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Pesoli: "Girone B? 3 retrocesse alzano il livello. Bari, piazza ferita e delusa"

Pesoli: "Girone B? 3 retrocesse alzano il livello. Bari, piazza ferita e delusa"TMW/TuttoC.com
Emanuele Pesoli
Oggi alle 12:00Altre news
di Valeria Debbia

Emanuele Pesoli, tecnico del Frosinone Primavera, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61 per analizzare la recente stagione di Serie C.

Mister Pesoli, buongiorno e bentrovato. Prima di parlare di calcio, vuole unirsi al ricordo di Igor Protti?

"Sì, ci tengo molto. Voglio unirmi alle condoglianze per la scomparsa di Igor Protti. Un abbraccio forte alla famiglia. È un grande dolore, sono molto dispiaciuto. È stata una notizia che ci ha colti di sorpresa… sorpresa fino a un certo punto, perché quando si affrontano certe malattie purtroppo l’inevitabile è sempre dietro l’angolo. Ma non ce lo aspettavamo di certo questa mattina".

Torniamo al calcio giocato. La Serie C si è chiusa con la vittoria dell’Ascoli nella finale playoff contro l’Union Brescia. Successo meritato?

"Credo proprio di sì. L’Ascoli ha avuto un ruolino di marcia importante per tutto il campionato, ha dimostrato una crescita costante. L’allenatore è bravo, capace, ed è riuscito a rendere la squadra davvero competitiva. Sono molto contento anche perché lì ad Ascoli c’è un ragazzo che ho allenato e che stimo molto, Simone D'Uffizi, che ho avuto a Viterbo. È cresciuto tanto, per me è un giocatore pronto anche per la Serie A. Gli faccio un grande in bocca al lupo. E sono felice per la piazza di Ascoli, che merita assolutamente questa categoria".

Secondo lei, quanti rinforzi servono all’Ascoli per essere competitivo subito in Serie B?

"Come dicevo, è una squadra che gioca un calcio importante ed è già pronta per la categoria. Va puntellata, non stravolta. L’errore che spesso si fa è pensare che, una volta saliti, ciò che ha funzionato prima non sia più valido. Invece no: ci sono giocatori importanti, con ottime carriere, e diversi hanno già fatto la B. Bisogna aggiungere qualcosa, ma senza cambiare tutto".

Passiamo all’Union Brescia, sconfitta in finale ma già ripartita forte. Hanno riscattato Crespi, protagonista assoluto. Possono essere la favorita del prossimo Girone A?

"L’Union Brescia ha una proprietà importante e una struttura societaria solida. Dopo la retrocessione di due stagioni fa hanno riprogrammato bene, anche con la fusione con la Feralpisalò. Hanno fatto un ottimo lavoro. C’è competenza, c’è “manico”, come si dice. Nonostante la delusione della finale, la base è forte e secondo me sono la candidata principale alla promozione. Gli altri gironi, invece, saranno molto più complicati".

Parliamo del Girone B. Ci saranno Reggiana, Spezia e Pescara: un livello altissimo. Cosa si aspetta?

"Sarà un girone fortissimo, una vera e propria B2. Tre retrocesse dalla B tutte insieme alzano tantissimo il livello. Il Pescara viene da una grande delusione, ma aveva fatto un’ottima seconda parte di stagione. All’inizio non era una squadra costruita per salvarsi, poi la società ha fatto ottimi innesti. Purtroppo sono arrivati un po’ corti, anche fisicamente. Quando rincorri per 14-15 partite può capitare che un episodio ti giri contro e mentalmente stacchi un attimo. È un peccato, perché Pescara è una piazza che merita almeno la Serie B. E poi c’è lo Spezia: una società vera, organizzata. Hanno ammesso gli errori, hanno reagito subito e hanno già preparato la prossima stagione. Per me sono i candidati principali a risalire".

Scendiamo nel Girone C, anche questo durissimo. C’è il Bari, retrocesso e in difficoltà societaria. Che idea si è fatto?

"Il Bari è una piazza da Serie A, inutile girarci intorno. Se ritrova un San Nicola pieno, per le avversarie non sarà facile. Ma è una piazza ferita, delusa, e i tifosi vanno accompagnati con un progetto vero. Io vedo un po’ di confusione, non la vedo organizzata per risalire subito. Magari mi sbaglio, ma non vedo una linea chiara. Il Catania invece ha lavorato bene, crede nel progetto, è una piazza che ha fame. Può essere una squadra da tenere d’occhio. E poi la Salernitana: proprietà importante, piazza vera. Quest’anno alti e bassi, poca continuità, tanti cambi in panchina. Ma resta una candidata a primeggiare".

Ultima domanda: quanto è cresciuta la Serie C? Le neopromosse spesso fanno bene subito in B.

"Tantissimo. Le società si sono organizzate. Prima c’era l’ansia del salto di categoria, ora no. La differenza la fa la continuità: mantenere lo zoccolo duro, non stravolgere la squadra che ha vinto. Hai citato la Carrarese: è tornata in B e ha tenuto 8-11esimi della squadra. Poi ha puntellato. Così si fa calcio. E infatti tante neopromosse stanno facendo bene".