Top & Flop di Renate-Carrarese

08.03.2021 00:15 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Baldini, TOP Carrarese
TMW/TuttoC.com
Baldini, TOP Carrarese

Due facce della stessa fetta biscottata in questo punto che conclude la decima di ritorno. E se una doveva vincere mentre l'altra poteva pareggiare, si fa presto a capire per quale formazione la fetta biscottata cade sul tappeto incollandosi dalla parte della confettura. Che dispiacere Renate! Una "Pantera" che ha -come da pronostico- il pallino del gioco, ringalluzzita da due pericoli scampati (Piscopo dopo pochi secondi e, soprattutto, il rigore fallito da Infantino) e bisognosa di rispondere a delle dirette contendenti che non amano aspettare gli eventi. E invece da questo 0-0 esce indubbiamente meglio la Carrarese, cui non bastavano le proprie colpe, non bastavano gli infortuni in serie, non bastava la squalifica dell'unico difensore incredibilmente sempre sano. Doveva dire la sua anche il Covid, questo maledetto Covid, e i danni sono stati nell'ordine una partita spostata nella serata che già abbraccia la notte e una panchina ridotta a due soli giocatori di movimento oltre al buon Pulidori. Una Carrarese che ha fallito colpevolmente l'occasione migliore per passare in vantaggio, ma che ha lavato parte del disagio esistenziale con una prova di carattere, così come piace a Baldini. Una Carrarese che ha sofferto un Renate territorialmente più dominante, ma che ha sofferto come doveva -e al meglio che poteva- soffrire. E così si conferma l'ovvio: l'analisi di un tabellino parte sempre dalle premesse.  

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nel match disputato questa sera allo Stadio "Città di Meda". 

TOP:

Ranieri (Renate): a metà strada tra i buchi del reparto difensivo -nel primo tempo soprattutto- e le difficoltà di fluidificare la manovra dalla cintola in su, il soldato Roberto fa quel che può, cercando di giocare la palla senza cadere nella tentazione di quei lanci lunghi che stasera, proprio no, non era il caso. La manovra passa dei suoi piedi e davvero si ha la sensazione che con una mediana che vede Galuppini e Kabashi la presenza del classe '97 sia indispensabile per garantire un equilibrio che altrimenti verrebbe minato da una propensione troppo offensiva. Un equilibrio che passa anche dalla dettatura di tempi non frenetici, da giocate più di testa che di istinto. In merito alla difesa, meglio la seconda versione, con Damonte al centro e Silva quasi libero di scendere sulla mancina: ma è una valutazione che va presa con le molle, visto che la Carrarese dell'ultima mezz'ora fa poco testo in tema di pericolosità. Poi? Poco altro, se non una considerazione che cerca una speranza per il futuro immediato in vista del Novara. Una settimana piena: per riflettere, ricaricare, ripartire dalle cose buone. Una settimana di solo allenamento: benvenuta straordinaria normalità! UN METRONOMO PER NON ANDARE FUORI TEMPO

Oltre le difficoltà (Carrarese): con questi chiari di luna era difficile, se non quasi impossibile, fare di più. Difesa a dir poco sperimentale, con Pasciuti in affanno in un'unica occasione e Agyei praticamente...leader del pacchetto arretrato. La mediana è l'unica linea davvero "canonica", perché anche i trequartisti dietro Infantino sono frutto di esperimenti relativamente recenti. Che l'obiettivo fosse -comprensibilmente- portare a casa la pelle lo si evince dal buon lavoro di copertura da parte di elementi che, spesso, in questo senso, sono mancati all'appello qua e là nel corso della stagione: Piscopo e Schirò, oggi "sul pezzo" dal primo al novantatreesimo minuto di gioco. Bene anche Manzari più accentrato e Giudici, sarà quest'ultimo forse per l'aria quasi di casa ma anche l'esterno rappresenta ormai un acquisto da rubricare quantomeno nel funzionale. Ma al di là dei nomi: guardando la classifica un estraneo potrebbe ipotizzare una Carrarese sfilacciata nelle trame del gruppo-squadra e nel rapporto tra giocatori e staff. Analizzando le prove contro Grosseto e Renate -ma in fondo anche le due sconfitte di misura precedenti a queste- il campo sembra smentire. Senza alcun dubbio: pochi...ma uniti. Non è che un pizzico di merito debba andare anche al criticato tecnico Baldini? QUEST'ANNO NON DI GOVERNO...MA DI LOTTA SEMPRE SI'

FLOP:

L'incapacità di concretizzare (Renate): 80 minuti contro il Lecco che avevano fatto ben sperare, quasi che il tabellino fosse un dettaglio e che fosse più significativo, in realtà, una "Pantera" ritrovata nei ritmi, nell'intensità, nell'inventiva che crea. Dopo quattro giorni, una classifica che torna a fare punti (uno solo, eppur...si muove) ma che si innesta in una serata che tradisce un passo indietro. Un predominio sterile, tante occasioni di arrivare comunque, in qualche modo, al limite dell'area, ma altrettante dimostrazioni di una lucidità perduta nell'ultimo passaggio, nella rifinitura, nelle scelte di tiro. E questo è un bel problema anche solo per rimanere quantomeno in scia del duo di testa che si sta formando in queste giornate. Inutile guardare ora cosa faranno Como e Pro Vercelli, in questo momento non sarebbe opportuno. E' necessario ritrovare ora quel gioco fluido, al di là degli esterni che mancano (cui Merletti e Rada stanno sopperendo con risultati non disprezzabili), è necessario rinfrescare Kabashi e Galuppini (il cui utilizzo in mediana -contrariamente a quanto analizzato in un primo momento- depotenzia la personale possibilità offensiva limitandolo ai soli tiri dalla lunga distanza) che ora, comprensibilmente, mostrano il fiato corto, è necessario che Noccolini si sblocchi dando un contributo fattivo al di là di un impegno che non manca. UNA PARTITA CHE FOTOGRAFA IL MOMENTO   

Rigore episodio-chiave (Carrarese): chissà come sarebbe andata a finire se.... Inutile girare intorno, è questo il pensiero post-Meda. Peccato davvero per quel rigore tirato alle stelle, ora Infantino (già autore di un errore dagli undici metri contro il Novara una quindicina di giorni or sono) non deve fare del penalty una fissazione. Magari lasciando per qualche domenica spazio ad altri, per recuperare un minimo di serenità che ora, partita dopo partita, gli sta scivolando dalle dita. Per poi riprovarci, in una ri-salita che lo vuole ai livelli di sempre. Perché è una Carrarese che ora ha Marilungo (buon acquisto del mercato invernale), ma che ha sempre bisogno anche di Infantino, soprattutto ora che ci sono dei play-off da ri-agguantare. Altri "flop" ci sono, ma non vanno ricercati nella serata odierna. Arrivare a schierare quattordici disponibili implica che non si possa parlare certo solo di sfortuna, ma queste sono analisi (di studio del mercato, di studio della preparazione, di studio -perché no- anche di un sintetico da rinnovare) da sviluppare dopo che il campo avrà restituito a questo gruppo di lottatori almeno la dignità di una posizione tra i primi dieci. Il cuore e la testa ci sono ancora, i margini di un recupero anche parziale pure. Solo con un finale di stagione all'altezza della piazza nascono i presupposti per una analisi critica serena e fruttuosa. E QUEL PALLONE DOV'E' FINITO?