Giana E., Ruffini: "FVS va migliorato, servono più telecamere e uniformità"
Nella nuova puntata di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e Il 61, è stato ospite Luca Ruffini, difensore della Giana Erminio.
Direi che il tuo avvio di stagione è stato positivo: nove presenze in nove giornate, più una in Coppa Italia, quindi dieci in totale. Sei tornato nel calcio professionistico di Serie C dopo qualche anno da protagonista in Serie D. Parto con la domanda più classica: cosa ti ha convinto ad accettare il progetto Giana? Una squadra che, tra l’altro, è cambiata molto rispetto alla scorsa stagione: basti pensare che il tecnico Andrea Chiappella stasera sarà in panchina in Serie B con l’Entella.
"Tornare in Serie C era un obiettivo che avevo da tempo, da quando ero sceso in D. Appena si è presentata l’opportunità con la Giana, che è una società che punta molto sui giovani o su chi ha voglia di rimettersi in gioco, ho capito che era la scelta giusta per me. Inoltre, è arrivato anche il mister che avevo l’anno scorso (Vinicio Espinal, ndr), quindi non potevo dire di no".
Ieri il presidente del Cittadella, Gabrielli, ha dichiarato che dopo tanti anni ha ritrovato una Serie C cresciuta qualitativamente. Anche tu sei stato lontano dalla Lega Pro per qualche stagione: hai notato un’evoluzione nel livello del campionato?
"A livello tecnico, sinceramente no. Quando l’ho giocata in passato, secondo me c’era più qualità. Però il ritmo e l’intensità sono aumentati molto, e questo ha livellato il campionato. Ora è molto più fisico e preparato atleticamente rispetto a qualche anno fa".
Parliamo del prossimo avversario: andrete a far visita alla Pro Vercelli, una delle squadre che ha attirato più attenzione in queste prime giornate. Una squadra che finora ha solo vinto o perso, mai pareggiato. Che partita ti aspetti?
"Sicuramente sarà una gara difficile, giocata in casa loro, su un campo sintetico e con un bel pubblico. Sono una squadra forte, li stiamo studiando, ma andremo là per giocarcela e cercare di vincere".
Guardando la classifica, il Vicenza sembra avere una marcia in più. Non era scontato, considerando che in estate hanno cambiato tanto: guida tecnica, direzione sportiva, molti giocatori del ciclo legato a Stefano Vecchi. Subito dietro ci sono Lecco, Brescia, Alcione e Inter U23. Secondo te Lecco e Brescia possono insidiare il Vicenza o i veneti sono davvero un gradino sopra?
"Noi non abbiamo ancora affrontato il Vicenza, ma abbiamo giocato contro Lecco e Brescia. Sono due ottime squadre, con stadi caldissimi dove non è facile fare punti. Secondo me se la giocheranno fino alla fine. È ancora presto, il Vicenza ha qualche punto di vantaggio, ma ci sono tante giornate e tutto può cambiare".
Scorrendo la tua carriera, hai vestito anche la maglia della Feralpisalò, che possiamo considerare un po’ la “madre” dell’attuale Union Brescia del presidente Pasini. Che ricordo hai di quell’esperienza e del presidente, che ora ha accettato la sfida di una piazza più competitiva come Brescia?
"Ho un bellissimo ricordo, anche se per me è stato un anno difficile. Però già allora c’era una grande voglia di fare. Voleva portare la Feralpi in Serie B, e ci è riuscito. Quando ho letto che il Brescia era in difficoltà, ho pensato subito che l’avrebbe preso lui: è un imprenditore intelligente, fa sempre le cose per bene. È stata la scelta giusta, sia per lui che per la piazza".
In Serie C è arrivata la tecnologia: c’è chi è favorevole, chi dice che allunga troppo i tempi, chi preferiva com’era prima. Tu come la vedi?
"Io sono contento. È uno strumento che può aiutare, anche se secondo me va migliorato. Servono più telecamere, perché a volte manca proprio l’immagine giusta per valutare un episodio. È una buona idea, ma va perfezionata: a volte è un 50 e 50, non sai se c’è l’immagine, se è chiara per tutti. Serve più uniformità".
Guardando la tua carriera, hai già accumulato una buona esperienza nonostante i tuoi 28 anni. Ti chiedo di spogliarti per un attimo dei panni del calciatore della Giana e indossare quelli del talent scout. Hai visto in squadra, o magari tra i ragazzi della Primavera, qualcuno che ti ha colpito particolarmente?
"Sicuramente Berretta e Gabbiani. Sono giovanissimi ma hanno già dimostrato tanto: Berretta al Mondiale, Gabbiani in Primavera. Possono fare grandi cose, sono loro i principali su cui puntare".
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