Pres Carrarese: "Il secondo posto non può essere uguale al ventesimo"

15.05.2020 23:30 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
Pres Carrarese: "Il secondo posto non può essere uguale al ventesimo"

Il presidente della Carrarese, Fabio Oppicelli, ai microfoni di Gianlucadimarzo.com ha analizzato la lotta per la quarta promozione in Serie B: "Il merito sportivo? In Assemblea non era chiaro il nome della squadra. Nei dibattiti pre-votazione è stato spiegato questo calcolo ma non è stato detto il nome della squadra anche se secondo me non è questo l'importante. Il punto è che per noi non è sportivo per niente vincere un campionato o una promozione con questo metodo. Da noi ci sono 3 gironi diversi, sostanzialmente sono 3 campionati diversi. Col senno di poi diventa tutto facile. Il nostro obiettivo da sempre è stato puntare alla Serie B, realisticamente raggiungendo il secondo posto. L'abbiamo ottenuto seppur con qualche inciampo. Capiamo tutto ma che a un certo punto succeda che il secondo posto è uguale al ventesimo non ha logica nè meritocrazia sportiva. Noi quindi abbiamo pensato subito che si doveva tornare a giocare, questa era la prima scelta. Avremmo preferito accodarci al sistema calcio Italia. Ci siamo sempre complimentati con la Lega e col presidente Ghirelli, in questo caso però il nostro pensiero era che si poteva pazientare un attimo sulla decisione di interrompere il campionato. Noi ci siamo astenuti sulla questione delle prime tre, non perché fossimo contrari ma perché nel caso di ripresa anche loro dovevano vincere sul campo. Merito sportivo? Non c'è nessuna meritocrazia, nè sportiva, nè matematica. Come facciamo a usare uno stesso metro di misura con avversari diversi? Nessuno ce l'ha col Carpi. La competizione sportiva ben venga. Il problema è il metodo.​

Sono stati superiori i favorevoli e gli astenuti rispetto a chi ha votato 'no'. Parere contrario dei medici dei club? Nel corso dell'Assemblea si è parlato anche del costo per le società e veniva fuori una cifra importante, circa 100mila euro soltanto per gli allenamenti senza considerare le partite. L'ipotesi però era anche di ridurre questo costo facendo un playoff ridotto, era una pista percorribile. Non si può andare a casa da secondi come fossimo la 20esima. Abbiamo fatto anche investimenti diversi... E' una questione di metodo. E di concetto. La Serie C soffre perché non è un campionato autogestibile e se aumentassimo le squadre sarebbe una contraddizione.

Bisognerebbe innanzitutto capire quale sia stata la decisione. Se c'è un metodo che non ci premia ma è sacrosanto saremo d'accordo, mentre se dovremo far valere le nostre ragioni lo faremo nel rispetto di un obiettivo che vediamo invalidato. Ma la prima scelta è sempre avere la possibilità di giocarcela sul campo. Tre promozioni e tre retrocessioni senza giocare? Le ipotesi sono tante, non abbiamo una risposta per tutto. A istinto dico che non saremo contenti, visto che verrebbero cambiate le regole iniziali. Comunque parliamo di una situazione grave e inaspettata e quando ci sono situazioni straordinarie prevedono decisioni straordinarie ma ci auguriamo che siano eque. Stadio omologabile per la B? Ci penseremo dopo".