Sarao: "Tornare al Catania un sogno, grazie al Gubbio"

Sarao: "Tornare al Catania un sogno, grazie al Gubbio"TMW/TuttoC.com
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di Giacomo Principato

Interpellato da Unfold – Storie di Campo, l'attaccante Manuel Sarao, adesso in forza alla Nissa nel Girone I di D, parla del suo percorso al Catania: “Dopo l’importante esperienza di Reggio Calabria fu deciso di comune accordo con la Reggina di andare via. Ho voluto tantissimo Catania, che poi è stata una scelta del destino. Da subito ricordo un impatto clamoroso con la piazza e la città. C’era un gruppo fantastico, poi a gennaio arrivò mister Francesco Baldini con cui ho avuto un rapporto ottimo, grande allenatore e persona. Finito l’anno ci sono state delle situazioni societarie che hanno portato tanti di noi più grandi a dovere lasciare a malincuore il contratto. In seguito andai a Gubbio, ma nel mio cuore c’era sempre il desiderio di tornare a Catania. Quando ricevetti la chiamata del club rossazzurro in Serie D ho chiesto al presidente del Gubbio – persona speciale – e alla dirigenza di farmi tornare in Sicilia. L’emozione più grande la provai quando dissi alle mie figlie che saremmo tornati a Catania, soprattutto Jolie che aveva fatto la scuola elementare lì. Lei si mise a piangere dall’emozione”.

Idilliaco il percorso in Serie D concuso con la vittoria: “Questo mi ha reso felicissimo, ma anche il fatto che una società così grande e una piazza del genere ha scelto me. In D poteva prendere chiunque, invece scelse me per vincere. Quando ti scelgono tra tanti giocatori vuol dire che oltre al campo riesci a dare qualcosa che ha spinto la società a puntare su di te. Si era creato il gruppo più bello della mia carriera, forse insieme ad altri 2-3, per l’entusiasmo generato nella piazza, con l’allenatore e la società. Ho vissuto un anno che auguro a qualsiasi giocatore di poter vivere. La nuova società non ci ha mai fatto mancare nulla e oggi per me è una delle più strutturate nel professionismo”. 

Le cose però non andarono meglio nella stagione successiva: “L’anno successivo iniziammo la stagione con Tabbiani rifacendo quasi tutta la squadra, eravamo rimasti in pochissimi. Lui ripartiva da zero e non è facile in una piazza abituata a vivere calcio vero. Non puoi usare lo stesso pensiero di Fiorenzuola perchè Catania non ti dà tempo, abbiamo faticato un pò ad assimilare i suoi concetti un pò per sfortuna anche. Avvenne, successivamente, il cambio di allenatore e fu rifatta di nuovo la squadra. Io ero disposto a rimanere fino al termine della carriera al Catania ma la società ha fatto altre scelte. Parlandone con mia moglie – tutte le scelte le ho condivise con lei – abbiamo deciso di continuare a vivere a Catania e di muoverci nell’hinterlard siciliano”.