Pochesci: "Si sapeva del maltempo, perché a Brescia non si è giocato alle 18?"
Ospite di Luca Bargellini nel format "A Tutta C", in onda su TMW Radio, l’allenatore Sandro Pochesci ha analizzato il momento della Serie C tra playoff e le criticità del sistema calcio italiano.
Ieri è andata in scena una parte della finale d'andata, le è mai capitato di affrontare una partita spezzata in due?
"Mi è capitato per un infortunio del portiere, la partita venne sospesa al 10' del secondo tempo. Preparare mezz'ora di partita è una situazione completamente diversa e questo falsifica molto il valore della doppia sfida. Io non avrei mai fatto giocare la finale a quell'orario, perché si sapeva che ci sarebbe stato un problema col maltempo. Si poteva tranquillamente giocare alle 18 e non ci sarebbero stati problemi. Purtroppo il regolamento dice questo, ma io sono dell'idea che le due squadre debbano ripartire da zero perché non si può giocare una partita su due spezzoni separati. Peccato perché l'inizio era stato scoppiettante, abbiamo visto due gol in dodici minuti, due squadre che ci stavano facendo vedere due soluzioni di gioco molto interessanti. L'arbitro ha fatto bene a sospendere la partita alla fine, perché non era più calcio".
Spezzare in due la partita può avere dei riflessi anche nella preparazione della gara di ritorno?
"Assolutamente sì. L'Ascoli è fuori da due giorni e deve fare il viaggio di ritorno, quindi avrà meno tempo a disposizione per preparare la partita di ritorno. Mi auguro che la partita venga riprogrammata a mercoledì prossimo e non a domenica, perché bisogna dare a tutti i calciatori il giusto tempo di recupero e, in questo momento, l'Ascoli è penalizzato. Giocare su un campo come quello di ieri ha inciso anche sul piano fisico, perché un conto è correre su un campo normale, un conto è correre in mezzo alla palude come è successo ieri. Nei trenta minuti gli allenatori non hanno più tempo di recupero per gestire i cambi. A me è successo contro l'Atletico Ascoli, quando allenavo l'Avezzano: perdevamo 3-0 al momento dell'interruzione e, quando siamo tornati in campo, per poco non riuscivamo a pareggiarla in venti minuti perché giochi come se fosse una partita in cui non hai nulla da perdere mentre l'altra squadra deve gestire. Ieri il pareggio non stava accontentando nessuno, perché sia Brescia che Ascoli sanno che il fattore campo conterà molto. Per me la partita d'andata è quella che conta di più, perché è lì che i due allenatori si studiano e individuano i punti deboli dove colpire l'avversario".
Su quale panchina vedremo Pochesci nella prossima stagione?
"Vedo che a Napoli e a Milano hanno un sacco di problemi, mi vorrei candidare per queste panchine. Sarebbe una bella sfida per i presidenti. A parte gli scherzi, sono in trattativa con qualche club professionistico e alcuni club importanti di Serie D. Noi allenatori vorremmo sempre allenare, in Italia si parla sempre di progetti ma il progetto dura tre partite, se le perdi te ne vai a casa. Il vero progetto l'ha fatto l'Atalanta e tutte quelle società che hanno puntato su un tecnico per almeno tre anni, perché quello significa programmare. Gli allenatori bravi sono tanti, vediamo e aspettiamo. Ora, con i nuovi regolamenti, si può tornare in corsa anche a stagione in corso se si lascia una panchina prima di dicembre. Prima non era così, a me ad Avezzano è capitato di dimettermi perché non prendevamo gli stipendi e sono rimasto fermo per tutto il resto della stagione, una cosa assurda perché, oltre a non aver percepito soldi, mi è stato anche impedito di trovare un'altra panchina. Certi regolamenti sembrano davvero scritti con i piedi, mi auguro in un cambiamento ma vedo sempre gli stessi nomi ed evidentemente agli italiani va bene così. Ci vuole un cambiamento, uno strappo con il passato e lasciare il calcio in mano a chi fa calcio, invece di far scrivere i regolamenti a gente che non è mai entrata in un campo di calcio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: gli altri giocano i Mondiali e noi ci divertiamo a vedere due amichevoli con i ragazzini che giustamente Baldini ha convocato per dargli un premio".
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