Il fatto della settimana - Una Serie C che parte in ritardo: allenatori a orologeria, stadi e piazze nel limbo

Il fatto della settimana - Una Serie C che parte in ritardo: allenatori a orologeria, stadi e piazze nel limboTMW/TuttoC.com

La Serie C sta vivendo un'estate movimentata, inutile nasconderlo. Non tanto per i problemi economici, quanto per la stasi e quella lentezza in alcune piazze che mettono a nudo alcune fragilità del sistema della terza serie. Da un lato partiamo con la notizia positiva, quasi storica, delle 59 iscrizioni regolari su 60 aventi diritto, con la sola Ternana rimasta fuori per liquidazione giudiziale. Dall'altro lato, allo stesso tempo, vige una sensazione diffusa di ritardo, di lavori in corso, di cantieri aperti che stridono con l'avvicinarsi inesorabile dei ritiri. A meno di due settimane dall'inizio delle preparazioni, il quadro appare ancora incompleto in troppe piazze, e non parliamo di realtà marginali ma di club con ambizioni dichiarate e piazze caldissime. Il tema è stato colto con lucidità anche da diversi addetti ai lavori intervenuti sulle frequenze di A Tutta C su TMW Radio: Ginestra ha avvertito che "al 6 luglio senza tecnico e ritiro organizzato diventa tutto complicato", mentre Lerda ha sottolineato come "al 9 luglio senza tecnico la centralità dell'allenatore risulta diminuita". Non sono osservazioni di poco conto: raccontano di una programmazione che, in molti casi, è arrivata con il fiato corto.

I numeri parlano chiaro. Ancora nella prima settimana di luglio, ben sette club di Serie C risultavano privi di una guida tecnica ufficiale. Alcune panchine si sono sbloccate soltanto negli ultimissimi giorni, quasi a orologeria: il Crotone ha ufficializzato Leandro Greco soltanto il 9 luglio, mentre il Bari ha atteso quasi la stessa data per affidarsi a Massimo Rastelli, chiudendo un lungo tira e molla che aveva visto sfilare i nomi di Aronica, Toscano e altri profili, con il club biancorosso rimasto "senza allenatore a tredici giorni dal ritiro", come titolava lo stesso portale. La Giana Erminio ha inseguito a lungo Oscar Brevi come cavallo di ritorno, definendo la propria situazione solo in extremis. E non sono casi isolati: il puzzle delle panchine, come è stato definito, si è completato in modo frammentario, tra conferme dell'ultimo minuto, scommesse tardive e trattative andate per le lunghe. In una categoria dove il tecnico è chiamato a plasmare identità e a integrare volti nuovi in fretta, partire in ritardo significa già rincorrere.

Se il Livorno pare aver trovato una quadra, iniziando a muovere le prime pedine di mercato sotto traccia, il capitolo più delicato resta quello degli stadi, vera spina nel fianco strutturale del movimento. Il Latina vive nell'incertezza più totale attorno alla vicenda del "Francioni": il bando comunale per la concessione ventennale, la richiesta di proroga o annullamento avanzata dallo stesso club, le contestazioni sul Piano Economico Finanziario e il rischio concreto di un contenzioso legale hanno lasciato la società in un limbo amministrativo che pesa su ogni scelta futura. E poi c'è il Cosenza, forse il caso più emblematico di questa estate travagliata: costretto a disputare le proprie gare interne allo "Scida" di Crotone in attesa della battaglia legale con il Comune per il "Marulla", con il ritiro estivo ancora da definire dopo il no all'impianto "Zicarelli" di Fuscaldo, e soprattutto con l'incognita societaria, tema sempre aperto dopo la trattativa naufragata con il gruppo Rota. Una piazza intera appesa a decisioni che tardano ad arrivare, tra un direttore sportivo scelto in ritardo (Fabio Lucioni, primo anno nel ruolo), un allenatore definito solo di recente (pare ormai fatta per Coppitelli) e una proprietà che non scioglie i nodi.

Se le panchine e gli stadi rappresentano il volto più evidente del ritardo, c'è un terzo fronte che completa il quadro: il mercato. Anche qui la fotografia è quella di una fase interlocutoria, con le grandi ancora ferme ai box. Lo ha certificato senza giri di parole Felice Evacuo, miglior marcatore all-time della Serie C oggi nelle vesti di agente, intervistato dalla nostra redazione ha detto: "Il mercato è ancora prevalentemente fermo, non ci sono stati colpi di rilievo al momento. Tante squadre hanno la limitazione della lista e devono fare delle uscite prima di prendere nuovi giocatori". Un'immobilità figlia anche del Salary Cap e delle nuove regole sul minutaggio, che costringono i direttori sportivi a incastri complessi prima di affondare i colpi. Non è un caso che, come sottolineato dallo stesso editoriale del portale, a Bari, Salerno e Catania non si siano ancora registrate accelerazioni significative: tre piazze da vertice, tre progetti ancora in costruzione, con i direttori sportivi chiamati a trasformare le idee in operazioni concrete proprio nelle settimane più delicate. Un mercato che, come ha osservato Evacuo, ha finora riguardato soprattutto giovani coperti e valorizzati da società di categorie superiori, mentre le big restano concentrate su profili esperti per costruire l'ossatura da promozione.

Il paradosso, allora, si fa evidente proprio nel confronto tra le date. La sessione estiva di mercato per Serie B e Serie C, aperta il 1° luglio, si chiuderà il 1° settembre: una finestra lunga, che teoricamente concede tempo. Ma i ritiri incombono ben prima, e proprio lì si misura la reale preparazione delle squadre. La Salernitana, una delle poche ad avere le idee chiare, sarà a Cascia in Umbria dal 14 al 31 luglio; il Catania dovrebbe dividere la preparazione tra Sicilia e Norcia; il Bari ha prenotato Roccaraso dal 14 al 29 luglio, salvo poi definire l'allenatore solo a ridosso della partenza. Chi arriva ai ritiri con il tecnico appena insediato, la rosa incompleta e magari lo stadio ancora da individuare parte con un handicap che il calendario non perdona. Perché la Serie C, lo insegna la storia, è il campionato dei dettagli: dove una preparazione mal impostata a luglio si paga spesso a dicembre, e dove le squadre che costruiscono con metodo e anticipo si ritrovano, a stagione inoltrata, un vantaggio che vale quanto un grande colpo di mercato. La speranza, per l'intero movimento, è che questo luglio a orologeria non lasci strascichi troppo pesanti quando il pallone comincerà finalmente a rotolare.

Il punto, allora, non è tanto il singolo caso, quanto il quadro d'insieme. La Serie C ha dimostrato di saper vincere la battaglia più difficile, quella delle iscrizioni, con una compattezza mai vista negli ultimi anni. Ma la stessa categoria arriva alla vigilia della nuova stagione con troppe caselle ancora vuote: allenatori annunciati a ridosso dei ritiri, stadi introvabili o contesi, mercati fermi al palo in attesa che si definiscano le guide tecniche. È come se la fase amministrativa avesse assorbito tutte le energie, lasciando quella sportiva e organizzativa a inseguire. Il rischio, concreto, è che diverse squadre si presentino ai nastri di partenza con una preparazione compressa, un gruppo assemblato in fretta e un'identità ancora tutta da costruire. In un torneo lungo e logorante come quello di terza serie, dove ogni dettaglio pesa e dove la programmazione vale quanto un grande acquisto, partire in ritardo può trasformarsi in un handicap difficile da recuperare. La speranza è che luglio, mese decisivo, restituisca finalmente ordine a un'estate che, fin qui, è sembrata correre col freno tirato.