Montervino: "Per la Salernitana giocare il ritorno in casa ha un peso specifico"
Il Mattino nell'edizione salernitana interpella Francesco Montervino, ex granata e grande conoscitore dell'ambiente, alla vigilia della sfida tra la Salernitana di Cosmi e il Ravenna di Mandorlini. Sul derby appena archiviato, il giudizio è chiaro: "Dopo un inizio straordinario con lo 0-3 di Caserta, al ritorno i granata hanno sofferto un po' dal punto di vista emozionale, e poi per fortuna c'è stato il miracolo di Donnarumma, che credo si meriti questo momento dopo un periodo condito da qualche critica". Sul prossimo avversario non si nasconde: "Il Ravenna è forte, con diverse individualità importanti, e non mi riferisco solo a Okaka e Viola. Massimo rispetto, ma a mio avviso c'è differenza tra le due squadre. Nel complesso la Salernitana è più forte". Quanto al fattore campo, il ragionamento è semplice: "Se ti chiami Salernitana e giochi all'Arechi davanti a 20-30mila spettatori, giocare il ritorno in casa ha un peso specifico differente. Come mi hanno raccontato le mie figlie che erano presenti allo stadio, l'Arechi ha aiutato la squadra".
Il capitolo Mandorlini riapre inevitabilmente la ferita del 2011, quando la Salernitana sfiorò la Serie B perdendo la finale playoff contro il Verona. "Secondo me proprio la presenza di Mandorlini sarà un valore aggiunto per la Salernitana: il ricordo di quel 2011 inciderà in maniera positiva sull'ambiente. Che peccato, però, quella stagione. All'andata subimmo due rigori ingiusti e furono ammoniti tutti e quattro i diffidati, tra questi anche il sottoscritto. Al ritorno, dopo il vantaggio, pensai che nella ripresa li avremmo messi ko, e invece la tensione prese il sopravvento. Rimane una delle rarissime circostanze in cui ho pianto per il calcio". Sull'aver evitato nel tabellone Ascoli e Catania, il commento è sfumato: "Mi domandi se è andata bene? Nì, perché il Ravenna è un avversario complicato. Certo è che averli evitati, specie nel lato del tabellone della Final Four, è sicuramente un aspetto importante".
Sulle ambizioni complessive dei granata, Montervino non ha dubbi: "Fino a dicembre pensavo potesse vincere il campionato, poi a gennaio ho capito che non sarebbe stato possibile. Ma la Salernitana ora deve sognare, ha tutto per arrivare fino alla fine. Con Ascoli e Catania è nell'elenco delle favorite". Il ruolo di Cosmi in questa fase? "Ora come ora non conta tanto l'aspetto tecnico-tattico, ma il temperamento che il mister può insegnare. Oggi non tocca essere belli, ma vincere". E sui 20mila dell'Arechi nel derby: "Ho avuto la fortuna di giocare in una piazza straordinaria, che merita almeno la B. Lo merita anche il patron Iervolino, che rispetto a tanti altri presidenti ha messo i soldi veri nel calcio".
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