Il fatto della settimana - Perugia, l'addio di Gaucci e la strada tracciata: cosa raccontano le parole del dg Borras

Il fatto della settimana - Perugia, l'addio di Gaucci e la strada tracciata: cosa raccontano le parole del dg BorrasTMW/TuttoC.com
Hernan Garcia Borras
© foto di Luciana Magistrato
Oggi alle 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

In una settimana in cui i verdetti federali da commentare sono già stati ampiamente analizzati dal nostro sempre solerte Sebastian Donzella, il calcio di Serie C ha comunque trovato un suo centro di gravità. E quel centro può essere individuato nel Perugia. Non per un fatto, ma per una voce: quella del direttore generale Hernán García Borras, che negli ultimi giorni ha occupato la scena. Il paradosso è evidente: non è successo nulla (al netto dell'addio di Gaucci, che comunque è un addio che pesa), ma si è parlato del Perugia. E quando succede, significa che qualcuno ha deciso di parlare molto.

Borras riempie il vuoto - Il Perugia non ha ricevuto offerte entro il 30 giugno, non ha un nuovo direttore sportivo, non ha chiuso trattative, non ha annunciato colpi. Eppure è stato al centro della conversazione. Perché? Perché Borras ha scelto di occupare lo spazio comunicativo con una serie di dichiarazioni che, prese singolarmente, non cambiano la vita del club. Ma messe insieme costruiscono un messaggio preciso: il Perugia va avanti comunque. Le sue parole – «non esiste un piano B», «non rischieremo di fallire», «non faremo uno squadrone», «entro il 20 luglio ci saranno novità» – sono diventate il vero “fatto” della settimana. Non per ciò che annunciano, ma per ciò che rappresentano: una presa di posizione pubblica in un momento di incertezza.

La strategia: abbassare l’asticella, alzare il controllo - Il filo rosso è chiaro: Borras sta gestendo le aspettative. Sulla cessione: “Nessuna offerta formale, ma continuiamo a parlare”. Sul valore del club: “Lo decide Faroni, e solo quando arriveranno proposte”. Sul mercato: “Non faremo il mercato di gennaio, non arriveranno tre giocatori subito”. Sul Salary Cap: “Lo sforeremo, pagheremo la multa”. È una comunicazione che non promette, non illude, non accende la piazza. È una comunicazione che prepara. Prepara a una stagione di transizione, a un mercato di equilibrio, a una società che non può permettersi voli pindarici ma che - dice lui - non rischia di cadere.

Il nodo Gaucci: un addio che pesa più delle parole - In questo quadro si inserisce l’addio di Riccardo Gaucci, che ha scelto di fare un passo indietro perché “la sua visione non coincide più con le prospettive attuali del club”. Borras risponde con un mantra: «Non dire addio, ma dire grazie». Una frase elegante, certo. Ma anche una frase che chiude la porta senza sbatterla. Il Perugia perde una figura che, nel bene e nel male, aveva portato entusiasmo, aveva portato relazioni, aveva portato un modo diverso di vivere il club. E lo perde nel momento in cui la società sta cercando di vendersi e non ci riesce. Non è un dettaglio. È un segnale.

Il Perugia che verrà: 25 giocatori, giovani, e un mercato “normale” - La fotografia finale è questa: rosa da 25 giocatori più portieri. Minutaggio dei giovani come regola, non come eccezione. Mercato senza fuochi d’artificio. Una squadra che “non accenderà gli entusiasmi ma potrà dare soddisfazioni”. È una dichiarazione di intenti che non nasconde nulla. E che, proprio per questo, diventa il fatto della settimana. 

La domanda che resta - Il Perugia non rischia di fallire. Il Perugia non farà uno squadrone. Il Perugia aspetta offerte che non arrivano. Il Perugia saluta Gaucci. Il Perugia taglia il monte ingaggi. Il Perugia prepara una stagione di equilibrio. La domanda è semplice: basterà? E la risposta, oggi, non può darla nessuno. Nemmeno Borras, che pure questa settimana ha parlato per tutti.