Ciao Igor, il tuo ultimo gol è stato entrare nel cuore della gente: oggi il calcio abbassa la voce e rende omaggio a un campione di umiltà e umanità

Ciao Igor, il tuo ultimo gol è stato entrare nel cuore della gente: oggi il calcio abbassa la voce e rende omaggio a un campione di umiltà e umanitàTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Luca Esposito

Oggi faccio fatica a parlare di calcio. Faccio fatica a soffermarmi sul mercato, sui nomi che arrivano e quelli che potrebbero partire, sulle strategie delle società e sui tanti argomenti che ogni giorno alimentano la nostra passione. Avremo tempo per analizzare tutto, per commentare le scelte, per discutere del futuro delle squadre. Oggi no. Oggi sento il bisogno di fermarmi davanti a una notizia che ha colpito il mondo del calcio e che lascia dentro un senso di grande tristezza: la scomparsa di Igor Protti. A soli 58 anni se ne va un uomo che ha rappresentato il calcio nella sua forma più autentica. Un grande attaccante, un calciatore capace di lasciare il segno in ogni piazza in cui ha giocato, dal Bari al Livorno, passando per Lazio e Napoli. Ma sarebbe ingiusto ricordarlo soltanto per i gol segnati, per le imprese sportive o per i numeri della sua carriera. Potrei parlare dei 24 gol realizzati con il Bari nella stagione 1995-96, un traguardo straordinario che lo consacrò capocannoniere della Serie A.

Potrei ricordare le sue esultanze, le sue battaglie sul campo, le emozioni regalate ai tifosi. Ma oggi voglio fermarmi soprattutto all’uomo, a quel legame sincero che Igor Protti ha sempre saputo creare con la gente. In un calcio che spesso corre troppo veloce e che talvolta perde il contatto con le proprie radici, Protti è rimasto un esempio di semplicità, di umiltà e di attaccamento ai valori più veri dello sport. Per questo oggi il mercato, le trattative, le ambizioni e i sogni di una nuova stagione devono aspettare. C’è un momento per ogni cosa, e questo è il momento del ricordo e del rispetto. La morte di Igor Protti ci ricorda che il calcio, per quanto sia una passione immensa capace di accompagnare le nostre giornate, resta pur sempre un gioco davanti alle cose che contano davvero. Oggi il miglior modo per salutarlo è il silenzio, il rispetto e un pensiero rivolto a un uomo che, prima ancora che un grande attaccante, è stato una persona per bene. Ciao Igor. Il tuo ricordo resterà vivo nel cuore di chi ama il calcio.