Maria Marotta: "Basta chiamarci arbitri donna, siamo arbitri e basta"

09.10.2019 22:10 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
Maria Marotta: "Basta chiamarci arbitri donna, siamo arbitri e basta"

Maria Marotta, unico arbitro donna attualmente in Serie C, ha raccontato la propria esperienza a Dribbling: "Se penso a un episodio simpatico che mi è capitato quando ancora ero nei campionati giovanili, furono le parole di un calciatore che arrivando, pensando di non essere sentito, disse 'Signore e signori l'arbitro è donna'. Io sono innamorata del calcio, è tutta una magia che solo chi sta dentro il campo può comprendere fino in fondo. La passione e l'amore per l'arbitraggio ce l'ho fin da piccola, sin dalle elementari, quando seguivo il campionato di Serie A".

Sul proprio ruolo femminile in Serie C: "Mi sono sempre sentita una donna ma in un contesto maschile, quindi ho sempre richiesto lo stesso trattamento e gli stessi allenamenti degli uomini. Non ho mai chiesto niente di diverso, per questo non sono mai stata discriminata. Poi ovviamente mantengo la mia femminilità pur facendo un lavoro da uomo. In Serie C tra i calciatori c'è una sorta di rispetto maggiore, me ne accorgo perché se proprio devono protestare a un certo punto si fermano. Anche perché se c'è un errore dico al calciatore che ho sbagliato. Poi però quando sbaglio ci penso anche di notte. E prima di ogni gara nella mia stanza di albergo ascolto la canzone di Lucio Dalla 'Le rondini'".

Sulla vita privata: "Vivere in un piccolo paese (campana di San Giovanni a Piro, iscritta alla sezione di Sapri, NdR) e in una zona distante un paio d'ore dall'aeroporto, specialmente all'inizio mi ha fatto capire bene il senso del sacrificio. Il marito? Merita sempre ed esclusivamente il cartellino rosso (ride NdR)".

Su Stephanie Frappart, prima donna a dirigere una Supercoppa Europea maschile: "La sua direzione femminile è stata una delle cose più sconvolgenti del calcio degli ultimi periodi. La forza che ha avuto Rosetti nel designarla è stata grande. Confesso di essere stata molto agitata in quei giorni, forse anche più della protagonista, perché mi sembrava una cosa straordinaria".

E sul futuro: "È il momento giusto per abbattere i luoghi comuni: non deve esistere più l'arbitro donna e l'arbitro uomo, siamo semplicemente arbitri. Funziona così nella politica e nell'economia, non vedo perché non debba essere così anche nel nostro settore".