Forlì, Miramari: "Tutte le volte che gli altri toccano la palla fanno il gol della domenica"

Forlì, Miramari: "Tutte le volte che gli altri toccano la palla fanno il gol della domenica"TMW/TuttoC.com
Alessandro Miramari
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 11:00Girone B
di Valeria Debbia

Il Forlì ha cercato per 90' la vittoria, i giocatori ci hanno messo tantissima fame, in una situazione di difficoltà numerica: sono arrivati prima su tutti i palloni, ma alla fine i romagnoli si sono dovuti accontentare del pari contro il Livorno. "Ma ai punti abbiamo vinto noi: abbiamo avuto più occasioni per segnare e alla fine l’abbiamo fatto - ha sottolineato in sala stampa mister Alessandro Miramari. - Non è stata una partita in cui il punteggio doveva essere per forza largo: è stata abbastanza equilibrata, non siamo però riusciti a capitalizzare le occasioni che abbiamo creato. L’attitudine e il sacrificio per me sono condizioni necessarie, non sufficienti per giocare, ma indispensabili. Se durante la settimana fai vedere che l’importante non è l’attitudine, allora non giochi. Fare punti in casa è una necessità quasi vitale. Questo è lo spirito che deve aleggiare nello spogliatoio. La determinazione con cui ti alleni e giochi è una condizione necessaria per fare questa categoria. Se non hai fame, grinta – chiamala come vuoi – per portare a casa i punti, chi ce n’ha di più gioca.

Una cosa che mi è piaciuta è che siamo stati abbastanza solidi: abbiamo concesso molto poco, specialmente sulle palle inattive, che è un po’ il nostro tallone d’Achille. Abbiamo concesso poco. Cosa che non mi è piaciuta è che se hai tre o quattro palloni dentro al limite dell’area e non riesci a fare male – facendo una battuta che mi hanno appena fatto, non riusciamo neanche a sporcare i guanti al portiere – è una nostra pecca. Se tiri tre o quattro volte in porta e il portiere para, dici bravo lui; se non arrivi a calciare o non prendi la porta, è un problema. Abbiamo avuto diversi palloni al limite o dentro l’area con un giocatore libero di calciare.

Sembra una banalità, ma siamo ancora in un processo di miglioramento. Ci sono giocatori che non hanno 200 presenze in questa categoria: stanno ancora imparando cosa significa farla. Si potrà fare meglio, ma se potessimo non concedere quello che concede l’avversario – rinviare un pallone libero, metterlo al limite dell’area o fuori a metà campo – farebbe la differenza. Invece fai il matto con un fallo laterale e parti già svantaggiato. Difendiamo male diverse cose. Poi c’è da dire che tutte le volte che gli altri toccano la palla fanno il gol della domenica: la smarcata di testa che ha trovato una parabola sul secondo palo non diventa sempre gol in questo momento. Non possiamo dirci particolarmente fortunati, ma dobbiamo abituarci a raccogliere quello che seminiamo.

Contro il Pineto secondo me abbiamo fatto meglio in generale. È chiaro che abbiamo regalato un primo tempo a ritmi blandi o superficiali. Se andiamo a vedere i dati di questa partita e quella del Pineto, lì i dati dicono che avremmo dovuto vincere nettamente. In questa non ho avuto la percezione di superiorità netta. I dati indicano che siamo stati più pericolosi, ma non tanto quanto contro il Pineto. Contro il Pineto meritavamo tre punti senza se e senza ma; oggi (ieri, ndr) meritavamo noi, ma un pareggio ci poteva stare".