il Bra lotta per salvarsi, gioca su un campo neutro-sintetico è una squadra fisica, una squadra che quando perde, perde di misure, è sempre in partita e non sarà facile. L'Ascoli ha una possibilità di preparare la partita due settimane, dieci giorni, ci sarà un esodo dei tifosi dell'Ascoli e d'Arezzo perché è una piazza molto importante anche quella e quindi se la giocherà. Sarà importante quella partita lì e sarà importante come arriverà l'Arezzo perché se l'Arezzo non dovesse battere l'Ascoli è chiaro che diventa fondamentale ancor di più quella gara. Diciamo che in queste due gare qui l'Arezzo si gioca al campionato perché se l'Arezzo vince tutte e due partite ha chiuso ha chiuso i conti e se invece questo non succedesse rimane aperto".

Si sta per concludere la prima stagione di utilizzo dell'FVS. Che impressione e che idea si è fatto di questa tecnologia?
"Allora faccio una premessa, io sono per la tecnologia nel senso che ogni strumento che comporta un miglioramento e che rende oggettivo una cosa soggettiva è il benvenuto. Questa però l'è stata solo in parte e nell'altra parte ha creato dei tempi morti troppo lunghi ha creato delle incertezze e quindi va rivista. Chiaro che secondo me bisognerebbe dare strumenti a chi li usa, con delle regole più certe più sicure e meno e meno opzioni: si decide su tre quattro cose e basta e poi l'altro va a discrezionalità dell'arbitro perché se  diventa anche soggettivo il discorso legato a un aspetto scientifico facciamo un passo indietro. Quindi sì, però regolarizzando bene e togliendo tutti questi spazi che ci sono stati tempi morti troppo eccessivi però credo quello sia superabile".