Cittadella, niente tifo organizzato contro l'Inter U23: il comunicato
Ecco il comunicato congiunto degìi gruppi ultras del Cittadella, in occasione della sfida contro l'Inter U23:
“Rabaltai e Nuove Leve domani, come ad ottobre in occasione del girone di andata, non saranno al loro posto a sostenere l’ASC. E’ una decisione difficile ma vogliamo essere coerenti con le nostre scelte e il nostro modo di vedere il calcio. Crediamo in un calcio autentico, fatto di passione, storia e tradizione e soprattutto lontano dagli interessi economici. Le squadre B rappresentano un modello che rischia di mettere in secondo piano le realtà locali come la nostra; realtà costruite nel tempo con fatica, sacrificio ed un legame indissolubile con la città e le proprie radici.
Le squadre B non rappresentano il calcio, non rappresentano un territorio, non rappresentano una comunità. Non hanno campi di provincia consumati dal tempo, non hanno derby, non hanno rivalità, non hanno una città che si riconosce in una maglia. Non hanno tutto questo che ci ha fatto innamorare del calcio da bambini. Crediamo che se tutto questo viene meno, viene meno anche il senso di ciò che questo sport dovrebbe essere. Le squadre B sono simbolo di un calcio malato, basato sul business e gli interessi di chi da anni ha voltato le spalle alla gente, alla passione e alla storia. Oggi non viene più premiato chi cresce, chi costruisce, chi rappresenta una città. Vincono solo i bilanci e i centri di potere e noi non ci riconosciamo in questo modello. Le squadre B non sono la soluzione dei problemi del calcio italiano e non servono a valorizzare i giovani come vogliono farci credere, servono solo per generare plusvalenze fittizie e vanno ad alimentare quel calcio marcio che noi vogliamo combattere.
Senza territorio non è calcio.
Senza storia non è competizione.
Senza la gente non è sport: sono solo affari.
Per questo domani resteremo lontani da uno stadio che rappresenta un’idea di calcio che non ci appartiene. Ovviamente non è in nostro potere evitare che si giochi ma possiamo e dobbiamo dissentire e mostrare il nostro schifo con la nostra assenza.
La nostra mancata presenza sui gradoni rappresenta la nostra posizione chiara e orgogliosa contro il calcio moderno perché il calcio deve essere sano, popolare.
NO ALLE SQUADRE B"
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