Top & Flop di Dolomiti Bellunesi - Trento
Novanta minuti di tanto fumo e niente arrosto, come spesso accade quando le motivazioni sono squilibrate e la tattica prende il sopravvento sull'istinto. Allo "Zugni Tauro" di Feltre, davanti a una cornice discreta, Dolomiti Bellunesi e Trento si dividono la posta in palio con uno zero a zero che racconta molto di entrambe le squadre: della Dolomiti che ha scelto con intelligenza di non scoprirsi, del Trento che ha creato tanto ma concretizzato nulla, fermato da un Consiglio in una delle serate più luminose della sua carriera.
Parte subito forte il Trento, che prende in mano il pallino del gioco e inizia a macinare occasioni con una certa continuità. All'8' è Marconi a impensierire per primo la retroguardia ospite con un destro dal limite, ma è una fiammata isolata in un primo tempo che appartiene quasi interamente ai gialloblù. Al 17' arriva il primo brivido vero: Capone scatta in contropiede, si trova a tu per tu con Consiglio e l'estremo difensore rosanero compie il primo di una lunga serie di interventi provvidenziali. È solo l'antipasto. Al 31' arriva il piatto forte: Chinetti dal limite lascia partire un tiro perfetto destinato all'incrocio, ma Consiglio vola letteralmente e devia in corner in una parata che fa alzare in piedi l'intera tribuna. Un minuto dopo, sul corner successivo, Aucelli va a botta sicura e il portiere si supera ancora una volta. Il Trento insiste, spinge, costruisce, ma ogni volta che sembra sul punto di sfondare trova la risposta giusta dall'uomo in maglia da portiere della Dolomiti. Al 36' ci prova Chinetti con una bordata dal limite dopo uno schema su punizione con Capone, Consiglio risponde presente. Anche il primo tempo termina sullo zero a zero, con il Trento che ha avuto le occasioni migliori e la Dolomiti che ha retto grazie all'organizzazione difensiva e alle prodezze del suo numero ventidue.
La ripresa si apre con gli stessi interpreti e gli stessi schemi, ma il copione cambia leggermente. La Dolomiti prende coraggio, si affaccia con più convinzione nella metà campo ospite e crea qualche grattacapo alla retroguardia trentina. Al 50' Pellegrini sfiora il vantaggio su contropiede di Chinetti con una rasoiata dal limite che lambisce il secondo palo, e si capisce che il Trento non è disposto ad aspettare. Al 55' è ancora Pellegrini a impegnare Consiglio, partito sul filo del fuorigioco e servito in profondità, con il portiere che devia in corner con sicurezza. Due minuti dopo arriva la parata più bella della serata: Chinetti carica il mancino a giro dal limite, traiettoria perfetta, e Consiglio si distende in due tempi per blindare ancora la porta. Bonatti però non sta a guardare e inizia a muovere la panchina: dentro Vacca per Toci, e la giovane punta si rende subito pericolosa al 64' con un contropiede ben gestito e un destro a lato di poco. La Dolomiti ci crede, lo "Zugni Tauro" spinge, e il finale si trasforma in una bolgia. Al 77' Consiglio lascia il campo tra una standing ovation meritata e commossa, accolto come un eroe dai propri tifosi. Entra Zecchin, ma il copione non cambia. Al 90' la più grande occasione della serata: il Trento pasticcia in costruzione, la sfera arriva a Mignanelli che si ritrova davanti a Barlocco, ma il portiere ospite lo ipnotizza e salva il risultato. Poi è la Dolomiti a sfiorare la gioia al 97', con Vacca che in un tre contro uno incredibile calcia fuori vanificando un contropiede d'oro. Il fischio finale arriva come una liberazione per entrambe le squadre, con il pareggio che fotografa bene l'equilibrio della serata, ma non restituisce fino in fondo l'emozione di una partita bella, intensa, vissuta con il cuore da chi era sugli spalti.
Ecco i Top&Flop del match
TOP
Leonardo Consiglio (Dolomiti Bellunesi): quando si dice che una partita la fa un singolo, questa sera lo si è potuto constatare con gli occhi. L'estremo difensore della Dolomiti Bellunesi è stato semplicemente straordinario, il migliore in campo senza discussioni, l'uomo che più di ogni altro ha permesso ai rosanero di portare a casa un pareggio che al novantesimo vale oro quanto la salvezza già conquistata. Consiglio non si è limitato a parare, ha governato la propria area con autorità, con una presenza fisica e mentale che ha trasmesso sicurezza all'intera linea difensiva. Al 17' si supera su Capone lanciato in contropiede in una situazione potenzialmente letale, con un intervento istintivo che di fatto tiene in piedi la partita. Al 31' vola letteralmente sull'incrocio per deviare il tiro perfetto di Chinetti dal limite dell'area, una parata da antologia che ha fatto alzare in piedi l'intera tribuna, avversari compresi. Al 57' si ripete su un mancino a giro dello stesso. MONUMENTALE
Sergio Barlocco (Trento): anche dall'altra parte il portiere ha fatto la differenza, ed è giusto riconoscerlo. Barlocco non ha avuto la mole di lavoro del suo collega avversario, ma nelle due occasioni più pericolose create dalla Dolomiti Bellunesi si è fatto trovare pronto con interventi puliti, sicuri e tempestivi, quelli che nel calcio si chiamano parate decisive perché arrivano nel momento esatto in cui la partita potrebbe girare. Il Trento fino al novantaseiesimo ha continuato a spingere alla ricerca del gol, e sapere di avere alle spalle un portiere affidabile ha permesso alla squadra di Tabbiani di non preoccuparsi troppo delle ripartenze avversarie. AFFIDABILE
FLOP
Marco Ezio Fossati (Trento): rientrava da titolare dopo due giornate trascorse in panchina, e ci si aspettava che il capitano del Trento potesse dare alla manovra quella fluidità e quella qualità che nei momenti chiave della stagione aveva saputo garantire. Invece la serata di Fossati è stata al di sotto delle aspettative, una prestazione opaca che ha finito per penalizzare il gioco della squadra nei momenti in cui avrebbe avuto più bisogno di un riferimento in mezzo al campo. In fase di possesso non è riuscito a imprimere il ritmo necessario alla manovra, perdendo troppo spesso palla in zone pericolose e sbagliando scelte che in altre circostanze avrebbe gestito con ben altra qualità. Sui calci piazzati, uno degli aspetti su cui il Trento ha puntato molto nel corso della stagione, è mancata quella precisione millimetrica che ci si attendeva dall'uomo di maggiore esperienza in campo. SOTTOTONO
Giacomo Marconi (Dolomiti Bellunesi): il compito che gli era stato assegnato era chiaro fin dal primo minuto: tenere palla, proteggere la sfera, fare salire la squadra quando il momento lo richiedeva, e poi essere pronto a pungere nelle situazioni di ripartenza che il piano tattico di Bonatti aveva disegnato con cura. Un compito tutt'altro che semplice contro una difesa organizzata come quella del Trento, ma un compito che un attaccante del suo valore e della sua esperienza avrebbe dovuto riuscire a svolgere con maggiore continuità. Invece la prestazione di Marconi è stata evanescente, quasi invisibile in certi tratti della partita, e nei pochi momenti in cui è riuscito ad andare via agli avversari ha sprecato occasioni che avrebbero potuto cambiare l'inerzia della serata. EVANESCENTE
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