Inter U23 di rigore, Alfonso non ci sta: "Partita equilibrata, ma manca chiarezza"
Dopo il successo per 1-0 dell’Inter U23 sulla Virtus Verona, deciso da un calcio di rigore nel finale del primo tempo, a parlare in mixed zone è Enrico Alfonso, portiere rossoblù. Analisi lucida, senza alibi, ma con alcune perplessità sugli episodi arbitrali e sulla fase offensiva della sua squadra: "È stata una partita tutto sommato equilibrata. Forse loro hanno avuto qualche occasione in più, ma non direi che siamo stati schiacciati. Arriviamo spesso negli ultimi metri, però poi facciamo fatica a concludere. Il loro portiere ha finito la gara senza fare interventi veri, questo dice tanto".
L’episodio chiave arriva nel finale del primo tempo, con il rigore assegnato ai nerazzurri. Alfonso spiega il proprio approccio dalla porta: "Quando non sono coinvolto direttamente cerco di isolarmi e concentrarmi solo sul rigorista. Sapevo che poteva essere un episodio determinante. La Gumina è uno che cambia spesso angolo, infatti negli ultimi tre rigori aveva calciato tre volte in modo diverso".
Sull’assegnazione del penalty, il numero uno della Virtus non entra nel merito tecnico, ma allarga il discorso: "In quel momento guardavo il pallone, perché ce l’avevo praticamente in mano. Però il fatto che Gigi Fresco non si sia presentato al momento dell’episodio alza l’attenzione: non è solo oggi, sono situazioni che ultimamente ci vedono spesso parte lesa".
Alfonso evidenzia anche confusione sull’utilizzo della tecnologia: "Ci hanno spiegato che, se l’azione viene completamente ribaltata, non rientra più nella competenza del VAR. Ma c’è poca chiarezza. È stato necessario un quarto d’ora per decidere, quindi qualche dubbio c’era. Mi sembra che gli arbitri stiano dando sempre più precedenza alla propria decisione se sono ben posizionati".
Dal campo, comunque, la sensazione è di una gara giocata alla pari: "Ho fatto due buone parate, ma non mi sono mai sentito sotto assedio dall’Inter U23. Primo tempo alla pari, nel secondo abbiamo concesso qualcosa in più in contropiede per la voglia di recuperarla".
Il vero tema resta la fase offensiva, aggravata dall’assenza di De Marchi: "La sua mancanza pesa, perché dava una soluzione diversa in profondità. Non parlerei di attaccanti che sbagliano gol: spesso hanno palle sporche, difficili. Dobbiamo riuscire a portarli in modo più pulito alla conclusione".
Sul momento di classifica e sull’esperienza personale, Alfonso indica la strada: "Da queste situazioni si esce solo col lavoro. Ce la giochiamo sempre sui particolari: un pizzico di cattiveria e di malizia in più. Non siamo mai stati una squadra morta, ce la siamo sempre giocata alla pari, ma perdiamo spesso sui dettagli".
Infine, sugli obiettivi stagionali: "La salvezza diretta è possibile. La classifica non è così deficitaria: basta vedere il Lumezzane, che con qualche risultato positivo è uscito dalla zona playout. In Serie C basta poco per cambiare tutto. È vero però che ultimamente raccogliamo meno punti rispetto alle prestazioni".
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