Rivoluzione Monza, Armstrong licenzia Andrissi e presenta i nuovi dirigenti. E sul futuro di Asta...
Giornata di grandi novità in casa Monza. Indetta nel pomeriggio una conferenza stampa durante la quale il presidente biancorosso Anthony Armstrong-Emery ha annunciato l'allontanamento del Responsabile dell'Area Tecnica Gianluca Andrissi e presentato due nuove figure dirigenziali, attive fin da subito: si tratta del direttore generale Mauro Ulizio e del direttore tecnico Alfredo Pasini.
Il numero uno anglobrasiliano ha festeggiato con emozione l'accesso matematico alla Lega Pro unica conquistato dalla squadra biancorossa domenica scorsa dopo il poker contro la Torres, ma ha sottolineato come per lui il Monza non sia una "squadra da Serie C, ma più importante e più grande". Per questo è necessario costruire un nuovo progetto serio, professionale ed organizzato, che permetta di guardare al futuro in modo positivo: "Questo è stato un anno difficile e non sono riuscito a fare tutto ciò che avrei voluto. Ho avuto difficoltà anche all'interno della società a riorganizzarla come avrei voluto". Ed ecco la notizia che nessuno si aspettava: "Gianluca Andrissi non è più un dirigente del Monza". Ma le sorprese non sono finite: "Oggi è un nuovo inizio: oltre alle persone storiche, come Marinella Farina e Dino Oggioni, si ripartirà con chi potrà permettermi di sviluppare il mio progetto. Le decisioni non sono prese sulle persone ma sulle prospettive di sviluppo - ribadisce Armstrong. - Maurizio Prada è il nostro amministratore. Mauro Ulizio sarà il nostro nuovo direttore generale. Alfredo Pasini sarà il nostro direttore tecnico".
A prendere la parola è stato quindi il nuovo dg, Mauro Ulizio: "Sono di Cagliari, ma provengo dalla società del Bellaria. Sono cinque anni che lavoro nel mondo del calcio professionistico e sono stato anche al Montichiari. Sono più che onorato di essere stato chiamato dal presidente per lavorare in questo progetto, che è quello giusto per una piazza meritevole come quella di Monza. Spero di essere la persona giusta". A fargli eco il nuovo dt, Alfredo Pasini: "Ho lavorato per sei anni a Brescia, ricoprendo il ruolo di Responsabile dello Scouting, ma anche al Watford con Gianluca Nani. Ho abbracciato questo progetto perché ho visto tanto entusiasmo. Il nostro presidente è una persona esplosiva e non potevo rinunciare alla sua proposta".
Dopo le necessarie presentazioni, il discorso cade inevitabilmente sull'allontanamento di Andrissi, che aveva un contratto con la società biancorossa: "Sto strutturando un progetto da Serie A per il Monza, molto ambizioso e serio. E' un progetto a lungo termine fatto di investimenti importanti e voglio persone adeguate professionalmente a questo progetto" glissa il presidente che poi parla anche del futuro di mister Antonino Asta: "Non ho ancora parlato con Asta: potrebbe essere lui il nostro futuro tecnico, come potrebbe non esserlo. Per ora lo sarà per le prossime tre gare di campionato e per la finale di Coppa. Ma prenderò la giusta decisione, parlando anche con numerosi altri allenatori. Forse l'ambiente si destabilizzerà, ma il campionato non lo possiamo comunque più vincere, visto che lo ha vinto il Bassano e non è la mia principale preoccupazione". Sulla squadra futura, il presidente spiega: "Abbiamo numerosi giocatori in scadenza di contratto e dovremo organizzarci". Pasini quindi aggiunge: "Chi non ha ancora trovato accordo con altre società discuterà con noi. Prenderemo contatti con coloro che sono in scadenza, ma prima dovremo parlare col mister: dal tecnico dipenderà anche la composizione della squadra. Il concetto è quello di costruire la squadra più forte possibile, competitiva e che provi a salire in Serie B. L'anno prossimo sarà molto più difficile salire dalla Lega Pro unica alla Serie B che dalla Serie B alla Serie A. Gasbarroni? Se lui vuole e aiuterà a far crescere i giovani - quindi si aprirà ad un concetto più ampio rispetto a quello solo del giocatore - secondo me potrà essere con noi. Sicuramente ci vorrà una squadra di esperienza: i giovani dovranno essere di qualità". E ricorda: "Chi ha già firmato a gennaio non deve prenderci in giro e fare proclami di amore per la maglia".
Altro argomento caldo è la chiusura del Monzello, con l'apposizione di transenne che ne hanno limitato l'accesso ai tifosi: "Perché ho chiuso Monzello? Non sono un dittatore - conclude Armstrong-Emery. - Monzello come tutti i centri sportivi deve proteggere i giocatori della prima squadra, per questo bisogna controllare chi vi ha accesso. Volevo quindi proteggerla in vista della gara con la Torres".
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