Unione Venezia: Io ballo da solo di Davide Bertolucci

26.11.2012 15:43 di Daniele MOSCONI   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Unione Venezia: Io ballo da solo di Davide Bertolucci

Settimana scorsa il mondo della Lega Pro aveva creato i presupposti per ergersi a movimento capace di dare esempi diversi dal cliché generale, fatto di veleni e rancori non ancora sopiti, se mai lo saranno. TuttoLegaPro.com ha dato subito enorme risalto ad un evento più unico che raro: l'Arzanese nella giornata di martedì aveva deciso per l'esonero di mister Antonio Rogazzo. I giocatori sono riusciti a far tornare indietro i vertici del club, prendendosi tutte le loro responsabilità per l'andamento della squadra.

Questa settimana è accaduto qualcosa di simile. Non sappiamo dirvi se è più bello o meno di quello che hanno fatto i tesserati della società campana, però una cosa è certa: la diversità in Italia fa sempre notizia. In qualunque campo.

Il fatto - I protagonisti di questa storia sono tre. Ma bisogna raccontarla per bene, perchè i bei gesti non nascono dal nulla ma hanno sempre un inizio ben delineato. Minuto 93 di Forlì-Venezia, si era sul punteggio di 2-1 per gli ospiti. La squadra di Bardi stava producendo uno sforzo enorme per cercare di evitare la sconfitta. Su una palla che vagava in zona laterale, il giocatore forlivese Mattia Filippi, nell'intento di far pressing sugli avversari, andava in scivolata su Davide Bertolucci, difensore dei lagunari. L'intervento sembrava pericoloso e il direttore di gara, il signor Stefano D'Angelo di Ascoli Piceno non ci pensava due volte ed estraeva nei confronti del reo, il cartellino rosso.

A termini di regolamento l'arbitro stava solo applicando una regola. Nulla da eccepire. C'è un solo particolare: Davide Bertolucci, colui che aveva subìto il fallo, non credeva fosse giusto quello che stava per accadere e si spiegava all'ex giacchetta nera (un tempo i fischietti erano soliti entrare in campo tutti vestiti di nero), la quale, preso atto del bel gesto del ragazzo, tornava sulla sua decisione e Filippi, colpito da cartellino rosso per "errore", poteva rimanere in campo.

Non stiamo qui a far la morale a nessuno, però lasciatecelo dire: episodi come questo riavvicinano la gente allo sport. Il calcio in particolare, troppo colpito da scosse telluriche (calcioscommesse, moggiopoli e quant'altro) ha barcollato per molto tempo, ma perchè non crolli tutto, c'è bisogno di gesti come questi.

Sappiamo bene la vostra obiezione: il mondo del pallone non è fatto di santi ed eroi. Giustissimo, però noi siamo vecchio stampo e crediamo che la sportività non sia solo imporre per regola che la palla venga ridata all'avversario se un proprio compagno è a terra infortunato, ma questa diviene nobiltà d'animo prima che sportiva, quando viene compiuta con il cuore. Bertolucci, al 93' aveva tutto l'interesse a dichiararsi infortunato e urlare da attore per il fallo subìto, il Venezia vinceva e non veniva da un momento particolarmente felice. Non ha fatto niente di tutto ciò - qui sta la nobiltà del suo gesto - ma ha fatto presente all'arbitro che Filippi l'aveva sì colpito, ma non in maniera così violenta da meritare un cartellino rosso.

Per tutti quelli che pensano alla furbizia come una forma di profitto per "fottere" il prossimo, Davide Bertolucci, tornando al titolo del nostro articolo, ha deciso di ballare da solo. Intorno a lui, ci sono tutti quelli che amano lo sport e ritengono che di Davide Bertolucci ce ne dovrebbero essere molti di più ogni domenica.