INTERVISTA TC - Siena, Guberti: "Spero che questo sia l'anno buono"

22.07.2019 18:40 di Niccolò Anfosso   Vedi letture
INTERVISTA TC - Siena, Guberti: "Spero che questo sia l'anno buono"

La nuova stagione calcistica si avvicina a grandi passi. Ci addentriamo negli ultimi giorni di luglio ed è dunque tempo dei ritiri, tappe fondamentali per preparare al meglio le prime partite stagionali. La Robur Siena, club toscano al suo quarto anno consecutivo in Serie C, si trova a Cascia, paese umbro situato a 600 metri s.l.m., da una settimana esatta, agli ordini del nuovo allenatore Alessandro Dal Canto. Nuovo staff, nuovi metodi e una nuova vita sportiva per la truppa toscana che si appresta a vivere un'annata ricca di impegni. La società è al lavoro per allestire una squadra competitiva che possa lottare per qualcosa di importante, con un mercato ancora tutto in divenire, che porterà entrate e conseguenti uscite, ma per i giocatori a disposizione è tempo di lavoro, sudore e fatica. In un momento di pausa, antecedente alla seduta odierna di allenamento, la nostra redazione ha avuto la possibilità, in esclusiva, di fare una piacevole chiacchierata con il trequartista bianconero Stefano Guberti, autentico fuoriclasse della terza serie nazionale, nonché uomo di assoluta esperienza e autore di 320 presenze tra i professionisti (di cui 80 in Serie A con le maglie di Ascoli, Roma e Sampdoria, ndr). Un giocatore che, nonostante i suoi 34 anni inoltrati, sa ancora spostare (eccome!) gli equilibri all'interno di una partita. Un'intervista a 360 gradi, in cui si è trattato di presente, con qualche flashback rivolto al passato e un occhio verso il futuro prossimo. 

Stefano, siete in ritiro da una settimana per preparare i primi impegni ufficiali (è notizia di oggi il sorteggio di Tim Cup che vedrà il Siena scendere in campo all'Artemio Franchi il 4 agosto contro il Mantova, per il primo turno di Coppa Italia): come procede il lavoro a Cascia?
"Stiamo lavorando bene da lunedì scorso, in un ambiente bello e non ci manca assolutamente nulla. Anche il campo da calcio è ottimo e le strutture sono ok. Tutto sta andando per il verso giusto. Non ci lamentiamo, insomma".

Passando al campo, quest'anno avete un nuovo allenatore: Alessandro Dal Canto, che dal punto di vista tattico predilige un modulo che avete già utilizzato lo scorso anno con il suo predecessore Michele Mignani. Che cosa si aspetta da lui e lui cosa si aspetta da lei?
"Beh, ovviamente mi aspetto che il mister ci dia la giusta e necessaria carica per provare a disputare un grande campionato. Con l'allenatore che abbiamo avuto, Mignani, ci siamo trovati tutti bene. La società ha deciso comunque di cambiare e Dal Canto si è presentato molto bene. Ha delle idee diverse dal vecchio allenatore e dobbiamo cercare di metterle in pratica per provare ad ottenere il più possibile risultati positivi. Su quello che poi sarà in campo, nonostante siamo all'inizio ovviamente ma, essendo uno tra i più esperti, la cosa certa è che devo aiutare i nuovi ad inserirsi al meglio nel gruppo e nella nostra mentalità per iniziare subito nel migliore dei modi".

Nuovo gruppo, nuovi giocatori: come procede l'ambientamento dei nuovi arrivati, anche se ovviamente ci saranno ancora degli acquisti?
"Per fortuna sono stati abbastanza veloci ad entrare nei nostri meccanismi, anche perché comunque noi siamo abbastanza disponibili a far entrare delle persone all'interno del nostro gruppo, nel momento in cui si comportano nella maniera corretta. Sono arrivati con il piglio giusto, con la voglia giusta e con la determinazione corretta. Per ora dunque procede tutto bene e sicuramente arriverà qualcun'altro a darci un'ulteriore mano perché la rosa va ancora completata in alcuni settori. Noi siamo qua a disposizione e la cosa fondamentale è che, non essendo una squadra che può spendere le cifre che spendono alcune corazzate, vengano tutti con la giusta mentalità e con la voglia di sacrificarsi e soffrire, perché solo in questo modo si possono ottenere dei risultati, quando una squadra non ha la possibilità, come detto appunto, di investire certe somme di denaro". 

