AlbinoLeffe, Lopez: "Amareggiato: imbarazzanti se giochiamo di tacco"
Alle prime note de "I giardini di marzo" c'è una squadra che si abbraccia al centro del campo. No, non è l'AlbinoLeffe. Non può esserlo dopo che la squadra bluceleste confeziona in 37 minuti un doppio vantaggio che sembra godere del vento in poppa post-Cittadella. Poteva essere l'inizio di un ciclo positivo, la spinta per provare ad uscire definitivamente dalle zone pericolose di classifica. E invece no. Perché basta una Pro Patria che ci crede un minimo, perché le disattenzioni stanno diventando una croce per questo campionato seriano che non decolla mai. Produci una rete o due reti (come sempre nulla si può dire in merito agli approcci sempre davvero molto convincenti) ma il risultato non cambia: le defaillances sono sempre almeno in pari numero. Sta diventando davvero un rompicapo per mister Lopez risolvere questa problematica: l'AlbinoLeffe del primo tempo quasi non ha nulla da invidiare a quella versione briosa della scorsa stagione, ma le partite sembrano troppo lunghe per non riuscire a rovinare il quadro con una pennellata inopportuna. E non si può nemmeno segnalare una coperta davvero corta a causa di tanti, troppi infortuni che non sembrano vedere soluzione a breve. Ora mercoledì c'è subito il Novara. Generalmente dopo la delusione il turno infrasettimanale capita a fagiolo per voltare subito pagina ma, dati i fattori odierni, tirare il fiato non era un'opzione così disdicevole.
Parole dunque non così nuove, da parte bluceleste, nel post-partita di questo AlbinoLeffe-Pro Patria. Il paniere di considerazioni di Lopez è da tempo piuttosto consolidato, più consolidato di quello Istat che quattro giorni fa ha salutato almeno l'arrivo dei filati per uncinetto. Qui la cucina è più tradizionale: le fiammate da elogiare, i black-out da stigmatizzare, una rosa che ha perso qualche petalo di troppo.
"Io sono molto amareggiato" esordisce così il tecnico laziale alla prima domanda che la sala stampa dello Stadium pone. "Abbiamo preparato la partita in un modo e fino al 2-0 siamo riusciti a mettere in campo tutto ciò che si era studiato in settimana. Invece dopo il doppio vantaggio abbiamo cominciato a giocare con le suole: noi però non possiamo pensare di fare queste cose perché la classifica è lì a dirci che noi dobbiamo essere lavoratori e non siamo così bravi da giocare in punta di fioretto. La classifica dice che siamo scarsini, oppure bravini, ma sicuramente non bravi. Quando giochiamo con concretezza possiamo provare ad essere bravi, quando giochiamo di tacco siamo semplicemente imbarazzanti. La partita doveva finire sul 2-0, invece ci amareggiamo per un pareggio mentre la vittoria ci serviva anche perché stiamo attraversando un momento non semplice: dietro ho 4 assenti, non ho cambi; davanti ho il cambio di Sorrentino che non gioca da un anno e Angeloni che deve fare esperienza e che dobbiamo rivedere. Sto rischiando Sali che gioca sempre tutti i minuti, dunque anche davanti abbiamo qualche difficoltà in termini di alternative. L'analisi è cruda e deve essere cruda. Sappiamo, e non da oggi, qual'è il nostro limite: la mancanza di attenzione nei momenti critici. Non si può prendere gol su fallo laterale al novantesimo: allora vuol dire che non si è capito l'importanza della gara, anche perché il sabato si era messo bene per noi. Garattoni è uscito per infortunio, ha chiesto lui il cambio: peccato perché nel primo tempo anche Alessandro è stato molto funzionale al nostro piano. In questo momento i ricorsi rispetto all'andamento nel girone di andata non mi interessano: era una partita che andava portata a casa, anche perché fra due turni ci aspetta un ciclo di partite davvero ostico".
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