Intervista TC

Dg Carpi: "Giani top per la categoria, serve la massima unità e compattezza"

Dg Carpi: "Giani top per la categoria, serve la massima unità e compattezza"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 21:00Primo piano
di Antonino Sergi
fonte Raffaella Bon

Quattro entrate e quatto uscite per il Carpi in questa sessione di riparazione, dall'arrivo di Giani all'addio di Cortesi.  A tal proposito, ai microfoni di TuttoC.com, è intervenuto il direttore generale Enrico Bonzanini: "Un mercato complesso, d'altronde la finestra di riparazione è la più articolata e toglie serenità nella quotidianità nel bel mezzo del campionato. Nonostante ciò ritengo che la rosa ne esca mutata in senso positivo. Non erano previsti così tanti movimenti ma la partenza di Matteo Cortesi e la catena di infortuni hanno reso necessario un cambio di strategia in corsa. Il ritorno di Filippo Puletto ci garantisce qualità e imprevedibilità negli ultimi 20 metri permettendoci di azzerare i tempi di ambientamento, conoscendo lui benissimo la nostra realtà;

Elia Giani è un calciatore "top" per la categoria e ha caratteristiche che si intersecano perfettamente con le idee e la struttura tattica di mister Cassani. Per quanto concerne le operazioni "last minute": Mattia Gaddini è un calciatore con un motore e fisicità importanti, che ha numerosi colpi nel proprio bagaglio tecnico e ci da qualcosa di diverso aumentando il nostro coefficiente di imprevedibilità; Mattia Benvenuto è un ragazzo giovane ma con buona struttura, che ha già avuto l'opportunità di esordire in Serie B. Ci tengo a salutare Riccardo Forte e Alessio Arcopinto: non è semplice cambiare squadra a stagione in corso e a maggior ragione nell'ultimo giorno di mercato. Sono due ragazzi eccezionali che si sono sempre comportati da professionisti sino all'ultimo secondo in maglia biancorossa". 

Qualche rammarico per qualche operazione?
"Ho il rammarico di non aver fatto tre punti con la Sambenedettese, di non aver pareggiato con la Ternana e di aver perso male a Forlì...questo si. Per il resto, come sempre, si è fatto il massimo chiedendo uno sforzo extra al Presidente Lazzaretti, con un occhio alle esigenze tecniche ed un altro alla sostenibilità". 

Un mercato volto a migliorare la squadra, ma il vostro obiettivo?
"Colgo l'occasione per parlare, in trasparenza, ai tifosi e a chi vuole bene al Carpi: urge la massima unità e compattezza, ragionando un allenamento alla volta senza dannose e inutili tabelle, per raggiungere la salvezza. Questa deve essere la nostra ossessione: il resto è fantacalcio. E non lo dico per minimizzare il valore di una rosa che ha importanti valori tecnici e umani: lo sostengo perchè la forza dell'AC Carpi è nella voglia ossessionata di migliorarsi: per i fighetti qua non c'è spazio. Contro Ternana e Samb si è visto un Carpi da battaglia: questo serve". 

L'operazione più complicata?
"Tutti i volti nuovi hanno mostrato un tratto distintivo: l'entusiasmo nel venire a Carpi. Per noi è fondamentale e, nonostante nessuna trattativa sia semplice, questo fa tutta la differenza del mondo". 

Un mercato comunque più povero anche in Serie A.
"In Italia c'è una cultura e una narrazione sul calciomercato che va cambiata in maniera radicale, e la comunicazione riveste un ruolo fondamentale. Non vedo un mercato più povero, ma più oculato. Ai tifosi e alle piazze va sempre e solo raccontata la verità: le società di calcio, spa o srl, sono aziende: non esiste azienda che possa permettersi un costo dei dipendenti pari al 70/80% del fatturato o di chiudere costantemente i propri bilanci in passivo. Chi lo fa si espone a rischi di sopravvivenza: e sui posti di lavoro, sulla stabilità e sulla passione delle persone non si scherza. Non rimpiango il passato, da questo punto di vista, ed anzi specialmente in Serie C sta crescendo una generazione di imprenditori e dirigenti oculati che non vivono il calciomercato come una serata a Las Vegas". 

Quale squadra di C si è mossa meglio?
"Per rispondere serve mettere sulla bilancia, per ogni club, sia le operazioni in entrata che quelle in uscita e confrontarle con necessità e obiettivi. Si tratta di un equazione complessa. Stante questa premessa mi auguro che alla fine della stagione potremmo essere considerate fra le Società che hanno fatto le scelte più oculate".