Pro Piacenza, un morto che cammina: ma di eutanasia non se ne parla

10.01.2019 06:00 di Claudia Marrone Twitter:   articolo letto 2688 volte
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Pro Piacenza, un morto che cammina: ma di eutanasia non se ne parla

Un'agonia che sembra non voler finire, e che trova sempre nuova linfa nella determinazione di patron Maurizio Pannella nel voler evitare radiazione dal campionato e fallimento. Ma il Pro Piacenza ha veramente tutte le sembianze di un morto che cammina, per svariati aspetti.
A cominciare da quelli legati alle penalizzazioni. La mancata disputa della gara contro la Robur Siena, è infatti costata al club un ulteriore -1 in classifica, ma è attesa a breve l'altra mazzata per il mancato pagamento delle spettanze che scadevano in data 16 dicembre, e che potrebbe anche aggirarsi intorno ai 10 punti. Non solo, per evitare anche altri 8 punti da sommare a questi 11, Pannella dovrà presentare entro il 17 gennaio la sostitutiva fideiussione dopo la vicenda Finworld (QUI).
Considerando l'attuale classifica, che vede la squadra con 13 punti, le nuove lunghezze andrebbero... sotto zero.

Ma ovviamente le problematiche non sono finite e sono legate alla squadra. Non risultano al momento esserci comunicati circa il calciomercato e l'impossibilità del Pro a effettuarlo, al netto delle inadempienze è concesso a tutte i club di operare in questa finestra di riparazione (salvo che non cambi qualcosa a breve, e non è da escludere): la sensazione, però, è che, salvo alcuni eventuali prestiti, nessuno sposi la causa degli emiliani. In campo la Berretti? Probabilmente si, le intenzioni del numero uno rossonero sono queste, ma è ovvio che così facendo si leverebbero energie e giocatori a quella formazione che ha comunque un suo campionato da onorare: nella sostanza, un gatto che si morde la coda. 
Non solo, anche tra le giovanili è stato fuggi fuggi generale.

Ipotizziamo comunque che Pannella riesca nel suo delirante intento, c'è una squadra che il 20 scenderà in campo con l'Alessandria.
Premessa: sforato il bonus delle tre gare già non giocate, che i calciatori rimasti proseguissero nello sciopero la radiazione della società si avrebbe comunque. 
Ma qualora appunto si trovasse una rosa da mandare in campo, dove si giocherebbe la gara? La radiazione scatta anche se le porte del "Garilli" saranno chiuse e non ci sarà un altro impianto, preventivamente comunicato, disposto a ospitare la truppa di Maspero, uno dei pochi (se non l'unico) allenatore rimasto. Si è parlato di Santarcangelo di Romagna, ma sono solo voci. E i cancelli del "Garilli" difficilmente saranno aperti, considerando che il Piacenza, gestore dell'impianto, sta ancora aspettando il pagamento dell'affitto per la gara contro l'Arezzo, giocata il 12 dicembre.

Occorre davvero aggiungere altro?