Lumezzane, Troise: "Tra ferita e soddisfazione di aver chiuso a nostra immagine"

Lumezzane, Troise: "Tra ferita e soddisfazione di aver chiuso a nostra immagine"TMW/TuttoC.com
Emanuele Troise
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Oggi alle 22:15Girone A
di Valeria Debbia

Emanuele Troise, tecnico del Lumezzane, ha tracciato ai canali social del club rossoblù un bilancio generale della stagione, partendo proprio dagli ultimi giorni dopo la partita con il Cittadella: giorni carichi di emozioni, ricordi e gioia. "Giorni davvero intensi. Era doveroso concedere ai ragazzi questi momenti di sport alternativi dopo un’annata così tosta. Hanno capito fin dall’inizio l’importanza della cultura del lavoro, dell’applicazione e della determinazione da mettere in ogni allenamento, e lo hanno fatto fino alla fine. Ho spiegato loro che, in vista di un lungo periodo di inattività, queste attività potevano essere un ottimo modo per mantenere la condizione fisica, ma soprattutto per viverle con gioia. Perché in questi momenti vengono fuori i bambini che sono in noi. Paradossalmente, nel nostro mondo, con risultati, aspettative e tensioni, spesso il calcio viene vissuto senza quel piacere che invece dovrebbe avere, a differenza di tanti altri sport che si esaltano proprio in questa componente ludica".

Dall’ultima partita è passata poco più di una settimana. Il rammarico per come è finita è ancora fresco: "Qual è la sensazione che prevale in questo momento? Per noi uomini di campo, che viviamo per la posta in palio, soprattutto quando quella posta l’abbiamo coltivata e inseguita ed eravamo vicinissimi a raggiungerla, ogni sconfitta ha bisogno di tempo per essere elaborata. Serve ancora qualche giorno, poi arriverà il momento in cui metteremo tutto alle spalle. Rivedendo la partita a caldo, confermo che la squadra ha chiuso la stagione con onore. Abbiamo avuto tante occasioni per cambiare l’inerzia della gara. Da una parte resta la ferita perché eravamo a un passo dai playoff nazionali, che avrebbero cambiato tutto. Dall’altra, però, c’è la grande soddisfazione di aver chiuso la stagione a nostra immagine e somiglianza".

"Qual è la soddisfazione più grande di questi nove mesi vissuti insieme? Per me, e credo per tanti allenatori, è riuscire a creare una squadra a propria immagine e somiglianza. Non è per niente scontato. Abbiamo costruito una squadra capace di cambiare pelle tante volte in base alle circostanze, agli obiettivi e ai momenti della stagione, mostrando grande disponibilità e flessibilità. Una squadra utile, che sapeva difendere quando serviva e attaccare quando era necessario. Soprattutto, una squadra ambiziosa, che non si è mai accontentata, che ogni settimana alzava l’asticella. Una squadra che ha capito l’importanza del contributo di ogni singolo giocatore. Per me è stata una grandissima soddisfazione riuscire a coinvolgere un numero così alto di elementi della rosa. Oltre all’aspetto calcistico, sono riuscito a separare la figura dell’allenatore da quella della persona Emanuele Troise, creando una connessione stupenda con il gruppo: giusta distanza e rispetto sul campo, ma anche complicità e vicinanza umana fuori. Ho potuto conoscere storie personali difficili di tanti ragazzi e questo, per me, è il traguardo più importante".

Una frase che il tecnico ha ripetuto spesso è: “C’è un Troise di campo che fa le scelte e un Troise fuori campo sempre disponibile se avete bisogno”. Rappresenta molto la sua persona. "Rappresenta me come persona, ma senza i protagonisti non si va da nessuna parte. Non smetterò mai di dire quanta riconoscenza ho verso questi ragazzi e verso tutto lo staff: tecnico, medico, fisioterapico, della comunicazione, magazzinieri… Tutti hanno contribuito in maniera determinante. Questa stagione è stata esaltante e sublime anche grazie a loro. Abbiamo collezionato record importanti: quattro derby vinti su quattro, 14 clean sheet, 13 risultati utili consecutivi (record del nuovo millennio), record di punti in trasferta nella storia del Lumezzane, un attaccante in doppia cifra dopo 12 anni e una rimonta incredibile dopo una partenza con zero punti nelle prime cinque giornate. Nessuna squadra nella storia della Serie C era mai riuscita a salvarsi e arrivare ai playoff dopo una partenza del genere. È la dimostrazione che credere con passione in certi ideali e lavorare con costanza porta risultati".

Un altro fiore all’occhiello è stata la valorizzazione dei giovani. Spesso la squadra è scesa in campo con sei/sette under titolari, fino ad arrivare a nove under negli ultimi minuti contro il Cittadella: "Non ho regalato niente a nessuno. I giovani mi hanno seguito, sono inciampati, si sono rialzati e hanno creduto in quello che proponevo. Hanno qualità tecniche e cognitive importanti. Non lascio mai indietro nessuno, ma allo stesso tempo non aspetto chi non tiene il passo, perché il calcio dei grandi non aspetta. Ogni giorno si ripartiva da zero, correggendo errori e insistendo sulle difficoltà. Tutti sono cresciuti tantissimo e sono convinto che si porteranno dietro questa esperienza, continuando ad alzare il loro standard".

"Se c’è un episodio di questa stagione che cambierei? No. Qual è stata invece l’emozione più grande di questi nove mesi? L’emozione più grande è stata ieri, nel salutare il gruppo. Non perché ci siano già scelte definitive, ma perché questo gruppo verrà in parte diviso. Anche se dovessero mancare solo due o tre giocatori, sarà un altro gruppo. Salutarli è stato un momento emotivamente molto forte. Nel calcio ci sono gli “arrivederci”, e averlo fatto in questo modo è stato bello".

Troise ha fatto provare emozioni forti anche alla città, alla tifoseria e alla società, con cui si è creato un legame fortissimo: "Il legame è nato dal primo giorno, dalla presentazione. Ho capito subito che questa è una comunità speciale, con un’energia e un incoraggiamento incredibili. Gratificarli con le nostre prestazioni è stata un’altra grande soddisfazione. Spesso si parla di numeri di tifosi. Io dico: pochi ma grandi. Sono un esempio, perché amano i colori della maglia e non cambiano fede a seconda dei risultati. I lumezzanesi sono così".

Chiusura a bruciapelo: il 16 settembre, giorno della presentazione in piazza con 1500 persone, con la squadra a zero punti dopo cinque sconfitte, Trosie si sarebbe mai aspettato di vivere tutto questo? "Esiste il Troise razionale, che quel giorno pensava prima di tutto alla salvezza, perché era quello che chiedeva la classifica. Ma c’è anche il Troise ambizioso, quello che va oltre la logica. Ho sempre coltivato e sognato questo percorso, coinvolgendo tutte le persone che mi hanno affiancato in questo meraviglioso viaggio".