Il fatto della settimana - Gironi e calendari. La Serie C che finalmente può pensare solo al pallone (quasi)
Per la prima volta da anni, la terza serie italiana si presenta ai nastri di partenza senza lo spettro degli esodi rocamboleschi, senza fallimenti dell'ultimo minuto, senza dispute giudiziarie a fare da sfondo permanente. Sessanta squadre iscritte, gironi deliberati il 29 luglio, calendari il giorno dopo. Sembra poco, è tantissimo. Eppure basta grattare la superficie per accorgersi che qualcosa, da qualche parte, non è ancora esattamente al suo posto. Da nord a sud non manca qualche crepa, ma è nel girone C che gli interrogativi restano più fitti.
Il Cosenza è l'esempio più nitido: uno spogliatoio da separati in casa, chi rifiuta il rinnovo e chi chiede di partire, chi resta pur avendo la porta aperta fino all'ultimo giorno di mercato, e in mezzo a tutto questo un manipolo di giovani che Coppitelli - fresco di firma fino al 2027 - dovrà tenere per mano fino a un traguardo salvezza tutt'altro che scontato. Il club ha già ceduto allo Spezia i pezzi pregiati Mazzocchi e Florenzi, incassando risorse reinvestite su un profilo di prospettiva come Mattia Almaviva, prelevato dal vivaio della Roma: segnale di una ricostruzione che passa più dai giovani che dai big. Il Foggia, dall'altra parte, vive la fase opposta ma altrettanto febbrile: dopo la riammissione, il club ha già chiuso per il portiere Saro dalla Cremonese e per gli innesti Panico e Todisco dall'Avellino, nel tentativo di consegnare in fretta una rosa capace di riaccendere un entusiasmo rimasto in stand-by troppo a lungo. Due facce della stessa incertezza, che il calendario, da solo, non può risolvere.
Eppure c'è una speranza che vale la pena coltivare, da spettatori neutrali: che tutti e tre i gironi restino aperti fino all'ultima giornata, che nessuno stacchi troppo presto la spina della corsa promozione. Nel girone C la lotta si preannuncia tra grandi nomi, e il mercato lo conferma giorno dopo giorno: il Bari, sotto la regia del nuovo ds Antonio Minadeo, ha costruito in poche settimane una squadra che sembra quasi un derby permanente con il Crotone, prelevando dai calabresi Guido Gómez, Niccolò Cocetta e completando il reparto con Butic dalla Casertana, Celli e Grgic, oltre al più recente colpo Tribuzzi. Salernitana e Catania non stanno a guardare, con i granata che hanno chiuso per Bevilacqua, Djibril e Cardoni, mentre l'ambizione etnea si materializza nei nomi di Pagliai e Liguori. E poi la Casertana, che ha tutte le carte per infilarsi nel gruppo di testa senza fare troppo rumore prima, magari proprio grazie alle cessioni oculate come quella di Butic che le hanno permesso di reinvestire con criterio, rinforzando una rosa molto competitiva con gli arrivi, tra gli altri, di Castelli. Il calendario, dal canto suo, ha già acceso i riflettori sull'ottava giornata, quando Salernitana e Bari si incroceranno in un test che avrà il sapore di una prova di maturità per entrambe, mentre la prima giornata regalerà subito un assaggio di novità assoluta con Catania-Inter U23, il debutto della seconda squadra nerazzurra tra i professionisti.
Nel girone B la battaglia rischia di essere ancora più densa: tre delle quattro retrocesse dalla Serie B si ritrovano accorpate per pura logica geografica, Spezia, Reggiana e Pescara, mentre il Ravenna di Ronaldinho scalpita per un ruolo da protagonista e le altre outsider, come spesso capita in questo girone, sono destinate a fare più rumore del previsto. Lo Spezia, formalizzata anche sul piano burocratico la separazione da D'Angelo, ha già messo a segno diversi colpi - da Cannavò a Florenzi, da Mazzocchi in arrivo dal Cosenza fino ad altri cinque innesti annunciati nelle prossime settimane - con l'obiettivo dichiarato di tornare immediatamente tra i cadetti. Il calendario promette già scintille alla settima giornata, con Pescara-Spezia in programma a incrociare due delle grandi favorite, mentre la prima giornata apre subito con Reggiana-Ravenna, un antipasto di alta classifica servito con settimane di anticipo.
Nel girone A, invece, la domanda che tiene banco è una sola: chi può davvero contendere lo scettro all'Union Brescia? Il profilo più accreditato porta la firma di Luca Tabbiani, che a Trento sta costruendo qualcosa di più solido di una semplice buona squadra. Giovane, spavalda, capace già in questo precampionato di mettere in fila risultati che pesano - un quinto posto nella scorsa stagione da cui ripartire con più ambizione, oltre ai test estivi vinti o quasi contro avversari di categoria superiore. Un girone che avrà l'età media più bassa dell'intera categoria, e che proprio per questo si candida a diventare uno spot autentico per il calcio italiano: tanti Under 21 pronti a giocarsi la vetrina più esposta del torneo, quella che poi porta dritti verso i palcoscenici che contano. Anche qui il calendario non delude: Lecco-Union Brescia, in programma all'ottava giornata, mette subito di fronte i biancoblù al banco di prova più insidioso, uno scontro che potrebbe già dire molto sulla reale caratura della corazzata lombarda.
Non va dimenticato, poi, un altro pezzo di questa Serie C che si rimescola ogni estate: quello delle neopromosse, chiamate a un debutto tra i professionisti che spesso vale più di una semplice permanenza. Nel girone C, Barletta e Team Altamura arrivano con ambizioni dichiarate, rinforzate sul mercato per non recitare il ruolo di comparse: basti pensare ai vari Ferrante e Partipilo per i biancorossi pugliesi, arrivati apposta per dare esperienza a una squadra costruita quasi da zero. Nel girone B c'è il Vado, che dopo settantotto anni di assenza dal professionismo ha dovuto reinventarsi anche sul piano logistico, tra la ricerca di uno stadio e un mercato costruito con pazienza attorno a innesti come Saiani dall'Entella. E poi la Folgore Caratese, altra matricola che si affaccia con umiltà ma anche con la voglia di sorprendere, forte di una campagna acquisti giovane e mirata. Storie diverse, ambizioni diverse, ma lo stesso comune denominatore: la paura di scomparire subito, mescolata alla voglia di lasciare un segno.
Sullo sfondo di tutto questo resta il grande convitato di pietra dell'estate, il Salary Cap, che per la prima volta impone alle società un tetto reale agli ingaggi e sta ridisegnando le strategie di mercato più di quanto si potesse immaginare a inizio stagione. Non è un caso che diversi direttori sportivi, nelle ultime settimane, abbiano parlato apertamente di una rivoluzione culturale prima ancora che finanziaria: si comprano meno fuoriclasse a peso d'oro e si costruiscono più gruppi, si valorizzano i giovani perché costano meno e rendono meglio nel medio periodo, si cede prima di acquistare perché le liste non perdonano. Un cambio di paradigma che forse, alla lunga, renderà i campionati più equilibrati e meno prevedibili - la vera fortuna, per chi la Serie C la segue con passione, ma anche la vera scommessa di questa stagione che sta per cominciare.
Il campionato comincerà il 23 agosto, la Coppa Italia Serie C una settimana prima, il 16 agosto. Fino ad allora restano solo carte, contratti e calendari da studiare a memoria, con i vari direttori sportivi impegnati in una corsa contro il tempo per consegnare rose complete ai rispettivi allenatori. Poi, finalmente, si torna a parlare solo di gol.
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