Tra dolore e mercato: il pallone torna a rotolare in attesa dei primi colpi
Ci sono giorni in cui il calcio passa inevitabilmente in secondo piano. La scomparsa di Osvaldo Bagnoli, protagonista di una delle pagine più belle e romantiche del nostro calcio con lo storico scudetto conquistato alla guida del Verona, riporta alla mente un calcio fatto di competenza, semplicità e imprese che sembravano impossibili. Novant’anni vissuti intensamente, lasciando un’eredità sportiva che resterà per sempre. Ancora più dolorosa, però, è la notizia della morte della figlia di Silvio Baldini, malata da tempo. Di fronte a un dramma simile ogni parola rischia di apparire superflua. Non esiste sofferenza più grande per un genitore che dover affrontare la perdita di un figlio. A mister Baldini e alla sua famiglia va il pensiero e l’abbraccio ideale di tutto il mondo del calcio. Sono notizie che inevitabilmente portano a riflettere sul valore della vita e sulle priorità che spesso dimentichiamo, presi dalla frenesia del quotidiano. Un abbraccio anche al direttore sportivo della Salernitana Daniele Faggiano che ha perso il papà nei giorni scorsi. Ho avuto il piacere di conoscerlo qualche mese fa, in una giornata non semplice per il ds. Un uomo perbene, molto legato alla famiglia. Che l'affetto di una piazza speciale come Salerno dia a Faggiano la forza per andare avanti.
Eppure, come si dice in questi casi, the show must go on e il pallone continua a rotolare. Il mercato, intanto, sta entrando nel vivo. A Cosenza è iniziata una nuova avventura per Lucioni, al quale vanno gli auguri per la sua prima esperienza da direttore sportivo, con l’auspicio che possa ripetere da dirigente le soddisfazioni ottenute da calciatore. Un pensiero positivo anche per Federico Coppitelli, tecnico che ha lasciato un ottimo ricordo a Caserta e che merita una nuova opportunità per confermarsi.
Tra le grandi del girone C, tuttavia, si respira ancora una fase di attesa. Il Bari, al di là di alcuni nomi accostati nelle ultime settimane, non ha ancora messo a segno colpi di particolare spessore. Lo stesso discorso vale per la Salernitana che, pur avendo ufficializzato tre innesti, tutti svincolati e di categoria, non ha ancora acceso l’entusiasmo di una città che non vuole semplicemente galleggiare in Serie C. La prossima settimana potrebbe essere quella delle risposte. Nomi come Cagnano, Maistro o Patierno rappresenterebbero un salto di qualità importante e darebbero un segnale preciso alle concorrenti. La sensazione è che, per vincere, servano soprattutto calciatori abituati a vincere. È un concetto che vale per la Salernitana e per tutte le pretendenti al salto di categoria: chi vuole costruire una squadra da vertice deve puntare su giocatori che l’anno precedente hanno già conquistato un campionato o hanno vissuto stagioni da protagonisti. La mentalità vincente non si compra al supermercato, ma spesso si trova in chi ha già tagliato il traguardo. Molte squadre sono già al lavoro nei rispettivi ritiri, altre partiranno nei prossimi giorni. Le prime amichevoli iniziano a fornire indicazioni e il calcio, lentamente, torna a prendersi la scena. Con uno sguardo che va anche oltre i nostri confini, in attesa di conoscere chi riuscirà a laurearsi campione del mondo e a scrivere un’altra pagina di storia tra le grandi nazionali del panorama internazionale.
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