La Serie C riparte dagli allenatori: tra continuità e scommesse, la panchina tornerà a essere il vero centro del progetto tecnico?
Ogni estate si parla soprattutto di calciomercato. Arrivano gli attaccanti, cambiano i direttori sportivi, si rincorrono indiscrezioni che spesso durano il tempo di una telefonata. Eppure, prima ancora dei giocatori, sono le panchine a raccontare quale idea di calcio abbiano in mente le società.
A pochi giorni dall'inizio di luglio il quadro è ormai abbastanza definito. Manca ancora qualche tassello, tra società che devono sciogliere le ultime riserve e altre che attendono soltanto l'ufficialità, ma una tendenza emerge già con chiarezza: il campionato 2026-27 sarà diviso quasi perfettamente a metà tra chi ha scelto la continuità e chi, invece, ha deciso di ricominciare da zero.
Geograficamente, il Nord conferma molto, il Centro alterna continuità e novità, il Sud è la zona più dinamica, con molte panchine ancora aperte e scelte in corso.
Ed è proprio questa fotografia a raccontare molto più di quanto sembri.
Le conferme non sono frutto dell'abitudine. Al contrario, sono il segnale di società che hanno deciso di programmare. Trento riparte da Luca Tabbiani, la Torres da Alfonso Greco, il Latina da Gennaro Volpe, la Sambenedettese da Roberto Boscaglia, la Scafatese da Giovanni Ferraro, il Ravenna da Andrea Mandorlini. Tecnici che, per motivi diversi, hanno convinto i rispettivi club che il progetto fosse più importante del risultato di una singola stagione. In alcuni casi la fiducia è stata addirittura rafforzata con contratti pluriennali. Un dettaglio che nel calcio italiano, e soprattutto in Serie C, non è mai banale.
Dall'altra parte ci sono invece le società che hanno deciso di cambiare pelle. Non sempre cercando il nome più famoso. Anzi. L'impressione è che quest'anno molte dirigenze abbiano privilegiato il profilo rispetto al curriculum. Daniele Bonera riparte dalla Pro Vercelli dopo l'esperienza nel Milan Futuro. Devis Mangia accetta la sfida del Campobasso. Alessandro Birindelli passa alla guida del Novara dopo l'ottimo lavoro svolto alla Pianese. Andrea Zanchetta viene promosso sulla panchina della stessa Pianese, dopo la non felice esperienza proprio in Piemonte. Antonio Giosa ottiene la sua prima vera occasione alla Pergolettese. Giacomo Gattuso prova ad aprire un nuovo ciclo al Renate.
Più che una corsa ai "grandi nomi", sembra esserci stata una ricerca di identità. E forse è questo l'aspetto più interessante. Molte società sembrano voler investire su idee, metodologie e capacità di valorizzare i giovani. Non è un caso che diversi dei tecnici scelti arrivino da ottimi percorsi nei vivai, dalle seconde squadre o da progetti costruiti con pazienza in categorie inferiori.
Naturalmente esistono anche le eccezioni. Attilio Tesser rappresenta una garanzia per la Reggiana. Marco Zaffaroni (ri)porta esperienza all'AlbinoLeffe. Serse Cosmi continua il proprio lavoro alla Salernitana. Figure che conoscono perfettamente le dinamiche di campionati dove la gestione del gruppo pesa almeno quanto gli aspetti tattici.
Resta poi aperto il capitolo delle panchine ancora senza un proprietario definitivo. Bari, Spezia, Atalanta Under 23, Giana Erminio, Cittadella e qualche altra società devono ancora sciogliere gli ultimi nodi. Segno che il mercato degli allenatori, almeno per qualche giorno ancora, continuerà a muoversi. Ma il quadro generale è ormai leggibile.
La vera notizia non è quanti allenatori siano cambiati. È il modo in cui sono stati scelti. La Serie C sembra aver imparato una lezione spesso dimenticata nel nostro calcio: gli allenatori non dovrebbero essere una toppa da mettere quando le cose vanno male, ma il primo mattone di un progetto tecnico. Tra conferme costruite sul lavoro svolto e nuove scommesse pensate con largo anticipo, le società sembrano aver imboccato una strada diversa rispetto al passato. Poi, come sempre, sarà il campo a decidere chi aveva visto giusto. Ma, almeno sulla carta, questa estate racconta una Serie C che prova a programmare prima ancora di rincorrere i risultati.
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