A proposito di cifre: sappiamo tutti che lei a gennaio è stato molto vicino a lasciare la Robur, avendo avuto una proposta molto allettante dalla Reggina: che cosa l'ha spinta a rimanere a Siena?
"Sinceramente, se avessi avuto qualche anno di meno, ci sarei andato di corsa in Calabria. Ma io qui avevo già pianificato un progetto più ampio, non legato solo alla parte calcistica perché c'è anche l'aspetto post carriera. A me piacerebbe fare l'allenatore e avevo già parlato con la società in questo senso, quindi ci sono stati tanti fattori che mi hanno portato alla permanenza a Siena: il fatto che la mia famiglia si trovi bene, la serietà della società, e anche come loro (riferendosi ai componenti societari della Robur Siena, ndr) mi hanno coccolato e fatto sentire importante. Ero certamente lusingato dall'offerta della Reggina, però ho deciso di non guardare solo il lato economico ma anche altre componenti, che sono risultate decisive nell'ottica della scelta".

Anche se è ancora presto e manca ancora un mese abbondante alla fine del mercato e all'inizio del campionato: alla luce dei gironi, vuole dare un giudizio sul raggruppamento che andrete ad affrontare? 
"Beh, penso che ci sia una squadra che, per quello che ha speso e per i giocatori che ha in rosa, sicuramente ha molto di più delle altre, e parlo del Monza ovviamente. Poi ci sono altre squadre che come ogni anno lottano al vertice e se la giocano: è il caso nostro, così come quello della Carrarese, la Pro Vercelli, la Juve U23...ci sono molte formazioni e sarà un campionato difficile come al solito. Penso di non dire una fesseria se affermo che il girone del sud è sulla carta il più difficile di tutti perché ci sono delle piazze importanti con squadre altrettanto importanti e ritengo dunque quello il girone più tosto di quest'anno".

Parlando a posteriori e di quello che è successo lo scorso anno: in casa Robur, può aver influito la vicenda ripescaggi nell'andamento complessivo della squadra?
"Sì, sicuramente. Forse abbiamo sbagliato noi, perché, nonostante siamo riusciti a distanziarci dalle notizie che arrivavano e da quello che succedeva, la testa, anche non volendo, andava sempre là. E penso che sia quello il motivo per cui non siamo riusciti a partire, dal punto di vista dei risultati più che altro, con la marcia giusta. Perché secondo me è fondamentale riuscire ad iniziare il campionato in modo giusto andando ad acquisire consapevolezza attraverso i risultati del campo: questo all'inizio dello scorso torneo ci è mancato e sono poi quei punti che ci sono mancati per lottare per qualche posizione migliore. Siccome a me non rimane tantissimo da giocare spero che questo che stiamo andando ad affrontare sia l'anno buono per fare un gran campionato e per essere lì a lottarcela con tutti. L'obiettivo è quello di essere fastidiosi dalla prima all'ultima giornata e far si che una cosa molto difficile possa diventare possibile".

Lei prima ha parlato del post Guberti, io le chiedo invece che cosa può ancora dare Stefano Guberti al Siena.
"Io fino a quando le gambe andranno cercherò di dare una mano in campo ma anche fuori. Oramai non sono più un ragazzino e quindi è importante anche per i giovani l'immagine che posso dare io di come uno dovrebbe comportarsi e agire durante gli allenamenti della settimana. Insomma, cerco di fare quello: essere d'aiuto ai più giovani e ad insegnargli ciò che ho imparato nel corso degli anni con le diverse esperienze che ho avuto. Poi io penso che sia sempre il campo a giudicare fino a quando un calciatore è in grado di giocare e per fortuna lo scorso anno sono riuscito a fare un buon campionato nonostante non sia più "un giovanotto" (sorride, ndr) e spero di riuscire quest'anno a ritagliarmi quello spazio per cercare di dare la giusta mano alla squadra. E se riuscissi a fare ciò, insieme ai compagni, si creerebbe quel gruppo vincente che è fondamentale per vincere o provare a vincere".