Pro Vercelli, Iotti: "La Triestina ha fatto tanto per me, spero si risollevi"
Ilario Iotti, centrocampista della Pro Vercelli, ha indossato la maglia della Triestina nell'ultima stagione "normale" della società alabardata, la 2021/22: un'annata serena a livello societario con il presidente Biasin e competitiva in campo con Bucchi in panchina, chiusa al quinto posto nel girone e con l'eliminazione ai playoff contro il Palermo. Da allora è alla Pro Vercelli, dove domenica affronterà proprio l'Unione, ma - dalle colonne de Il Piccolo - sottolinea come sia stata proprio l'esperienza a Trieste a rilanciarlo come giocatore.
Sull'attuale situazione della Triestina dopo la sua partenza: «Un enorme dispiacere. All’epoca la mia scelta di andare via da Vercelli e venire a Trieste era proprio perché la consideravo tra le prime piazze per stadio e ambizioni, per me era un importante salto in avanti. Ora vedere una società storica ridotta così fa davvero male. Purtroppo nel mondo del calcio ci sono persone che fanno disastri e mandano a picco le società, ora spero proprio si risollevi».
Sull'estate 2022 che ha cambiato tutto :«Sì, anch’io alla fine sarei rimasto volentieri a Trieste se non fosse successa la morte del presidente Biasin e poi mille altre cose. Ma l’estate precedente, quando da Vercelli sono venuto a Trieste, ho fatto la miglior scelta della mia carriera e la rifarei altre cento volte».
Perché quella scelta è stata decisiva: «Perché ho rischiato: tra i giocatori arrivati ero tra i meno conosciuti, in alabardato ce n’erano tanti di gran calibro. Ma ho fatto una buona annata, ho giocato tanto e quell’anno mi ha risollevato come giocatore».
Sul suo ritorno a Vercelli e sul presente: «Abbiamo vissuto qualche problema l’anno scorso, ora c’è una società nuova che non fa mancare nulla e siamo fortunati a essere in una realtà dove fila tutto liscio».
Sul tecnico Santoni (suo ex allenatore a Trieste): «Difficilmente sono uno a cui non vanno bene gli allenatori e mi trovo molto bene anche con lui. E poi ha un’idea di calcio propositiva con palla sempre tra i piedi che a me piace molto, quindi con me sfonda una porta aperta. La sua esperienza a Trieste non andò bene, ma credo che quest’anno stia facendo una buona annata».
Il maggior pregio di Santoni quest'anno: «Che sta facendo bene con una squadra che era una scommessa, molto giovane e totalmente nuova, composta da alcuni che hanno fatto i playout, altri provenienti dalla Pro Patria che avevamo battuto agli spareggi, alcuni giovani di proprietà che non avevano mai visto la serie C, olandesi che il calcio italiano non l’avevano mai visto».
L'augurio finale per la Triestina:«Per quello che la Triestina ha fatto a me, perché mi ha davvero cambiato, spero torni presto su. Non si può pensare a Trieste in serie D, anzi è una piazza che non centra niente neanche con la serie C».
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