Arzignano nella storia. Di Donato: "Di noi si accorgeranno quando sarà troppo tardi"
La regular season dell'Arzignano Valchiampo si chiude con un rotondo 3-0 ai danni della Pro Vercelli, quindi con un nono posto e coi playoff conquistati: "Alla fine è la ciliegina che volevamo mettere su questo splendido percorso iniziato il 4 novembre con il mio arrivo - ha esordito in sala stampa mister Daniele Di Donato. - È stata una cavalcata bellissima. Penso che nell’ultimo periodo non ci sia stata squadra superiore a noi: nelle ultime sette-otto partite siamo stati quelli che hanno fatto più punti. Siamo stati bravi a crederci partita dopo partita, affrontando ogni gara con la giusta determinazione e con la voglia di fare qualcosa di straordinario. Oggi abbiamo scritto una pagina storica per l’Arzignano: siamo arrivati noni, un risultato mai raggiunto dall’Arzignano nel professionismo, nonostante una partenza un po’ in handicap. Abbiamo fatto cinque vittorie consecutive fuori casa, l’unico pareggio è arrivato contro il Renate (arrivato terzo), ma anche in quella partita meritavamo di vincere. Bravi ai ragazzi. In questo percorso vorrei ringraziare tutti: la signora Carla, Flaminio, Dario, i magazzinieri, i massaggiatori, i dottori. Ringrazio la società che mi ha permesso di lavorare sempre in serenità, il presidente che è stato sempre a disposizione, Chiara, Anna, Pippo e tutti coloro che sono stati vicini alla squadra senza far mai mancare una parola di conforto. Anche voi avete sempre creduto in questo gruppo. Un ringraziamento particolare va alla segreteria e a tutte le persone della sede. Ma voglio sottolineare soprattutto il mio staff: Federico, Nicola, Marco, Manlio e Max. Sono stati encomiabili, con una professionalità unica. Se abbiamo raggiunto questo risultato è soprattutto merito loro, che mi hanno supportato e sopportato nei momenti di difficoltà. Un grazie speciale anche a Matteo Togni, che ha sempre creduto in quello che stavamo facendo. E un ringraziamento particolare va al direttore Serafini, che mi ha riportato qui dopo sette anni. È stata un’emozione tornare il 4 novembre. Penso che il nostro sia un binomio vincente: la prima volta abbiamo vinto il campionato, questa seconda volta abbiamo raggiunto un risultato che forse nessuno si immaginava. È frutto anche del suo ottimo lavoro nella scelta dei ragazzi e soprattutto degli uomini giusti. Poi ci sono i miei splendidi ragazzi, che hanno fatto il resto. Io non ho mai avuto dubbi su di loro. Già dalla prima settimana ne parlavo con il direttore. Anche nel momento più difficile, quel mese con risultati non eccellenti ma con prestazioni comunque buone, ho capito che c’era tanto materiale per affrontare questo finale di stagione. Grazie a quegli “errori” oggi siamo qui a commentare un risultato importante per tutta la città di Arzignano. Oggi è stato bellissimo vedere lo stadio pieno e l’entusiasmo che questi ragazzi sono riusciti a riportare in città. Il percorso è stato grande e meritato. Come dicevo ai ragazzi: di noi non si parla mai. Quando si accorgeranno di noi, saremo già dentro. Lo dicevo qualche settimana fa: dobbiamo navigare bassi. Anche la settimana scorsa, vincendo a Busto, nessuno parlava di noi, ma tutti parlavano di Giana e Albinoleffe. Va bene così. Si accorgeranno quando sarà troppo tardi. E così è stato. Oggi siamo noni e andremo ad affrontare una bella gara contro il Cittadella. Loro dovranno fare la partita, hanno tutte le pressioni. Noi andremo a fare la nostra partita in maniera serena, convinti dei nostri mezzi. Da adesso in poi ci andiamo a divertire, perché tutto quello che arriverà sarà bonus. Questo però non vuol dire che andiamo già battuti. Ci prendiamo due giorni di stop, da martedì riprenderemo a battagliare perché vogliamo superare almeno il primo turno. Questa squadra ha dimostrato di poter fare qualsiasi tipo di risultato. Noi sogniamo e lasciateci sognare per un po’. Vedremo dove arriveremo".
Negli ultimi 90 minuti di fuoco, la squadra ha iniziato con un po’ di paura e tensione, però poi si è buttata in avanti e ha attaccato per 90 minuti: "È normale che siamo partiti un po’ timorosi. Abbiamo rincorso tanto e il percorso è stato tortuoso. Arrivare a questo punto, dove dipendeva tutto da noi, porta il rischio di avere il “braccino corto”, come si dice nel gergo tennistico. Sono ragazzi e alcuni di loro non avevano mai affrontato situazioni del genere, quindi quel timore iniziale ci sta. Invece, dopo l’approccio iniziale, abbiamo iniziato a martellare. Già nel primo tempo dovevamo andare in vantaggio. Abbiamo avuto la forza e la bravura di saper aspettare il momento giusto. Una volta arrivato il primo gol, la squadra si è liberata mentalmente e ha mostrato anche un buon calcio, con trame interessanti. Il risultato è ampiamente meritato. Adesso ci godiamo questa qualificazione tra le grandi: anche l’Arzignano oggi è tra le prime dieci del girone. Vedremo cosa succederà".
In chiusura si guarda ai playoff a Cittadella: "Affrontare il Cittadella per me ha un valore particolare perché lì ho finito la carriera da giocatore. Ho ottimi ricordi della società e della piazza. È una squadra blasonata che ha sempre fatto la Serie B, probabilmente con altre ambizioni, ma ha avuto i suoi problemi. Sarà un derby veneto bellissimo, e per fortuna non dovremo fare tanta strada. A parte gli scherzi, è una grande vetrina per noi. I ragazzi se lo meritano: andare a giocare a Cittadella è un’opportunità importante per una squadra giovane per mettersi in mostra e continuare a cullare il proprio sogno".
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