Trento, Tabbiani: "Felice per Pellegrini, è il prototipo del giocatore ideale"
Il Trento espugna il campo della Pergolettese. Luca Tabbiani, tecnico dei trentini, spiega l'inedito 3-4-3 con cui ha schierato la squadra dall'inizio: "In undici anni che alleno, poche volte ho cambiato modulo ma questo gruppo mi dà fiducia e voglia di provare soluzioni diverse. Abbiamo provato questa disposizione solo negli ultimi due giorni perché, in settimana, abbiamo perso tre terzini e dovevamo sopperire a queste assenze. Ho un gruppo bello, che si diverte a giocare, indipendentemente dalla posizione che occupa in campo e non avevo dubbi che i ragazzi avrebbero fatto una prestazione del genere. L'atteggiamento è la cosa che fa la differenza e noi, in questa stagione, siamo mancati solo per mezz'ora".
Tabbiani vede anche qualche aspetto negativo: "Non mi è piaciuto l'ultimo quarto d'ora, anche se la Pergolettese ha segnato con una bella conclusione da fuori, ma noi in quella fase eravamo un po' troppo statici e abbiamo concesso agli avversari di rimettere in piedi la partita. Non siamo una squadra capace di difendersi bassa e questa è una cosa da migliorare, perché ci è già costata qualche punto in questa stagione. È vero che non abbiamo concesso grandi occasioni, ma c'era la sensazione che qualcosa poteva accadere da un momento all'altro".
Pellegrini, migliore in campo, incassa i complimenti del tecnico: "Jacopo ha sempre fatto partite come oggi, stavolta è facile dire che è stato il migliore in campo perché ha fatto gol e assist, ma lui è un tipo di giocatore che io vorrei sempre avere in squadra per impegno e abnegazione. Quando fa gol sono ancora più felice, perché a volte ha ricevuto delle critiche ingenerose. Capisco che l'attaccante, nell'idea generale, deve fare gol ma lui è uno che lavora molto per i compagni e libera tanti spazi".
Una battuta finale sugli insulti ricevuti dalla tribuna: "Non è stata una partita in cui ci sono state tante situazioni di nervosismo, forse gli insulti erano per il mio passato alla Cremonese. Mia figlia dice sempre che se ti criticano significa che sei qualcuno, io sono dell'idea che ci siano cose più interessanti da fare che non insultare dalla tribuna".
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